Perché Hegel portava i calzini spaiati

Dopo "Le mutande di Kant", ecco "I calzini di Hegel" (324 pagine; 14,90 euro), entrambi editi da Piemme e scritti da Zap Mangusta, autore teatrale, radiofonico, televisivo, attore e regista, e per tutti noi pseudonimo di Roberto Diego Pesaola, il figlio del "petisso", giocatore e allenatore di un Napoli della nostalgia. Laureato splendidamente in filosofia, Pesaola-Mangusta ha sferrato la seconda brillante sfida alla cultura accademica proponendo un altro saggio delle sue capacità di innamorato della filosofia teso a dispensarla col sorriso sulle labbra perché tutti l'avvicinino senza i timori scolastici e i dubbi sulla difficoltà d'intendimento. I vari, singolari richiami dei capitoli accendono la curiosità e invitano a una franca e fresca lettura. Non solo il pensiero profondo dei filosofi viene sviscerato, ma anche i loro vizi privati e i tic, col corollario di un intrigante accostamento ai tempi e ai personaggi moderni. Vengono percorsi quattro secoli di pensiero filosofico, da Cartesio a Nietzsche. E si scopre perché il titolo non è una fantasia dell'autore.