Quel che resta di Edith Piaf

- di Carmen Bonazza

I quaderni di scuola, i dischi, le scarpette con la zeppa, la borsetta di coccodrillo, i guanti di camoscio, il vestito nero delle grandi esibizioni e una sagoma a grandezza naturale nella Casa Museo realizzata da Bernard Marchois a Parigi. La strepitosa carriera del "piccolo passerotto". Era alta un metro e 47. Una voce unica e indimenticabile. La storia d'amore col pugile Marcel Cerdan.
Due matrimoni e la dedizione di Théo Sarapo. La tomba al cimitero del Père Lachaise. Quarantasei anni fa la fine.

E' una giornata ventosa. Edith scruta l'orizzonte dalla finestra del suo piccolo deux pièces di Ménilmontant, il quartiere in cui è nata e che non ha mai veramente lasciato. E' giorno fatto, ha dormito a lungo dopo la baldoria serale nel bistrot di Belleville, giù in strada qualche passante e gli operai della fabbrica di filati di fronte che ritornano dalla pausa del pranzo. L'appartamentino che ha orgogliosamente affittato si trova al quarto piano di un edificio decoroso, è luminoso, la camera da letto è esposta a sud e guarda i tetti grigi di Parigi.

In questa giornata di novembre non c'è il sole, ma grigio e nuvole senza pioggia, allora si può cantare come al solito all'angolo del boulevard, come tutti i santi giorni, come faceva sua madre Annetta Giovanna Maillard. Il padre invece, Louis Alphonse Gassion, si produceva in spettacoli acrobatici. E' il 1933. Edith ha 18 anni, ma l'uccellino non ha ancora spiccato il volo, da sola non ce la può fare, la strada la nutre, la coccola, la rassicura e la inchioda al suo mondo di polvere, fango, emigrati, artisti e brava gente solidale che si aiuta in qualche modo, un pasto caldo, una pacca sulla spalla, e musica, sempre, di giorno e di notte: sono le canzoni di Mistinguette, Maurice Chevalier, Tino Rossi, i cavalli di battaglia di quel tempo; lei li canta e li ricanta con la sua voce che sfida il vento, il fumo, la fame. Quando attacca "Les momes de la cloche" tiene il pubblico, lo sa.

Edith compie gli anni il 19 dicembre, solo qualche giorno prima di Natale, e magari per il suo prossimo anniversario sua madre sarà meno ubriaca del solito e suo padre le farà compagnia con gli amici di sempre alla brasserie di rue de la Chine. Lei scruta il cielo che non sarà mai cancellato da moderni palazzi, e sogna di poter finalmente saldare l'affitto, comprare un paio di scarpette nuove del numero 34, in fondo lei è alta solo 1 metro e 47 centimetri. Lei non cambierà mai, ciò che cambierà, anzi, colui che, due anni dopo, cambierà la sua vita sarà Louis Leplée, ce lo ricordiamo interpretato da Gérard Depardieu nel film che ha valso l'Oscar a Marion Cotillard per la toccante interpretazione della cantante. Louis la scopre e la produce, ma le incolla l'etichetta di "mome", ragazzina, solo per sostituire l'ultima sua cantante che porta quel nome d'arte e che canta nel suo locale. Così, lei diventa la Mome Piaf, il piccolo passerotto, ma dovrà attendere la professionalità e l'intuito artistico di Bruno Coquatrix dell'Olimpia per sbarazzarsi dello pseudonimo di ragazzina e diventare finalmente Edith Piaf che incide per Polidor. In un angolo, un vecchio fonografo "La voce del Padrone" con il classico jack russel con il tartufo infilato nel diffusore di marca Pathé ... La fille de joie est belle ... au coin de la rue là bas ... elle a une clientèle qui lui remplie son bas ... elle entend la java ... La strada chiama, Momone, la sua amica del cuore l'aspetta, bisogna andare.

Dovrà scendere a piedi i quattro piani di scale, armarsi di grinta e sfidare il mondo ... Emportée par la foule qui nous traine ... nous entraine ... une folle farandole ... Per combattere ha le parole e soprattutto i guanti da boxe che Marcel le lascerà là, sul tavolo all'ingresso, di pelle grassa beige, gonfi della forza dell'amore per contrastare le avversità quotidiane ... Mon Dieu, Mon Dieu, Mon Dieu, laisse le moi ... ancore un peu ... mon amoureux ... un jour, deux jours, huit jours ... le temps de s'adorer ... de se le dire ... le temps de fabriquer des souvenirs ... C'è da tirare pugni al cielo! Quel cielo che ha fatto cadere il suo aereo, che ha frantumato ancora una volta il sogno di un amore sfiorato e mai catturato. Dietro la porta del suo piccolo pièdà-terre il testo di una sua canzone autografa, T'es l'homme qu'il me faut ... j'ai eu beau chercher ... je n'ai rien trouvé ... Eppure ci ha provato tante volte: primo matrimonio a New York il 20 settembre 1952 con René Victor Ducos e il divorzio il 15 maggio 1957, e finalmente il secondo matrimonio il 9 ottobre 1962 con Théo Sarapo, già malata, troppo tardi per godere del calore dell'unione, la morte è già in agguato.
Théo rimane con Edith fino alla fine, il 10 ottobre 1963, ma decide di trasportare immediatamente la sua salma a Parigi perché abbia gli onori che nel piccolo villaggio vicino a Grasse non avrebbe potuto avere. Théo è l'erede universale di ogni suo bene. Théo è l'uomo che le ha regalato il grosso orso di peluche che troneggia all'ingresso del suo piccolo nido, vissuto di abbracci, carezze e nostalgie... un jour ... la vie t'arrache à moi ... peu m'importe ... si tu m'aimes...

Di fronte alla drammaticità della vita di Edith siamo impotenti, scossi, delusi, esaltati e arrabbiati, ma di quella vita Edith è fiera... Non,... rien de rien, non ... je ne regrette rien ... c'est payé,... balayé,... oublié ... je m'en fous du passé.
Eppure noi che non dimentichiamo, noi che abbiamo cantato ... Quand il me prend dans ses bras ... il me parle tout bas ... di notte, in moto, con il vento nei capelli, le braccia spalancate, oppure al piano bar con quattro amici attorno ad un bicchiere di whisky, cosa possiamo fare per carezzare la memoria di questa piccola grande esaltatrice d'amore dalla voce unica, indimenticabile?
Per esempio, telefonare a Bernard Marchois, conservatore del Museo Edith Piaf, chiedergli di aprirci la porta del suo Sancta Sanctorum all'angolo della via Oberkampf, l'indirizzo preciso lo avrete solo dalla sua viva voce al numero di telefono 01 43 55 52 72. Forse è lui, Bernard, il Milord che Edith ha sempre invitato ad entrare ...

Allez venez Milord ... vous assoir à ma table ... Ed ora è lui che vi accoglie in compagnia del suo yorkshire Opium il quale pretende una coccola per permettervi di ammirare il classico vestito nero firmato Jacques Esterel indossato sui più grandi palcoscenici del mondo, la collezione di scarpette aperte con la zeppa, la veste da camera nera di Georges Moustaki comprata da Edith, i bicchieri commemorativi dipinti a mano da artigiani e pittori per ogni spettacolo della cantante in compagnia di altri artisti famosi e amici come Yves Montand o Les Compagnons de la Chanson; ci sono la borsettina di coccodrillo con i guanti di camoscio, i manifesti di Kiffer, i quaderni di scuola, le foto dei suoi amici, dischi, libri, manoscritti e una sagoma a grandezza naturale di Edith. Ogni oggetto risente della passione e dell'amore delle persone che hanno animato la sua vita: Bernard attende pazientemente che ciascuno voglia affidargli la cura e la memoria del suo idolo, cura la sua tomba, ed è arrivato persino a chiedere opzioni di acquisto degli appartamenti vissuti da Edith ai rispettivi proprietari, ma l'obiettivo era insostenibile economicamente, quindi per ora si accontenta di questo magico santuario sede della "Associazione Amici di Edith Piaf " che conta seimila fans in tutto il mondo, si ritrova una volta al mese attorno alle sue canzoni e cura il premio annuale "Grand Prix Edith Piaf della Canzone Francese".

Edith è luce, amore, passione e sacrificio, non aspettiamo che ritorni in questo luogo che vibra del suo passaggio, sappiamo che è uscita per andare a cantare all'angolo della strada ancora per due anni prima del successo nel 1935, a venti anni, poi i grandi teatri, i grandi amori, il grande appartamento di Boulevard Lannes di 264 metri quadri nel 16° Arrondissement. Al termine del suo spettacolo ci lascerà qui, soli, e preferirà raggiungere la sua famiglia finalmente ricomposta, il padre, la madre e Théo, poco lontano da qui, al campo 97 del Cimitero del Père Lachaise, dove la ...Vie en rose ... è racchiusa sotto la pietra nera, il sogno d'amore è custodito stretto dall'abbraccio della nuda terra. L'iscrizione cita ... Dieu reunit ceux qui s'aiment ..., ma il messaggio di chi vive col cuore, con generosità, vola sulle ali di una farfalla pronta a posarsi sulla spalla di chi attende la gioia, l'amore ... Gentil papillon, va lui dire que je l'aime!