Indice
- Numero 2 - Maggio 2003
- L'Editoriale - Profumo di donne
- La Casa Rossa diventa Pinacoteca
- La Poetessa della Grotta Verde fa l'avvocato a New York
- La favola di Monika e Toni
- Quella casa rossa è un autoritratto
- Il salotto di Attilio Scoppa a Caprile
- Con la barca del marinaio Stefano alla Grotta dello Champagne
- La donna che ha un talismano per ogni evenienza
- La mia isola è Taormina
- Gli orologi di Anacapri in fila per tre
- Quell'intervista impossibile a Mona Bismarck
- Pinne, fucili e occhiali alla Canzone del Mare
- Sul monte Solaro c'è un sax che suona
- Toto' è un'isola
- Perché Ponza diventò l'isola di Montecristo
- Ischia al tempo del Rancio Fellone
- Ravello, una rosa per Susan Sarandon
- Quel giorno dell'idrovolante di Ciano a Marina Piccola
- Lettera dal Faro
- Dio è napoletano
- Ad Anacapri ho sentito la poesia
- La tromba Daria
- Il compleanno del pescatore biondo
- Il reporter dell'Isola
La mia isola è Taormina
- di Wilma Martusciello
Lando Buzzanca rimpiange la Capri dei silenzi e dei vaporetti. Quell'aria di amore e di baci la ritrova oggi sul picco del teatro greco. L'appuntamento irrinunciabile al bagno di mare.
Dallo schermo all'ultimo successo: il teatro.
- Capri? Capri in Sicilia? -
- A me sembra che sia in Campania-
- Ti sbagli -
Bravina in italiano, ma in geografia un'autentica frana, è vero. E comunque Lando Buzzanca è alto quasi un metro e novanta, ha un fisico asciutto e scattante che smentisce i suoi 58 anni, io sono molto fragile e molto pacifista, non mi conviene discutere.
- Se lo dici tu -
- È così. Solo che per un'antica convenzione siciliana la chiamiamo Taormina -
- Ecco. Piccola spiegazione? Sempre se ti va, eh... -
- Vedi, io ero innamorato di Capri, quella in Campania, amavo la gente che la viveva, le sue botteghe artigianali, i gozzi, le stanze da affittare nelle case dei pescatori, le corse per le stradine ripidissime che scendono a Marina Grande, sempre col rischio di perdere l'ultimo vaporetto.
Certo, anche prima c'erano i grandi alberghi, pochi, le boutique care, poche, i ricchi, quelli un po' di più, ma venivano sopportati con benevolenza, senza dare loro troppa importanza, facevano parte del folklore locale -
- Adesso? -
- Adesso persone, negozi, automobili, firme, optional che neanche capisci se stai camminando a Milano, a Cortina o a via Condotti. Barche, barchissime, barcone uguali a quelle parcheggiate in Costa Smeralda, a Portofino, a Cala Galera e che nascondono il paesaggio, lo scaratterizzano. E le scarpe? Hai fatto caso alle scarpe? -
Sobbalzo, più che una domanda è un'accusa.
- Sicuro, le scarpe, come no? -
- Prima erano basse, bassissime o addirittura non si mettevano per niente che era ancora meglio. L'estate scorsa ho visto i tacchi alti. Capito? I tacchi alti! -
- Tremendo. Ma Taormina? -
- È diventata la Capri di una volta. Più segreta, più intatta, forse un po' più out, ma in meglio. E il mare è ancora importante, più protagonista; a Capri c'è gente che neanche lo fa il bagno, perché la giornata passa tra shopping, gossip e drink - tutto inglese! - e le sere diventano notti tra cene e locali, così la mattina si dorme. A Taormina il bagno resta sempre l'appuntamento più importante. Certo c'è il problema dell'aria... -
- Aria? In che senso? -
- Proprio azoto e ossigeno. Aria di Capri. Anche adesso, sopra i quadrupli cachemire, sopra i megayacht, sopra le siliconate e leopardate cavalliane, c'è quell'aria calda, leggera, profumata, che ti scivola nell'anima. È aria d'amore, aria di baci, aria... -
- Erotica? -
- Ci risiamo con la storia dell'homo eroticus? -
- Lando, ma come si fa? Settanta film in cui hai sempre interpretato il ruolo del Supermaschio, qualunque attrice turbasse i sogni degli italiani tu la strapazzavi, la rivoltavi come una bambola, la usavi e la gettavi, quando non la suonavi come un contrabbasso.
Cinque fans club in Argentina, otto in Venezuela, uscì un giornale a fumetti col tuo nome e la tua faccia che manco Rocco Sif-fredi e Ciccioli-na... -
- Con quel giornaletto non c'entravo niente. In quanto alle donne, sono partner, compagne di lavoro... -
- Sicuro? Se ne sono dette tante -
- Cattiverie. Chiedilo a mia moglie che è qui presente -
- E che deve dire questa santa donna? Ma no, lo so che le sei fedele e che l'adori. Volevo solo ricordare l'enorme popolarità, l'enorme successo che hai avuto -
- Ah, sicuro. Tanta popolarità, tanto successo, tantissimi soldi fatti guadagnare ai produttori e poi... il giorno che mi sono messo in discussione, che ho rifiutato i soliti copioni per voglia di fare l'attore-altro, quando ho detto basta con l'archetipo del sesso... bum, tutto finito di colpo -
- È stata dura, immagino. Amarezza?
- Tanta. Se la critica si era occupata di me, anche se il più delle volte per bersagliarmi, voleva però dire che mi avevano notato, che c'era qualcosa in me che li aveva colpiti, e allora perché non darmi fiducia? -
- E di prove di bravura ne avevi date parecchie, lavorando con registi del calibro di Germi, Magni, Rosi, Vicario -
- Lascia perdere, ho ritrovato tutto nel teatro. Sono anni che faccio teatro: sale piene, pubblico attento che si appassiona, che si accorge anche di un minimo di smorfia o d'inflessione di voce e mi premia con una risata o un silenzio attento. Il teatro è meraviglioso. Io avevo tre sogni, ero affascinato da tre personaggi: il principe Danilo della Vedova Allegra, Petruccio della Bisbetica Domata, Liolà di Pirandello. Li ho fatti tutti e tre. -
- Un sogno teatrale non realizzato? -
- Riccardo III -
- Quello brutto e cattivo?
E come mai? -
- Per tirare fuori il mio lato cattivo, il lato misero, quello che c'è in ognuno di noi. Il nome di questo giornale è L'Isola, non troverai un attore o altro che non ti dica che l'artista è un'isola. Lati solari e lati bui, solitudine, paura di essere sommerso da un mare di dubbi, paura di affogare nell'acqua salata dell'incertezza di chi sei veramente, come artista e come uomo. -
- Tu sei molto legato alla tua famiglia. Che cosa rappresenta per l'artista-isola? -
- La famiglia è l'istmo che lo unisce alla terraferma, è il continente, è il promontorio a cui Ulisse approda -
- Qual è secondo te un difetto dei nostri tempi? -
- Forse la mancanza d'amore che sta affligendo le ultime generazioni, anche cinematografiche. Non solo amore come sentimento, ma anche amore del sacrificio, del dolore, della sfida che si combatte con le sue stesse armi o semplicemente l'amore nudo e crudo, non contaminato -
Lando Buzzanca. Un uomo erotico? Un uomo che è stato simbolo del sesso? Un uomo che è caduto e che ha avuto la voglia e la forza di rialzarsi e combattere? Un uomo.

