Indice
- Numero 3 - Giugno 2003
- L'Editoriale - Gente di giugno
- Capri: ricordo di due vacanze nel paradiso terrestre
- Quando Lillino passeggiava in Piazzetta con Ungaretti
- 35 sorrisi e tanta concretezza
- Neanche una strada intitolata a Norman Douglas
- La Grotta Azzurra difende i suoi segreti
- Come rendere caprese un'estate al mare
- Davanti all'eremo di Cetrella un uomo maestoso parla tra cielo e mare
- Miracolato dal mare Salvatore "o'fratillo" racconta Positano
- Le isole perdute di Marisa Laurito
- A casa di Ernesto
- Il mito di Taormina è un pianista giramondo che scala i grattacieli
- Nella Grotta dell'Arsenale un pittore viennese parlava con le sirene
- Un approdo con chitarra in mezzo al Tevere
- Una scrittrice olandese ha ripercorso l'itinerario insulare dell'arciduca d'Austria
- Un inciampo di terra nel verde dello Jonio
- L'isola delle spugne nel mare Egeo ricordo antico d'Italia
- Lettera dal Faro
- Quel napoletano che sta in cielo
- La Moda, Stupori e Pori
- Il reporter dell'Isola
Quel napoletano che sta in cielo
- di Bruno Lauzi
Premessa. Abbiamo parlato nella puntata precedente della latitanza del Padrone dell'Universo, capace di sottrarsi alle richieste più pressanti, quelli che noi umani definiremmo "scocciature". Ora, sia pure solo in ambito semantico, non sentite che questi vocaboli (imboscato, latitante, scocciatura), i quali fanno da sempre bella mostra di sé quando si tratta di raccontare fatti di ordinario degrado, non dovrebbero far parte del lessico divino? Non vi fa specie questa contiguità di linguaggio stante la contiguità dei comportamenti? Non vedete dunque che, essendo Dio in perfetta buonafede nei confronti di chiunque, mancherebbe altro!, il motivo per cui Dio Onnipotente si imboschi e latiti così spesso va ricercato nel DNA, e non nei soliti alibi forniti da fasulle motivazioni sociologiche? Sarebbe il caso che si piantasse di dirne tante.
Vi invito perciò a gridare "basta" ai profittatori di regime (buonista) che danno sempre la colpa a qualcun altro. Come diceva Montanelli, la Storia è stata scritta spesso dal carattere dei protagonisti, dove è chiaro che "carattere" vuol sempre dire "cattivo carattere" ed ognuno risponde di fronte a se stesso e al mondo intero. Sia dunque dato a Dio quel che è di dio. Amen.
E' un bel pasticcione, comunque. Diciamocelo: con la testa ci sta poco, a Lui piace fantasticare, lasciarsi cullare dalle onde cerebrali, passare il tempo accorgendosene il meno possibile. Non è il ritratto dell'efficienza, insomma, ed ha piuttosto l'atteggiamento del lavativo. Ora, se questo difettuccio contribuisce non poco alla sua nomea di "simpaticissimo", può arrivare ad avere risvolti drammatici quando si esplica ad amministrare la giustizia, ma non quella dei tribunali, no, intendo quella filosofica di base, quella che più fa disperare per la difformità dei trattamenti da una persona ad un'altra.
Dunque, c'è chi per merito Suo ha troppo, chi invece per Sua incuria troppo poco, chi viene sempre perdonato e chi paga prezzi salatissimi per la più stupida delle amnesie. L'aria che circola è tutta nella Sua risposta preferita quando gli viene contestato il fatto: che mme ne fott'a mme. Che non possiamo definire una risposta da gentleman. Comunque, Egli dovrebbe tenere i libri aggiornati, in ordine, facilmente compulsabili e, invece, per rimanere strettamente all'anagrafe, "muoiono sempre gli stessi", come ad esempio diceva Totò. Secondo me va a simpatie, è uno di quegli osti che si perdono fra i tavoli a chiacchierare con tutti, procede a casaccio. Dunque, non ha evidentemente una strategia. In una parola, signore e signori, Dio, che ci ha fatto a Sua immagine e somiglianza (non dimentichiamocelo mai) tira a campà, come tutti noi. Come d'altra parte ci si aspetterebbe da un napoletano verace.
Quod erat demostrandum. Grazie per l'attenzione. Ricordatevi di non sentirvi offesi della mia prosa scherzosa. Non avrei potuto scriverla se quel Simpaticone non me l'avesse permesso.

