Indice
- Numero 25 - Luglio 2006
- L'Editoriale - Quelle notti ischitane
- Omaggio ai pallonisti di Capri
- Il Free-Climbing un'invenzione caprese
- Quel poeta maledetto dalla Bretagna a Capri
- C'era una volta il Paradiso
- L'uomo che a colpi di remo fa il giro di tutte le isole
- Il ceramista gentiluomo
- Sotto le stelle di Anacapri
- Formia al tempo dei vip
- Il terrore dei cefali
- Il lungomare delle ragazze blu
- Il mare d'ametista fra Scilla e Cariddi
- Un premio di poesia a Maria Gisella Catuogno
- Venga a prendere un libro da noi
- La barca di Hemingway a Cuba
- Le anime belle di Gordon Square
- Il reporter dell'isola
Le anime belle di Gordon Square
- di di Alessandro Cecchi Paone
Era la confraternita in cui John Maynard Keynes, prima di dedicarsi alla filosofia e alla economia, fu iniziato alle "dolcezze epicuree".
Un giro mondano e letterario veramente speciale con Virginia Woolf e il filosofo Bertrand Russell. Il "vizio inglese". Il matrimonio, a quarant'anni, con una ballerina russa.
Le sue teorie economiche furono il cardine su cui poggiò la rinascita europea dalle rovine della seconda guerra mondiale. Eccentrico, fuori dalle regole, bisessuale. Tutto questo era John Maynard Keynes, economista, genio preveggente dei rapporti economici e delle loro conseguenze sociali.
Keynes, figlio a sua volta di un economista, nacque a Cambridge il 5 giugno del 1883. In quell'Inghilterra languidamente appoggiata al proprio declino post coloniale. Fin dall'età di sette anni diede prova di grande intelligenza e acuto spirito di osservazione, al punto da essere definito dai suoi maestri come uno studente al di sopra degli altri, più bravo della media e con una spiccata inclinazione per la matematica. E infatti vinse i concorsi superiori indetti dal prestigioso collegio per ben due anni di fila: il 1899 e il 1900.
Suo padre, economista, e sua madre, impegnata nel sociale, diedero immediatamente al giovane John Maynard l'imprinting che ne avrebbe contraddistinto il cammino. L'interesse per l'economia fu precoce e giunse a seguito dei suoi studi filosofici, in un mondo ancora capace di non disgiungere la preparazione culturale tout court da quella specialistica ed altamente professionalizzante. Ma la via per arrivare ai grandi risultati accademici doveva passare per la tortuosa strada dell'iniziazione alle cose della vita. In quel milieu culturale del tutto eccezionale che era Londra all'inizio del ventesimo secolo. Qui, tra Eton e Cambridge, Keynes si accompagnò a studenti e future personalità del mondo artistico e letterario quali Virginia Woolf , Edward Forster, il filosofo Bertrand Russell.
Membri, tutti, di una società segreta tipicamente anglosassone, una confraternita chiamata "le anime belle di Gordon Square". Keynes venne iniziato alle dolcezze epicuree. Al "vizio inglese" - come sprezzantemente veniva chiamata l'omosessualità nel continente - da cui trasse ispirazione per un pensiero laterale, mai addomesticato al dogmatismo benpensante.
Keynes fu, in questo, un pensatore tagliente. Ricordò gli anni della sua militanza omosessuale come quelli del "nuovo rinascimento" e della "buona vita". Anni formativi, che gli diedero la possibilità di sviluppare un punto di vista privilegiato sulle questioni della vita, del pensiero, dell'economia.
Odiava il conformismo, e lo assimilava alla stupidità. Un giorno scrisse in proposito: "Contro la stupidità anche gli dei sono impotenti. Ci vorrebbe il Signore. Ma dovrebbe scendere lui in persona, non mandare il figlio. Non sono più tempi per i bambini, questi".
La sua penna era acuminata come la sua mente. Talvolta ispida ed irriverente. Al punto che, nel chiosare a proposito delle teorie economiche più accreditate, ebbe la sfrontatezza di sostenere in sede d'esame che "l'inevitabile è l'unica cosa che non accade. L'eccezione, al contrario, è la regola". E il suo pensiero - una correzione del liberismo spinto a favore di una elastica capacità di intervento da parte dello Stato - fu proprio la dimostrazione che l'eccezione, in economia, è un fatto che si verifica costantemente.
Dalle sue teorie Roosvelt venne ispirato per l'elaborazione del New Deal, il programma di grandi opere che restituì un'economia dignitosa all'America post venerdì nero del 1929. Addirittura prima della fine del primo conflitto mondiale dimostrò incontrovertibilmente che i debiti di guerra avrebbero strozzato la Germania, provocando il tracollo della Repubblica di Weimar ed aprendo di fatto la strada al nazismo. Una profezia inascoltata, che avrebbe potuto salvare il mondo dall'orrore hitleriano.
Alla soglia del 40 anni, il matrimonio. Con una ballerina russa, Lydia Lopokova. Bellissima ma - agli occhi della società inglese - con le stimmate del socialismo reale sulla pelle.
Alla borghesia post vittoriana non parve vero di trovare in quel geniale ribelle un motivo di riprovazione morale dovuto alle sue scelte sentimentali.
Ma nemmeno i suoi accoliti del circolo di Bloomsbury reagirono bene a questa "normalizzazione".
Tant'era: Keynes aveva nel suo destino il gene dell'indipendenza da qualsiasi parrocchia. E per lui non fu un problema rinunciare a ghettizzarsi nel rischio del provincialismo culturale. John Maynard Keynes morì il 21 aprile del 1946, dopo essere persino riuscito a sedere al Parlamento inglese come rappresentante dei liberali.

