Indice
- Numero 55 - Dicembre 2010
- L'Editoriale - Metti una sera a cena
- La leggenda di Rimini
- Portoferraio, i giorni della ghisa
- La favola di Maradona
- Realtà mitiche di Capri
- Andare per taverne tra risse e fantasia
- Lucrezia D'Alagno, il mio sogno biondo
- Una guerra di pesci nel mare di Napoli
- La marchesa dagli occhi di lupa
- Il Natale di Andrea
- Nel ricordo di Bruno Lauzi l'arrivederci di Anacapri
- Diario intimo di un velista felice
- I gelati di Leopardi
- La leggenda di Marie Galante
- Miseno, alla fine degli anni Quaranta
- Il reporter dell'Isola
Nel ricordo di Bruno Lauzi l'arrivederci di Anacapri
- di Mino Rossi
Fra musica e sentimento, la terza edizione del Premio intitolato all'indimenticabile cantautore genovese ha concluso l'estate anacaprese. Una serata di gran successo in Piazza San Nicola, autentico teatro all'aperto. I vincitori del concorso e lo spettacolo arricchito dall'attrice Cristina Donadio, Edoardo Vianello, Peppino di Capri, Franco Fasano, Carlo Marrale, Mimì De Maio e dalla star di Capo Verde Solange.
L'estate sta finendo, i villeggianti se ne vanno, ma che splendida serata in Piazza San Nicola, il teatro all'aperto di Anacapri. Se ne parla ancora lungo le viuzze del "paese di sopra".
Una serata di questo splendido settembre, di quelle che, puntualmente, ogni anno, a chiusura della "stagione", prepara, organizza e conduce Roberto Gianani, anacaprese d'adozione, pirata sentimentale, l'eterno copricapo a trattenere i ribelli capelli d'argento, la faccia d'ebano intagliata di mille emozioni e il cuore sempre gonfio d'amicizia.
Dall'amicizia con Bruno Lauzi, con ricordi delicati di serate di luna al Faro o davanti a un piatto di alici fritte, è nato il Premio intitolato al cantautore genovese "per la canzone d'autore" che Gianani organizza da tre anni e che si risolve in un vero festival musicale nella Piazza San Nicola. Più di duecento cantautori emergenti hanno inviato il loro brano all'edizione di quest'anno. Alla napoletana Dora Cardone sono andati il primo Premio per il brano "Fammi andar via" e il Premio "Alessandra Cora" per la migliore interprete femminile in ricordo della giovanissima artista anacaprese perita nel terremoto d'Abruzzo. Una giuria di alto livello ha selezionato i finalisti, presidente Gianfranco Reverberi, il compositore capostipite degli assi genovesi della canzone d'autore. Con lui, il paroliere Giorgio Calabrese, che ha firmato i più grandi successi della canzone italiana, Edoardo Vianello, Peppino di Capri, Franco Fasano, Carlo Marrale, autentiche vedette musicali, e i giornalisti Pietro Gargano e Alberto Zeppieri.
Il Premio per il miglior testo è andato al piemontese Fulvio Chiara, quello per la migliore musica al calabrese Luigi Negroni. I vincitori del Premio Lauzi si sono esibiti in una serata di tre ore di musica ed emozioni ripresa da "Uno Mattina" con gli inviati Federica Montagnano e Chiara Giacomelli, dal Tg4 (c'era l'inviato Carmine Martino), da "Suoni d'estate", la trasmissione di Rai Uno, con Barbara Condorelli. Peppino Amato, ospite d'onore del festival, ha consegnato ad Andrea Vianello di Rai Tre il premio "Anacapri Penna d'Autore". Amato, dei celebri pastifici salernitani, aveva fatto realizzare dall'orafo Gianfranco Passaro un autentico gioiello, una penna a forma di maccherone. Nella serata musicale, la voce e l'eleganza dell'attrice Cristina Donadio hanno regalato un vero momento magico quando ha letto alcune poesie di Lauzi ("Dal mare di Genova al mare di Napoli") col sottofondo della pianista Fabiana Galasso (un pianoforte nero a coda di Alberto Napolitano di grande suggestione) e del sax di Al Martino.
Ha spopolato Edoardo Vianello con i suoi intramontabili tormentoni estivi e l'inimitabile padronanza della scena. Peppino di Capri ha superbamente interpretato "Palomma'e notte", chansonnier senza uguali che da mezzo secolo va dritto al cuore del pubblico con la sua voce inconfondibile. Inevitabile la standigovation.
Franco Fasano ha eseguito la sua straordinaria "Mi manchi" e ha poi regalato, per l'emozione dei bambini, la canzone-filastrocca di Lauzi "La tartaruga". Il genovese Carlo Marrale, autore storico dei Matia Bazar, che una volta aveva i capelli lunghi ed ora è rasato a zero, e fa anche il pittore, si è issato su uno sgabello, "scazzetta" verde in testa, ha imbracciato la chitarra e ha ammaliato il pubblico in uno dei momenti più intensi della serata.
Da Capo Verde è giunta la star internazionale Solange Cesarovna, "ambasciatrice di pace", per cantare la sua canzone dedicata alle isole del mondo. Lo spettacolo ha proposto le esibizioni dei vincitori delle precedenti edizioni del Premio Lauzi per rafforzarne la presenza sulla scena musicale italiana. Mimì De Maio, ambasciatore del Premio Lauzi nel mondo, ha eseguito "Il girotondo" che gli valse l'anno scorso il premio per la migliore musica. Fabio Abate, giovane chitarrista catanese della scuderia di Carmen Consoli, col fratello Salvo al pianoforte, si è esibito in una struggente "Ritornerai" che la voce sentimentale e "grattata" di Bruno Lauzi portò ad un indimenticabile successo.
La serata, presentata da Luca Lazzari e Alessandro Rotolo, di Radio Dimensione Suono, si è conclusa con la performance di Maurizio Lauzi, l'artista di gran talento, figlio di Bruno, che ha eseguito tre canzoni del padre e una sua composizione, "Il capo dei giocattoli".
Dopo lo spettacolo, tutti a cena "Al Saraceno", a lume di candela, fusilli caserecci e vino della tenuta di Roccamonfina di Adoldo Spada. Ospiti d'onore: Peppino Amato, direttore generale del pastificio Antonio Amato, Giorgio Nugnes presidente della Mecfond, Paolo Fiorillo distributore in Campania delle Tod's e Roberto Aversa, il pilota che ha inventato la Sam, la flotta dei "fratelli del vento", elicotteri blu e argento di ultima generazione. Fra gli omaggi della serata i corni di madreperla di Antonella Puttini e i profumi di Carthusia.
L'eleganza, il garbo e l'inventiva di Roberto Gianani hanno miscelato l'intera serata elevandola ad evento dell'anno permeato di grande sentimento perché, proprio ad Anacapri, Bruno Lauzi tenne il suo ultimo concerto all'aperto prima di morire, quattro anni fa. Nell'isola lo portò proprio Gianani dopo che era sbocciata con Lauzi un'intensa amicizia.
A fine serata, Giorgio Calabrese ha sospirato: "Ho girato il mondo, ma Anacapri me l'ero proprio persa. Indimenticabile".

