Indice
- Numero 52 - Giugno 2010
- L'Editoriale - Il mese dei poeti
- Mare nostrum
- L'uomo che creò il pennacchio del Vesuvio
- La regina delle Eolie
- Quella torre di Positano cenacolo di spiriti eletti
- Napoli nata da un'isola
- Marcello Veneziani, un viaggiatore al Sud
- Il lungo viaggio di mio nonno da un oceano all'altro
- Le passioni segrete di Corrado Ferlaino
- C'è una gallina in mezzo al mare
- Il fantastico reportage di Simenon dalla Tunisia
- Quando Dino andava alla guerra
- L'uomo di Setubal
- Il porto invisibile
- Il mistero delle Sirene
- La Costiera incantata
- La donna della Scala Fenicia
- Il reporter dell'Isola
La Costiera incantata
- di Peppe Iannicelli
La suggestione di Amalfi e qualche neo da eliminare. L'Auditorium di Ravello. "Le Arcate" ad Atrani, l'invenzione di Orlando Buonocore.
Adoro la Costa d'Amalfi. Ne adoro le rive e le colline, i profumi e i sapori, la gente e i prodotti. L'amore creazionale di Dio e la mano dell'uomo hanno determinato, salvo qualche deprecabile eccezione, una tavolozza urbanistica paradisiaca. Da innamorato della Costa d'Amalfi posso, pertanto, a buon diritto esprimere il mio disappunto per qualche neo.
Non mi piace la stazione di servizio sul Lungomare di Minori, non mi piace che le autovetture attraversino il centro storico di Amalfi passando davanti alla scalinata del Duomo e che si litighi per l'organizzazione della processione del Venerdì Santo, non mi piace che l'Auditorium di Ravello resti chiuso, che un parcheggio da tre euro/ora di Positano chiuda i battenti a mezzanotte.
Sono cose sotto gli occhi di tutti che - per mille complessi motivi non sono ancora state risolte.
Comprendo anche che il rifornimento di benzina si debba pur fare da qualche parte o che la gestione di una proprietà pubblica possa generare tensioni.
Ma credo che tutti quelli che amano la Costa d'Amalfi abbiano il dovere di fare qualche sacrificio per viverne e preservarne la bellezza e l'attrazione. Ci sto a fare qualche chilometro in più per il rifornimento di carburante. Ci sto a prendere una navetta per raggiungere il centro di Amalfi da un parcheggio decentrato e a spendere qualche centesimo in più per un parcheggio che resti aperto di notte.
E mi piacerebbe tanto applaudire gli spettacoli nell'Auditorium e commuovermi ancora per i riti della Settimana Santa. Io da cittadino innamorato sono pronto a far la mia parte. Confido che anche i pubblici amministratori possano trovare intese istituzionali e soluzioni operative efficaci.
Sulla Costiera, uno degli angoli del cuore preferiti da me e dalla mia famiglia è il Ristorante-Pizzeria "Le Arcate" di Atrani che si affaccia sulla banchina del minuscolo e incantevole borgo costiero.
Atrani è una perla delicata. I dogi della Repubblica marinara di Amalfi venivano coronati nella chiesetta del paese, detta de' Birecto, prima d'incamminarsi in corteo verso gli Arsenali. Ad incantarci la prossimità con il mare e la spiaggia, le ardite architetture che scalano l'incombente collina in un fraseggio di case sovrapposte, l'accoglienza della famiglia Buonocore. Fu Orlando Buonocore ad avere la geniale idea - cinquanta e più anni orsono - di aprire un locale dove prima non c'era nulla. Il gusto di un sogno condiviso con la moglie Luisa e i figli Andrea, Antonio e Sergio.
Orlando non c'è più da qualche anno, ma la banchina è intitolata proprio a lui, al pioniere della ristorazione ad Atrani. Il riconoscimento meritato ad un uomo che coniugava "cuore e cervello" al servizio degli amici clienti. La sua Vespa sfrecciava per la Costa, magari con un figlio nel cestello, alla ricerca degli ingredienti migliori. Era sempre pronto alle esigenze altrui per un consiglio, un tavolo e le sedie, la preparazione del Sarchiapone nel dì di festa.
La cucina dei Buonocore profuma d'orto e mare, con genuina semplicità. I piatti seguono il solco della tradizione costiera conquistando il palato di estimatori da tutto il mondo. In occasione del cinquantesimo di fondazione è stata imbandita una bella pubblicazionericordo del primo mezzo secolo di vita con foto ed aneddoti. Quando sarete a tavola, chiedetela ai Buonocore.
Saranno lieti di donarvela con un sorriso.

