Indice
- Numero 17 - Giugno 2005
- L'Editoriale - Con gli occhi dentro il sole
- La televisione e l'ultima isola
- Una giornata ai Tropici poco fuori Berlino
- C'erano una volta a Capri
- La lettera di Maiuri all'imperatore Tiberio
- La sorpresa di Simenon di fronte all'Elba
- Le pietre di Stromboli
- La "barca spaziale" del professore delle lenze a Marina della Lobra
- Quando la ceramica diventa canzone
- Il matrimonio tra la Signora Ambra e il signor Corallo
- Ho visto la fine del mondo
- Ecco l'Italia che ho scoperto in Giappone
- L'isola di Pironti
- Celeste, che s'è portati via i colori di Capri
- Nella camera di Josephine Baker a Istanbul
- Il Leonardo segreto di Capodimonte
- L'Angelo di Messina
- La terra trama
- Il reporter dell'Isola
La terra trama
- di Alessandro Bergonzoni
Onner era un uomo dal gentil sesso e aveva un cane che si chiamava Onner, proprio come un vecchio zio di Onner, Onner. Quando il padrone lo chiamava Onner non rispondeva mai (il cane, lo zio sì!). Una donna andava a trovarli (Onner e il suo cane, non lo zio Onner). Onner (lo zio, non il padrone del cane) l'amava, e Onner (il cane, non lo zio) la lappava. Egli era felice perché aveva due veri amici: un uomo e il miglior amico dell'uomo. Onner & Onner (quindi niente zio).
Tutti e tre vivevano in un paese di duemila anime e cento corpi (disavanzo spirituale).
Quel fatidico giorno cadeva una pioggerellina fine fine ottocento con alcuni strani intarsi; il sole stava tramontando più velocemente, spinto dal vento fulmineo. I campi di grano erano alti come non mais. Era ormai da un'ora che Onner non faceva altro che bastonare il suo cane per vedere se smetteva di piovere. Il cane lo lasciava fare anche se una teleferica di astio passava tra un lato e l'altro del suo cuore trasportando una funivia carica di dolore e sofferenza.
"Pronto, Mariaspina? Qua sta piovendo, non posso venire...". E smise di colpire il cane che disse: "Dio sia lodato, ogni volta che piove sempre la stessa storia...". Preso ombrello e guinzaglio andò a nascondersi nella sua vecchia cucca che ormai doveva cambiare per un errore di ortografia.
"Ascoltami Mariaspina, non te la devi prendere con me, non è colpa mia se ho solo due mani, come faccio a tenere in mano la cornetta e carezzarti il visino, porco zio... eh". Onner era un uomo rude ma buono dentro, cattivo in giardino, un partigiano del sesso, un grande scrutatore anche passate le elezioni.
"Onner... Onner...!!!". Il cane chiamava il suo padrone. "Onner... Onner... per la miseria... ho bisogno del telefono...!"
"Mariaspina adesso ti devo salutare, Onner ha bisogno del telefono... Ma... no ascoltami... per favore... Mariaspina... Mariaspina! Ma di quel porco e di quel zio... non fare così e zio e porco... ti prego"
Messo giù il telefono Onner disse a Onner che era libero e pianse.
"Che c'è Onner?" chiese Onner.
"Niente Onner... Mariaspina".
"Quella donna ti fa troppo soffrire, la dovrsti ammazzare".
"E come?"
"Le diamo un appuntamento, non ci andiamo per due anni: l'uccide la noia e di noi non sospetterà nessuno".
"E' un'idea, cretina, ma è un'idea, delle peggiori, ma è un'idea".
Le telefonarono, le diedero questo appuntamento e non ci andarono per più di due anni, ma in questi due anni anche loro si annoiarono a morte.
La casa venne venduta a un'asta per sordi a un dollaro, la cucca aggiustata con due "i" diventò una ciuccia per cani appena nati; Mariaspina si salvò perché prima di annoiarsi a morte fu investita da un furgone del latte che doveva riempire delle mammelle all'estero: può sembrare un particolare inutile, ma Mariaspina dopo mesi di ospedale sposò il padrone del mammellificio ed ebbe due figli: uno si chiamava Onner, l'altro Onner.
Indovinate quale dei due abbaiava? Onner (ma non lo zio!).

