Le freccie del Golfo di Napoli

- di Nino Masiello

L'epopea di una famiglia ischitana di marinai.
Un bisnonno girò il mondo partendo da Sorrento per fermarsi a Ischia.
La leggendaria "Ondina" di Salvatore Lauro che collegava l'isola verde con Napoli.
La straordinaria traversata atlantica di Agostino Lauro che partì da New York per l'Italia al timone di una piccola nave.
La flotta di 32 mezzi veloci realizzata dal figlio Salvatore.
Oggi l'Alilauro è una azienda leader in Europa per i collegamenti marittimi rapidi.
L'invenzione dell'Arcipelago Campano che raggruppa seicento aziende turistiche, alberghiere, di servizi con un preciso slogan: Ischia al centro del mondo.

Ma dove vanno i marinai?... Il patriarca aveva scelto la bitta di centro al Molo Redentore e vi si appoggiava, quando calava il sole, guardando l'ultracentenaria chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. A fianco il fedele Onofrio Arcamone, "O 'mericano", appeso all'ennesimo "cigariello" che gli faceva, a modo suo, il resoconto di un altro giorno che se ne andava. Lo ricordammo così Agostino Lauro, il patriarca, quando donna Angelina, la moglie, e i figli Annamaria, Maria Sole, Salvatore e Rosaria, ci vollero, promossi a vista tra i padroni di casa, nel già lontano 2000, in occasione della cerimonia per il premio a tanta bella gente di mare, consegnato a bordo della motonave "Angelina Lauro" ormeggiata a due passi da quella bitta. A bordo, a punteggiare il rito della distribuzione dei "crest" tra una folla di amici, Vincenzo Improta e i suoi compagni dell'"Ultima Posteggia", offrirono un concerto indimenticabile fatto esclusivamente di canzoni napoletane dedicate al mare. Il ricordo di donna Angelina che si asciugava una lacrima ascoltando "Santa Lucia luntana", uno dei pezzi forti dell'ottantenne Improta, detto "Brillante", il posteggiatore che aveva incantato anche Luciano Pavarotti, è rimasto indelebile, tra i piccoli grandi tesori della memoria.

Il segno del già mitico "Cartusciello", soprannome che gli amici ischitani gli consegnarono quando, giova-nissimo figlio d'arte, cominciò a fare la spola Ischia-Napoli come corriere, è ancora forte e non soltanto sull'isola. Agostino Lauro imparò l'arte del timone da suo padre Salvatore che con l'ormai leggendaria "Ondina" assicurava i collegamenti con Napoli. Classe 1917 "Cartusciello" si mise in proprio nel 1944, con la "Freccia del Golfo" quando gli alleati sequestrarono il leggendario "Partenope". Infischiandosene perfino delle burrasche già in corso, ogni giorno trasportava a Napoli centocinquanta persone, sempre bonario e forte, capace di trasmettere tranquillità nei momenti peggiori della traversata.
Nuotatore medaglia d'oro, calciatore rude e trascinatore, portava il nome del nonno paterno che aveva visto aprirsi al mare e diventare porto, nel 1854, l'antico lago di Villa Dei Bagni. Un vero miracolo dell'ingegneria borbonica.

Per oltre mezzo secolo "Cartusciello" rimane fedele alla sua missione: portare Ischia sempre più al centro del mondo. "Era fiero delle sue origini - ricordano moglie e figli - e raccontava sempre alcune delle sue mille avventure sul mare, come quella che lo vide protagonista assoluto, quando riuscì ad arrivare a Napoli da New York al timone di una navicella. I giornali dell'epoca ne parlarono ampiamente e tutte le interviste cominciavano:
"Sono di Ischia ...".
Esattamente come fa Salvatore Lauro, senatore per due legislature, davvero prestato alla politica, da quando si diplomò a pieni voti capitano di lungo corso nel leggendario Istituto Nautico di Procida e l'esigentissimo patriarca lo volle subito alla prova del mare ricordandogli che doveva continuare la missione: Ischia al centro del mondo. Salvatore, in verità, forse è già andato oltre. Il figlio d'arte, patron di "Alilauro", una flotta di 32 mezzi veloci, azienda leader forse in Europa nel campo del viaggiare veloce sulle onde, coniuga continuamente le regole del moderno management d'impresa con l'utilizzo dei più aggiornati mezzi di comunicazione. Una ne fa, cento ne pensa, l'occhio vigile sul video dell'inseparabile computerinoportatile, l'inossida bilepallino dell'"aggregazione che fa sistema". A partire dall'invenzione di Arcipelago Campano, una realtà consolidata venuta dal web, ormai ben seicento imprese consorziate, dalle alberghiere a quelle turistiche, alle aziende di servizi che, da ogni luogo di mare della Campania e delle altre isole minori d'Italia, si offrono come un sistema integrato e coordinato.

"Lavorare e camminare insieme - dice Salvatore riferendosi al Consorzio - questa è la regola che centinaia di aziende di tutte le dimensioni hanno scelto. Nell'era della globalizzazione soltanto facendo un lavoro di squadra si possono centrare obiettivi ambiziosi. Chi non aveva intuito prima questo messaggio lo ha fatto in seguito, perché da noi certe innovazioni hanno ancora una marcia lenta. La stessa cosa si può dire per Roma-Neapolis, un altro progetto che sta decollando. La candidatura italiana per le Olimpiadi del 2016 può fare da potente volano per la creazione di una nuova megalopoli che si proponga al mondo come autentica Porta del Mediterraneo: Napoli e Roma sono sempre più vicine, questo progetto riuscirà, lo spero fortemente, a unirle davvero".
L'idea di partenza è realizzare una macro-area territoriale con l'obiettivo di ridisegnare le due metropoli più importanti del Centro-sud, integrando trasporto, turismo e comunicazioni. Alle vestigia romane dell'intero Lazio, in un 'continuum' non più soltanto ideale, si abbi-nerebbero le vestigia di Puteoli, Ercolano, Miseno, Cuma, la Capri di Tiberio. E Napoli. Tutto per uno sviluppo integrato del territorio che, dal punto di vista culturale, turistico, commerciale, industriale e delle infrastrutture rappresenta un aggregato unico, in grado di bilanciare il rapporto tra il ricco Nord e il Centro-sud.
Almeno dodici ore di lavoro al giorno - "papà ne lavorava anche di più..." - tutte le volte che mette piede al Molo del Redentore, e succede più volte durante la settimana quando non corre dalla moglie Milena e dai figli Maria Celeste e Agostino junior nell'antica dimora romana di piazza dell'Orologio, Salvatore rivolge lo sguardo a quella bitta di fronte alla chiesa di Santa Maria di Porto Salvo.

Come il "patriarca" che, a dispetto di molti scettici, inventò il portellone per imbarcare auto da trasportare a Napoli e da Napoli nella natìa Ischia, il n.1 di Alilauro, dall'ufficio-tolda alla Stazione Marittima, che naturalmente affaccia sul mare, la più grande risorsa di Napoli e non soltanto, quasi batte le mani tutte le volte che getta l'ancora una nave da crociera. "Dieci anni fa, non un secolo fa, mi davano del pazzo quando parlavo dell'importanza di un grande terminal per le navi da crociera. Resta ancora parecchio da fare ma il Terminal è già una gran bella realtà, tra le più moderne del Mediterraneo, ed è anche diventato un punto di riferimento per la città. Presto potrà essere frequentato da tutti quelli che vorranno venire a fare shopping, a deliziarsi con le prelibatezze dell'enogastronomia campana". Autentico vulcano di iniziative, Lauro ha da poco battezzato "romaneapolis.tv".
Il "varo" è avvenuto a Sorrento e c'è un perché. "Da Sorrento, tanti anni fa, partì il mio bisnonno per girare il mondo e poi fermarsi a Ischia. Questa rete web appena inaugurata, moderna che di più non si può grazie a Katiuscia Laneri, regista dell'operazione, è la nuova frontiera della libera informazione. La piattaforma, infatti, ospita circa cento canali tematici che consentono al turista, o a chiunque interessato, di organizzare la vacanza vedendo prima quello che acquisterà.
Con un semplice clic. Dal soggiorno alle terme, ai biglietti per i trasferimenti, tutto con un clic. Non è poco, giusto?"