Indice
- Numero 2 - Maggio 2003
- L'Editoriale - Profumo di donne
- La Casa Rossa diventa Pinacoteca
- La Poetessa della Grotta Verde fa l'avvocato a New York
- La favola di Monika e Toni
- Quella casa rossa è un autoritratto
- Il salotto di Attilio Scoppa a Caprile
- Con la barca del marinaio Stefano alla Grotta dello Champagne
- La donna che ha un talismano per ogni evenienza
- La mia isola è Taormina
- Gli orologi di Anacapri in fila per tre
- Quell'intervista impossibile a Mona Bismarck
- Pinne, fucili e occhiali alla Canzone del Mare
- Sul monte Solaro c'è un sax che suona
- Toto' è un'isola
- Perché Ponza diventò l'isola di Montecristo
- Ischia al tempo del Rancio Fellone
- Ravello, una rosa per Susan Sarandon
- Quel giorno dell'idrovolante di Ciano a Marina Piccola
- Lettera dal Faro
- Dio è napoletano
- Ad Anacapri ho sentito la poesia
- La tromba Daria
- Il compleanno del pescatore biondo
- Il reporter dell'Isola
Quel giorno dell'idrovolante di Ciano a Marina Piccola
- di Ciro Sandomenico
Un giorno speciale a Marina Piccola nel 1939,
il 30 luglio. È da poco passato mezzogiorno. All'improvviso il vento di grecale diffonde tra i bagnanti il rombo di un aereo che nessuno riesce ad individuare. Sfuma col vento il vocìo dei bagnanti e tutti volgono la punta del naso verso il cielo. Da dietro i Faraglioni spunta la sagoma di un idrovolante. È un trimotore, per gli esperti un Cant Z. 506. Un vanto della Regia Aeronautica italiana.
La sagoma di quell'aereo è abbastanza familiare tra i capresi. È l'aereo che porta a Capri il conte Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri, delfino di Mussolini e suo genero per averne sposato la figlia Edda. Ciano profitta dei fine settimana per raggiungere la moglie e i tre figli in vacanza a Capri.
Quella mattina, trasgredendo alla norma che lo vieta perché pericoloso in mare aperto, Ciano decide l'ammaraggio a Marina Piccola. Il primo tentativo fallisce. Un violento colpo di vento respinge il pesante aereo verso l'alto. In aria l'aereo appare come un uccellaccio ad ali spiegate catturato dalle spire del vento. A terra, l'angoscia e il terrore prendono tutti. Si arresta quasi il respiro. Si teme una tragedia. Seguito dagli sguardi di paura, l'aereo riprende l'assetto e ritenta l'ammaraggio. La grossa sagoma barcolla, si inclina paurosamente ora su un fianco ora sull'altro, sobbalza sulle onde poi, finalmente, si arresta.
Edda, che è sulla spiaggia, riprende il ritmo normale del respiro e commenta con sarcasmo: "Per fortuna, ai comandi c'era il pilota". In realtà, suo marito era un esperto aviatore con molte imprese compiute, i voli in Abissinia, in Albania, in Spagna.

