Indice
- Numero 10 - Giugno 2004
- L'Editoriale - A cena con la luna
- Napoli al tempo di Neruda
- Artisti di tutto il mondo a Villa San Michele
- A Capri li sposò la luna piena
- C'era una volta l'Arco della Fontelina: ora non c'è più
- Vascotto Volante
- Una cambiale di mille lire per comprare il cutter 'Gracie'
- C'è un mostro in mezzo al mare
- Una giornata particolare con l'argonauta Ciro Ferrara
- La Perla Nera del Mediterraneo
- Sulla costa orientale del Messico tre italiani hanno inventato la mozzarella col sombrero
- L'antologia delle isole
- Il buon parroco delle Eolie che accese la luce a Malfa
- A Ponza un'altra tappa per la battaglia in Parlamento a favore delle isole italiane
- Quando Antonio Scarfoglio inventò a Napoli il primo rotocalco d'Italia
- Il domandante di Capri
- Perché Hegel portava i calzini spaiati
- L'isola infelice
- Il reporter dell'Isola
Quando Antonio Scarfoglio inventò a Napoli il primo rotocalco d'Italia
- di Roberto Marra
"Il Mattino Illustrato" apparve nel 1924. Cronache e immagini di vent'anni di avvenimenti storici e frivoli.
La tipografia fu sistemata nell'ex Albergo dei Poveri.
Il contributo di Vincenzo Marra, il maggiore esperto dell'epoca delle nuove tecnologie tipografiche.
Cessò le pubblicazioni con la guerra.
Le copertine disegnate da Fortunino e Ugo Matania.<br>
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La vita del fondatore che sposò una cucitrice di cappelli incontrata durante uno "struscio" pasquale e poi si invaghì di una ballerina del San Carlo.
Ottant'anni fa, era l'11 febbraio 1924, nacque a Napoli il primo rotocalco a colori d'Italia. L'idea fu di Antonio Scarfoglio, primogenito del fondatore de "Il Mattino" Edoardo Scarfoglio, marito di Matilde Serao. Antonio Scarfoglio scrisse: "Il Mattino Illustrato sarà un grande mezzo di diffusione della cultura attraverso l'immagine".
Antonio
Scarfoglio e i fratelli Paolo, Carlo e Michele avevano già ereditato dal padre il quotidiano "Il Mattino" fondato nel 1892. Non fu semplice addestrare in poco meno di un anno i "vecchi" tipografi alle nuove tecnologie che la stampa del rotocalco a colori richiedeva. La rotativa fu sistemata all'ex Albergo dei Poveri in piazza Carlo III. L'iniziativa fu affidata a uno dei maggiori esperti dell'epoca: Vincenzo Marra, cognato di Antonio Scarfoglio nonché mio padre. Le bobine per la speciale carta furono ordinate alla Cartiera Meridionale e l'inchiostro, per una immediata essiccazione, fu realizzato dal colorificio Cerini, il più grande dell'Italia meridionale.
Le copie de "Il Mattino Illustrato" vennero stampate a una velocità da record per quel tempo: diecimila all'ora.
Il primo numero propose in copertina una grande foto di Benito Musso-lini.
A molti napoletani la copertina non piacque, ma fu un successo di vendita in tutta Italia. Il settimanale raggiunse il record di 615 mila copie di tiratura. Dalla copertina dedicata a Mussolini passò a quella di Giacomo Mat-teotti, il più acceso antifascista. Il numero 20 del rotocalco pubblicò poi la foto della "Macchia grossa del Vico", il luogo dove fu nascosto il cadavere di Matteotti dopo la sua barbara uccisione.
A realizzare le immagini del settimanale furono chiamati i due più grandi disegnatori del tempo: Fortunino e Ugo Matania. Così, in prima pagina, apparvero i disegni della visita dei sovrani d'Inghilterra agli scavi di Pompei, dell'eruzione del Vesuvio del 13 dicembre 1926, dell'agguato al re Boris di Bulgaria, delle nozze della principessa Mafalda di Savoia col principe Giusto d'Assia, del primo concorso di bellezza femminile il 7 luglio 1924. "Il Mattino Illustrato" si occupò di tutti i grandi personaggi del tempo: Einstein, Wasserman, Marconi, Mascagni, Toscanini, Cardarelli, Gemito, D'Annunzio, Bracco, Italo Balbo, Primo Carnera, Di Giacomo.
Accolse inserzioni pubblicitarie ammiccanti come quella della Crema Nivea, rappresentata da una donna al mare con la scritta "Prima la Nivea e solo dopo fate i bagni di sole".
Sulla copertina del rotocalco "apparvero" avvenimenti memorabili: l'annessione di Fiume all'Italia, la morte di Eleonora Duse, il ritrovamento del cuore di Voltaire nella biblioteca imperiale di Parigi, la scomparsa di Lenin, quella di Giacomo Puccini, i primi film di Charlie Chaplin e quelli interpretati da Rodolfo Valentino.
"Il Mattino Illustrato" raccontò con indimenticabili immagini la guerra d'Africa, i Patti lateranensi, l'ascesa di Hitler, ma anche le frivolezze dell'epoca come la festa del "Maquil-lage" che si teneva a Capri con un corteo di dame e gentiluomini fino a notte inoltrata mentre alcuni giovani trasportavano un baldacchino su cui c'erano una gigantesca scatola di cipria, spazzolini e matite per il trucco.
Il rotocalco cessò le pubblicazioni nel 1943 dopo essersi occupato di politica, cinema, teatro, letteratura, scienze con interviste a personaggi come Ali-cata, Ingrao, Moro, Taviani, Pratolini, Guttuso, Piran-dello, Pavese, i fratelli De Filippo, Alida Valli, Fosco Giochetti, Greta Garbo.
Si occupò anche della nascita di nuovi giornali, "L'av-venturoso", "Mo-della", "Modellina". Pubblicizzò molte canzoni come "Bambina innamorata", "Chitarra romana", "Portami tante rose". La pubblicità si arricchì delle immagini della Cirio, della Leocrema, dell'Acqua di colonia Fatma, della Pasticca del re Sole.
Riprese le pubblicazioni dal 1977 al 1981 con una nuova veste tipografica. Gli aneddoti sono tanti su Matilde Serao, il primo figlio Antonio (mio zio) e di uno dei suoi fratelli, Paolo. Matilde Serao, donna di grandissima intelligenza (il suo capolavoro fu "Il ventre di Napoli", libro ancora oggi di attualità), aveva una pelle ruvida e i baffetti ed era grassa e bruttina. Al matrimonio di mio padre, conoscendo la futura sposa, disse: "Vincenzì, ma a chi te spuse, a 'nu muschillo?" Mia madre era alta appena 1,55 e pesava 50 chili.
Antonio Scarfoglio sposò mia zia Maria dopo averla conosciuta durante uno "struscio" pasquale in via Toledo mentre lei usciva da un negozio di moda dove lavorava come cucitrice di cappelli per signora. Ebbero due figlie: Anna, dirigente dell'Inps, e Vittoria che, ottenuta la dispensa dal Papa, sposò un cugino con lo stesso cognome. Il matrimonio fra Antonio e Maria durò pochi anni. Lui conobbe una ballerina del Teatro San Carlo e se ne invaghì. Volle e ottenne il divorzio che fu sancito dalla Repubblica di San Marino, essendo in quei tempi impossibile divorziare in Italia. Antonio morì per una malattia inguaribile. Nel testamento alle figlie espresse il desiderio che la sua prima moglie fosse seppellita accanto alla sua tomba.
Il fratello Paolo visse a lungo. Negli ultimi anni della sua vita ripubblicò, nella tipografia di mio padre, il quotidiano "Il Giorno" fondato da sua madre Matilde Serao nel 1904. Lo ricordo, negli anni Sessanta, che veniva in visita a "Il Mattino" con la sua compagna, Mercedes Iovane. Sempre in giro con l'amica e con una macchina fotografica, scattava foto su ogni curioso avvenimento cittadino. Cercava poi di vendere le foto al direttore de "Il Mattino" d'allora Giovanni Ansaldo.
Questi, sempre indaffarato, lo faceva ricevere dal suo vice Luigi Mazzacca e da Aldo Bovio, figlio dell'indimenticabile Libero Bovio, che sarebbe diventato il direttore del "Corriere di Napoli".

