Indice
- Numero 2 - Maggio 2003
- L'Editoriale - Profumo di donne
- La Casa Rossa diventa Pinacoteca
- La Poetessa della Grotta Verde fa l'avvocato a New York
- La favola di Monika e Toni
- Quella casa rossa è un autoritratto
- Il salotto di Attilio Scoppa a Caprile
- Con la barca del marinaio Stefano alla Grotta dello Champagne
- La donna che ha un talismano per ogni evenienza
- La mia isola è Taormina
- Gli orologi di Anacapri in fila per tre
- Quell'intervista impossibile a Mona Bismarck
- Pinne, fucili e occhiali alla Canzone del Mare
- Sul monte Solaro c'è un sax che suona
- Toto' è un'isola
- Perché Ponza diventò l'isola di Montecristo
- Ischia al tempo del Rancio Fellone
- Ravello, una rosa per Susan Sarandon
- Quel giorno dell'idrovolante di Ciano a Marina Piccola
- Lettera dal Faro
- Dio è napoletano
- Ad Anacapri ho sentito la poesia
- La tromba Daria
- Il compleanno del pescatore biondo
- Il reporter dell'Isola
La tromba Daria
- di Alessandro Bergonzoni
Conosci la strada? E' forse quella cosa piatta che sta' per terra e porta ovunque purché la si pesti?
Ah Sfalto! Re delle vie raccontami storie trame e catrame; camminaci sopra, corrici sopra, ruotaci frenaci sbucciati grattati. Falla leccare dalla tua moto, la strada, fa copulare una ruota al secondo, falla figliare, la strada: viottolini calli, stradelli gemelli monovulari biovulari (a una o a due corsie). La linea tratteggiata sta a significare che lì puoi tagliare: ah tagliare la strada che senso (unico) che dà. Attraversala tutta, saltala, imboccala divorala.
Ah ne hai fatta di strada...
Strada 'nfosa, strada che comunque porta a Roma, e si sa che le vie del Signore sono infinite, mentre le vie degli uomini sono ancora da finire.
Eppure battono la strada, la aprono e la chiudono, la bucano e come un coito medio le interrompono, le strade.
Quelle del successo, quelle del degrado, la cattiva strada, dei ragazzi di strada, che non la cambiano, ci sbandano in strada...ma ognuno fa la sua strada, con degli svincoli, dei dossi, degli incroci di vite da cani bastardi e meglio bastardi che mai...
All'uomo della strada io dico scansati...Attento all'incidenza degli impatti, e proprio Patty è il nome di una meccanica dell'incidente, aggiustatrice del danno, e chi dice danno dice danno perché se avesse voluto dire donna credo avrebbe detto donna... Smettiamola una buona volta di essere saggi, è già bello essere piccoli racconti o novelle...
Divieto di passaggio. Una strada senza uscita una scritta passo carraio all'incrocio delle sue gambe: "non sostare davanti all'ingresso".
Non sai stare davanti all'ingresso? Allora ti insegno io che sono nato in strada, partorito da un tombino e nato con tre occhi: uno giallo uno rosso uno verde; e col mio sguardo semaforico appoggiavo l'orecchio sulla strada e sentivo l'arrivo degli indiani o del treno o della tromba Daria, conosciuta da tutto il quartiere, dai netturbini che con la strada ci fanno solo petting anche se la scopano sempre; conosciuta da i clochard che la addormentano e la svegliano, da i podisti che la podano...
No, se perdo la strada son finito: Dio dei Paracarri non sparire; Dio dei fossi e anche di tutti gli altri congiuntivi di strada...
Autostrada, pista, circuito, cortocircuito, carrera Messicana, India Napoli, tutto il corribile e stradabile è fortemente amabile desiderabile compreso la strada infernale, infuocata, mortale.
Amo ogni strada, tutte le strade che da uno sguardo satellite posson sembrare un gran piatto di spaghetti, un mar di tagliatelle intersechine nel mondo piatto accanto a luna scodella e sole bicchiere...
A metri 100 fine del pensiero. STOP.

