Si chiama Brunone il mio gigante del Golfo di Napoli

- di Giuseppe Farace

L'incontro con un capodoglio giovane di 15 metri che si lascia fotografare sott'acqua, mentre una balenottera di 20 metri si sottrae all'obiettivo. Una barca a vela d'epoca è la base per l'avvistamento dei cetacei che si ritrovano in particolare nel "Canyon di Cuma", un'ampia vallata sottomarina tra Ischia e Ventotene. Il "Regno di Nettuno" è un'area tutelata in mare aperto creata dall'associazione "Oceanomare Delphis" che da dieci anni studia la presenza di sette specie di cetacei nel Mar Tirreno.

Non è possibile descrivere l'emozione che si prova immergendosi accanto a un enorme capodoglio e incrociando il suo sguardo curioso e mite. È stata sicuramente una delle esperienze più intense che abbia vissuto nel corso della mia carriera di reporter. Ho voluto documentare fotograficamente la presenza dei grandi cetacei nel mio mare, il Golfo di Napoli, per mostrare a tutti questa realtà poco conosciuta.
Un lungo lavoro svolto con il supporto dell'associazione "Oceanomare Delphis onlus" (www.oceanomaredelphis.org), che ha una delle sue sedi operative a Forio d'Ischia e studia i cetacei nel nostro mare. Un reporter non deve limitarsi a documentare aspetti inconsueti e poco noti, come la presenza di balene nel Golfo di Napoli; bisogna anche evidenziare situazioni negative che danneggiano l'ambiente. Desidero infatti contribuire attivamente alla tutela di questi "giganti buoni" che vivono al largo delle nostre coste, attraverso una campagna di informazione e soprattutto una denuncia contro le reti derivanti, trappole mortali fuorilegge, vietate da anni ma tuttora usate nel Mediterraneo.

Questa micidiale pesca di frodo uccide anche specie protette, tra cui balene, delfini e tartarughe marine. Coloro che ascoltano la storia del mio reportage sui grandi cetacei nelle acque di Ischia manifestano di solito stupore e incredulità. Quando poi vedono le foto, in cui il dorso di una balenottera comune lunga oltre 20 metri si staglia sulla superficie del mare, davanti al litorale di Forio d'Ischia, ogni dubbio viene fugato. Desideravo allestire una mostra con una selezione di queste immagini. Grazie alla cortese ospitalità di "La Feltrinelli - Napoli", mi è stato possibile presentarla quest'anno in gennaio e febbraio.
Sono stato felice di verificare l'interesse del pubblico per questa esposizione. incredulità. Quando poi vedono le foto, in cui il dorso di una balenottera comune lunga oltre 20 metri si staglia sulla superficie del mare, davanti al litorale di Forio d'Ischia, ogni dubbio viene fugato. Desideravo allestire una mostra con una selezione di queste immagini. Grazie alla cortese ospitalità di "La Feltrinelli - Napoli", mi è stato possibile presentarla quest'anno in gennaio e febbraio.

Sono stato felice di verificare l'interesse del pubblico per questa esposizione. Com'è possibile che animali marini giganteschi siano presenti in prossimità del Golfo di Napoli dal traffico marittimo intenso? Gli studi condotti nell'arco di decenni dall'associazione "Oceanomare Delphis onlus" hanno evidenziato che in questo tratto del Mar Tirreno sono presenti ben sette specie di cetacei: stenella (Stenella coeruleoalba), tursiope (Tursiops truncatus), delfino comune (Delphinus delphis), grampo (Grampus griseus), globicefalo (Globicephala melas) e soprattutto capodoglio (Physeter macrocephalus) e balenottera comune (Balaenoptera physalus). Queste ricerche indicano che i cetacei frequentano soprattutto l'area del Canyon di Cuma, un'ampia vallata sottomarina con profondità comprese tra 200 e 800 metri circa, situata tra Ischia, Ventotene e la costa flegrea che risale verso il Lazio.

La conformazione del fondale genera un particolare gioco di correnti; ciò crea una ricca catena alimentare che va dal plancton fino ai grandi predatori, come i tonni, i pescespada e i cetacei. Grazie agli studi e all'impegno dell'associazione ischitana, è stata tra l'altro istituita recentemente un'area tutelata in mare aperto, nell'ambito del parco marino "Regno di Nettuno". Di particolare rilievo, la presenza di una delle ultime colonie di delfino comune del Mediterraneo, specie un tempo molto diffusa che oggi è a rischio di estinzione. Per documentare questa realtà, veramente speciale, mi sono imbarcato a bordo del "Jean Gab", imbarcazione a vela d'epoca impiegata da "Oceanomare Delphis".

Si tratta di un cutter lungo circa 17 metri, varato a Marsiglia nel 1930 e progettato dall'architetto navale André Mauric, noto per aver firmato imbarcazioni di Coppa America. Il vasto tratto di mare da perlustrare si estende tra Casa-micciola, Lacco Ameno, Forio, Sant'Angelo e l'isola di Ventotene. E' talvolta possibile avvistare grandi gruppi di delfini a breve distanza dal litorale ischitano, anche in piena estate.
La parte meno profonda del Canyon di Cuma inizia poche miglia a nord-ovest di Ischia. L'incontro con i giganti del mare è di solito più frequente nelle zone profonde, situate tra Forio d'Ischia, Sant'Angelo e Ventotene. I capodogli hanno infatti l'abitudine di cacciare i grossi totani che vi si concentrano. I ricercatori di "Oceanomare Delphis" sono in grado di riconoscere i singoli esemplari, grazie alla fotoidentificazione; si tratta spesso di maschi solitari ma è anche possibile incontrare gruppi di femmine con giovani.

A bordo del "Jean Gab" vengono impiegati idrofoni che consentono di localizzare i cetacei in immersione, grazie ai suoni emessi per comunicare o localizzare le prede. Ogni capodoglio identificato ha ricevuto un nome; quello che sono riuscito a fotografare anche sott'acqua, grazie alla preziosa collaborazione del mio amico Angelo Miragliuolo, comandante del "Jean Gab", si chiama Brunone ed è un maschio abbastanza giovane, lungo circa 15 metri. Brunone ha accettato la mia presenza in acqua e si è fatto riprendere per alcuni minuti, prima di inabissarsi con un potente colpo di coda.
L'incontro con una balenottera comune lunga oltre 20 metri è stato altrettanto entusiasmante. Il colossale cetaceo (palesemente più lungo della nostra barca) nuotava velocemente e non mi ha consentito di effettuare riprese subacquee; i tre tentativi, effettuati con il gommone in dotazione del "Jean Gab", sono falliti.

Soltanto le immagini scattate dal ponte della barca documentano questo avvistamento spettacolare. Dalla primavera all'autunno, "Oceanomare Delphis" organizza campi di studio settimanali, aperti ai volontari che intendono collaborare con i ricercatori e scoprire così l'affascinante mondo dei cetacei.