La donna che ha un talismano per ogni evenienza

- di Roberto Gianani

Chi è Antonella Puttini che realizza gioielli e preziosi portafortuna.
Il corno di conchiglia rosa di Antonio D'Amato, la collana di quadrifogli di Naomi Campbell, gli orecchini d'ambra di Ornella Vanoni.
La tana antimalocchio di via delle Botteghe.
E le stelle ammirate stanno a guardare.

Il clima è tiepido come una carezza. Intorno all'isola il mare è un lenzuolo azzurro steso al sole sotto un cielo senza ombre. Le banchine di Marina Grande sono sdraiate in una luce morbida e compiacente. È una mattinata troppo invitante per non andarmene a pesca.
È venerdì 17 ma chi se ne frega. Nel '96, alle ore 13 di un venerdì 17, Romano Prodi giurò da presidente del Consiglio italiano e dopo tre anni, nel '99, sempre di venerdì 17 giurò da presidente del Consiglio europeo. Forse andava a pesca sui fiumi e non usciva per mare ma la giornata è troppo invitante e non rinuncio ai miei desideri. Al diavolo la scaramanzia.
Il gozzo, preso in affitto da Silverio, è tutto blu e giallo con la poppa larga come il sedere di una donna felliniana. Il motore canta che è una bellezza. Mi fermo a salutare Carlo De Martino ai Bagni di Tiberio, quattro chicchiere e un caffè bollente. Un saluto affettuoso e la traversata riprende.
Supero Punta dell'Arcera e mi dirigo deciso verso la Secca delle Vedove. Due ore sotto un sole feroce e non abbocca nemmeno un guarracino. Intorno nessuna barca, solo un azzurro infinito che un po' fa paura. Mi comincio ad innervosire quando, all'improvviso, la lenza vibra come il mio cuore quando avevo trent'anni. Emozione, sudore, braccio teso, tiro, il pesce ha abboccato. Squilla il telefonino, è Tiberio Faraglione, noto jettatore. La pezzogna si divincola e sparisce nel blu insieme al Motorola. Mi affaccio sconsolato alla murata. La barca si chiama Martedi. "Di venere e di marte non si sposa e non si parte". Sono a posto e oggi è anche venerdì 17.
Meglio tornare a Marina Grande. Macché: il motore non parte. La secca è secca. Il mare è senza un sorriso, la barca è ferma priva di qualunque speranza. Ulisse avrebbe usato il sudore dei suoi marinai, io non posso attaccarmi nemmeno al telefonino. Troppo disinvolto, amico mio, hai sfidato il malocchio dimenticando che la metà degli italiani va in giro con un amuleto.
Qui ci vorrebbe Antonella Puttini, la regina dei gioielli e dei portafortuna con boutique in via delle Botteghe. Occhi color nocciola, sguardo intenso da imprenditrice presa più dalle emozioni che dall'euro. Disegna gioielli ma inventa amuleti a prova di qualunque malocchio anche il più sottile ed insidioso. Sono portafortuna che spesso, con il corno, partono dall'idea dell'organo genitale maschile e che trovano le loro radici nella storia, nella mitologia e negli affreschi di Pompei.
Da lei passano tutti quelli che, oltre un gioiello d'alta classe, vogliono assicurarsi un monile, un corno, una pietra, un oggetto scacciaguai. Da lei passa tutto il mondo: politici, manager, attrici, attori, cantanti. Il presidente della Confindustria Antonio D'Amato si difende da nemici e inflazione con un corno di conchiglia rosa lavorato a mano che regala anche a tutte le persone cui è legato, prima fra tutte Marilù Mennella. Naomi Campbell, quando voleva far riesplodere l'amore di uno stanco Flavio Briatore, indossava una collana di quadrifogli realizzata con pietre in pasta di vetro. Il pilota della Ferrari Jean Alesi correva solo con un corno di turchese. Un famoso principe arabo non esce dal Quisisana senza un corno di antilope con rose di corallo montate su argento.
Per esorcizzare per sempre San Remo e Pippo Baudo, Ornella Vanoni acquistò degli orecchini di ambra. Il sindaco di Anacapri tiene in bella vista sulla sua scrivania una pietra di mare con incastonata una biscia d'argento. Alla moglie Silvia Verdone, Christian De Sica regala solo pietre di colori ben auguranti, guai l'ametista. Caterina Caselli se ne va in giro con orecchini di chicco d'uva, continua a lanciare nuovi talenti e nessuno la può giudicare. Aurelio De Laurentiis si muove per le stradine dell'isola sempre accompagnato da un inseparabile corno di corallo.
In un mondo che gira stringendo stretti talismani e amuleti, che scansa i gatti neri e non passa sotto le scale, di venerdi 17 sono uscito per mare. Il sole sta calando, il motore non parte. Sono prigioniero di una secca di nome Vedova. Con me non ho nemmeno un amuleto e il telefonino giace in fondo al mare. Agito le mani verso il cielo: "Sciò, sciò ciucciuvè; corna e bicorna" come diceva Totò.
Da lontano arriva una vela che spruzza schiuma bianca nella mia direzione. Si avvicina, si avvicina. È "Zio Pasquale", la barca di Antonella Puttini. Sono salvo.