Indice
- Numero 43 - Aprile 2009
- L'Editoriale - Mare forza sette
- Campania, un amore a Parigi
- "L'Isola" sugli schermi di France 3 conquista Parigi
- Le indimenticabili serate al "Tinello" di Peppino
- Il rinascimento di Ischia
- Nel diario della moglie Cosima i giorni di Wagner a Ravello
- Gli occhi saraceni delle donne di Atrani
- Storia sotterranea di una cittą di mare
- Venti anni di bellezza
- Il nocchiero di Anacapri
- La locanda di Sandra sulla spiaggia di Mirleft
- Un caprese di corsa a New York
- Le case bianche di Conca dei Marini
- Quelli della carovana nell'Isola D'Elba
- L'ultimo pomeriggio di Geremy Pounds
- Il cacciatore dell'isolotto di Vivara
- La fine del mondo
- Il reporter dell'Isola
La fine del mondo
- di Mino Rossi
I Maya l'hanno fissata fra tre anni in un venerdì di terrore, gli scienziati fra 7,9 miliardi di anni con la Terra ingoiata dal Sole. L'attentato dell'asteroide Apophis pesante 200 miliardi di tonnellate è previsto alle 22,45 del 13 aprile 2029. I filosofi la pensano diversamente. Il mondo cambierà, ma non finirà. Le opzioni degli extraterrestri al loro sbarco sul nostro pianeta: potrebbero distruggerci o salvarci.
Alè, c'è la fine del mondo in arrivo. La notizia ricorrente sulla catastrofe finale fa il giro dei media. Vera, verosimile, inconsistente, falsa, fa sempre il suo effetto. C'è un po' di masochismo in giro. Se deve venire la fine del mondo, vorrei esserci e vorrei vedere com'è fatta. Così si dice. Tanto si deve sempre morire. Ma sarebbe uno spettacolo morire tutti insieme in un giorno solo.
I Maya ci hanno dato tempo sino al 21 dicembre 2012, un venerdì, fra appena tre anni. Sarà la fine dell'Età dell'Oro dopo quelle dell'Acqua, dell'Aria, del Fuoco e della Terra. Tutto ben precisato sui loro calendari. La sanno lunga i Maya. Spiegano: c'è una periodica variazione dell'inclinazione dell'asse terrestre e questo provoca sconvolgimenti apocalittici. Il 21 dicembre 2012 l'asse dovrebbe variare. Perché non si sa. Lo sanno, lo sapevano i Maya.
Verranno tre giorni di buio totale sulla Terra e, poi, la fne con fiamme e fuoco che arriveranno dal cielo, oppure semplicemente un meteorite pazzo verrà a schiantarsi sul nostro pianeta e addio Terra. Un venerdì di terrore.
Ma quale fine del mondo prossima ventura ribattono gli scienziati, stiamo scherzando? La Terra finirà fra sette miliardi di anni. Lo hanno calcolato con incoraggiante precisione due astronomi degni di fede, Klaus-Peter Schroeder dell'Università di Guanajuato in Messico e Robert Connon Smith dell'Università del Sussex in Inghilterra. La Terra dicono - uscirà dalla sua orbita fra 7,9 miliardi di anni, irresistibilmente attratta dal Sole che diventerà sempre più congestionato e rosso. Il sole di un brutto avvenire. La morte della Terra sarà "rapida e vaporosa" che è una immagine e una previsione poeticamente catastrofica. Però, un momento. Lo scienziato Roberto Salviotti dell'Osservatorio napoletano di Capodimonte concede una via di uscita: la Terra sopravviverà al Sole. Silviotti ha scoperto un pianeta gigante che orbita attorno a una stella morta nella costellazione di Petaso. Potremmo continuare ad esistere come quel pianeta sopravvissuto alla sua stella. Come? Al buio, nel freddo, senza più né giorni né notti? Chi ci sarà, vedrà. Si può fare qualcosa per evitare l'attrazione del Sole, dicono i celebri Don Korycamsky e Gregory Laughlin. Basterebbe spostare l'orbita della Terra allontanandla dal Sole. E chi lo può fare? Spareremo dei retrorazzi giganti? A mano non sarà possibile. I retrorazzi andrebbero bene, però orientandoli nella giusta misura e con la calcolata potenza perché la Terra, scappando dal Sole, potrebbe imbattersi in un asteroide o in una cometa. In questo caso, finirebbe in polvere.
Un fatto è certo: il Sole sta ingrassando, diventa sempre più grande e luminoso. E' stato calcolato che la sua luce è cresciuta del 40 per cento nei primi quattro miliardi e mezzo di vita. Diventerà una palla infuocata? Avrà una mostruosa espansione gassosa, si dice. I signori Klaus-Peter Schroeder e Robert Connon Smith assicurano che, tra un miliardo di anni, il Sole sarà dieci volte più grand e luminoso e farà evaporare oceani e continenti. Tra i Maya, che anticipano la fine del mondo fra tre anni, e gli scienziati, che la proiettano in un futuro lontanissimo, è sbucato un ragazzino tedesco di Potsdam, il signorino Nico Marquardt che ha tredici anni. Così giovane e già catastrofista. Ma addirittura la Nasa si è congratulata con lui rivedendo un proprio errore sul percorso del gigantesco asteroide Apophis che, secondo le previsioni dell'ente spaziale americano, sfiorerà la Terra due volte, il 13 aprile 2029 e il 13 aprile 2036, ma dovremmo cavarcela, salvo qualche sbandamento. Vi siete sbagliati, ha detto a quelli di Houston il precoce herr Nico Marquardt che ha fatto calcoli precisi lavorando al telescopio dell'istituto astrofisico di Potsdam. L'agressivo asteroide Apophis non recherà disturbi passeggeri alla Terra, ma le darà un brutto scossone incocciandola di netto.
Le cose stanno così. Gli scienziati di Houston avevano calcolato che c'è una probabilità su 45mla che il minaccioso Apophis colpirà la Terra. Herr Nico Marquardt ha replicato che la probabilità è più allarmante, una su 450. Apophis è un asteroide di 320 metri di diametro, ma pesa la bellezza di 200 miliardi di tonnellate, Il 13 aprile 2029 passerà a soli 32.500 chilometri dal nostro pianeta. Potrebbe succedere di tutto. Herr Nico ha precisato che il passaggio dell'asteroide avverrà alle 22,45, ora dell'Europa centrale, e sfiorerà la Terra a un decimo di distanza tra noi e la Luna. Apohis potrebbe cadere nell'Atlantico sollevando uno tsumani gigantesco che ci spazzerà via tutti avendo una potenza, nell'impatto, pari a 65mila volte l'atomica di Hiroshima. I filosofi sono più accomodanti sostenendo che la fine del mondo non porterà allo sterminio del genere umano, ma a una rivoluzione del modo di pensare e di vivere. Avremo un altro mondo, ma sempre su questa carissima Terra.
Fra le previsioni della fine o del cambiamento del genere umano fa capolino ogni tanto l'arrivo di marziani, venusiani e altri extraterrestri che potrebbero distruggere la Terra vedendola malandata e abitata da peccatori impenitenti, cioè praticamente irrecuperabile. Oppure, sorretti da una bontà spaziale e superiori possibilità tecnologiche, ci daranno solo un'assestatina, un buffetto cosmico, un consiglio stellare, requisiranno tutti i telecomandi e spegneranno tutte le televisioni del mondo che pare siano considerate, nello spazio, il nostro male maggiore sia con schermo piatto che con schermo tradizionale. Ai telefonini gli extraterrestri penserebbero in un secondo momento.

