Indice
- Numero 5 - Agosto 2003
- L'Editoriale - Il mese del Re Sole
- ESTATE: quando andavo al mare con Marotta
- Vincenzone Mellino racconta la vera Piazzetta
- Storia di un agosto di pioggia
- Quel marinaio del '43 in Piazzetta era proprio
- Le estati hollywoodiane
- Sulla mia barca verso Capri con Liz e Burton ubriachi
- Fiona Swarovski, quando l'intervista è cristallina
- La strada di Alfred Krupp tra architettura e felicità
- Sulla piscina di Gracie Fields ascoltando Van Wood tra Faruk, Orson Welles e Soraya
- Un uomo su misura
- Sophia Loren alla Settembrata
- Al figlio del fiordo Anna Magnani regalò le prime caramelle del dopoguerra
- Ventotene tra passato e presente
- L'ottava meraviglia del mondo dove Dustin Hoffman raccoglie pomodori e zucchine
- Il corsaro delle Eolie
- Venezia dove l'acqua prima d'essere alta è molto mossa
- Sergio, faccia di pietra
- Oro et l'adoro
- "Abbronzantissima", la canzone inventata a Sant'Angelo
- Ezio Vendrame il bel tipo che suonava a Napoli l'armonica a bocca
- Il reporter dell'Isola
Sophia Loren alla Settembrata
- di Gino Verbena
Ma sarà di cartapesta come tutti i divi degli anni Sessanta che sfileranno dal 24 agosto al 3 settembre Cento altre trovate, i carri, la musica con Edoardo Vianello, Guido Lembo e AlMartino.
Un omaggio al regista Monicelli.
Come è nata la grande manifestazione di Anacapri.
Le Settembrate anacapresi, iniziate nel 1923, nacquero ad opera di un gruppo di villeggianti napoletani con l'intento di salutarsi prima dell'inverno che li avrebbe tenuti lontano dall'isola. Cinquant'anni più tardi, sono rinate allo scopo di prolungare fino a metà settembre la stagione turistica e per mostrare il meglio del paese: il folclore, il vino tipico, i prodotti della campagna con serate di sagra paesana tra chitarre, balli, canti e i piaceri della vera cucina. Le serate di baldoria rappresentano anche il saluto agli ospiti in procinto di partire e che vi partecipano con un pizzico di nostalgia. A festa finita, se ne vanno con negli occhi la visione dei carri pieni d'uva, con in bocca il sapore degli "asadi" in aperta campagna al chiaro di luna e del vinello che invoglia al canto e agli scherzi.
Marinetti e Libero Bovio
La scenografia e le manifestazioni delle prime Settembrate erano curate da illustri ospiti con la collaborazione dell'intera comunità. Tra i membri che si alternarono nei Comitati organizzatori Filippo Tommaso Marinetti, Alfredo Casella, Gennaro Napoli genio poliedrico e direttore del Conser-vatorio partenopeo di San Pietro a Maiella, F.M. Napoletano e sua moglie Emilia Gubitosi, Libero Bovio, Edwin Cerio, il pittore Lino Lipinsky. Uno scenario degno di essere menzionato proponeva il panorama di Tuoro, cioè quella parte di Anacapri dove la terra ubertosa è formata da un declivio di campi con muretti in pietra, fichidindia e ulivi; un uomo col fucile andava a caccia di quaglie prese vive prima della festa. Tutti gli anni Emilia Gubitosi preparava un coro di ragazze e il marito un'orchestrina. Sul frontespizio di una locandina del 7 settembre 1930 figura un disegno di Lino Lipinsky e il programma: ore 18, inaugurazione Mostra d'arte anacaprese; ore 18,30, il ritorno degli anacapresi dalla pesca del corallo, il carro degli argonauti, il carro della perla del Mediterraneo, la conquista di Capri di sopra, concorso carri; ore 23, all'Hotel Paradiso festa notturna (ingresso 12 lire), giro dell'isola nei viali del giardino, luci, ombre e penombre, l'osteria Barbarossa, taverne e caverne, pizze, gelati, meloni, spassatiempi e sfogliatelle, frutti di terra e di mare, danze, jazz.
In serata si andava a ballare all'Hotel Paradiso o altrove. Per l'occasione, tutti, specie i giovani, sfoggiavano i costumi anacapresi più antichi e costosi: ampie gonne lunghe fiorate o quadrettate, vaporose camicie di pizzo con scialli di seta ricamati a mano con lunghe frange. Le pettinature femminili venivano ornate da lunghe forcine chiamate patelle, in argento o in oro. Erano costumi e acconciature a determinare a quale ceto sociale appartenesse una donna (e una patella d'oro significava molto).
Le canzoni di Gennaro Napoli
Ogni anno per Gennaro Napoli era d'obbligo presentare una nuova canzone dedicata ad Anacapri. Famosa è rimasta "Anacapri è 'na canzone" del 1923. La prima strofa dice. "Chi nun c'è stato ancora ce venesse/e chi c'è stato cca ce riturnasse./Vurria restarce sempre, si putisse:/malinconia, ccà, te saluta e passa./Chi nun c'è stato ancora, ce venesse". Seguiva il ritornello: "Che ce stà?/che ce stà nun se po' dì/Anacapri è 'na canzone/na canzone mai cantata./ Permettete? Sta serata/si vulite sta a sentì/mo v"a cant'ì". Suggestive sono anche le parole di un'altra sua canzone del 1930, "A canzone d''o mare", ispirata all'autore da un pescatore di corallo.
Dal 1931 ci fu una lunga interruzione. Le Settembrate rinacquero nel 1977 comprendendo anche la Festa dell'uva organizzata a partire proprio dal 1931 e che non era poi tanto dissimile: carri con pergolati d'uva greca, falanghina e "o curniciello", un Bacco pacioccone che faceva capolino tra le foglie e i grappoli gravidi attorniato da prosperose campagnole (le pacchiane). Nelle taverne si offriva gratis il vino e per le strade grappoli d'uva, mentre le piazze venivano addobbate con luci e festoni. I barcaioli partecipavano alla scenografia abbellendo con espedienti vari le barche (foglie e tralci). E anche qui balli, canti e premiazioni.
Attualmente la Settembrata abbraccia una settimana di manifestazioni. Gli antichi orizzonti si sono dilatati e hanno incluso concerti ed incontri culturali che accontentano pure un pubblico più preparato. Da allora a oggi i partecipanti alle manifestazioni si sono decuplicati mentre la festa ha conquistato un posto di rilievo fra le tradizionali manifestazioni della Campania.
Gli eventi di quest'anno
Le ultime edizioni della Settembrata si sono ispirate agli anni Venti (Axel Munthe), agli anni Trenta (il fascismo) e agli anni Cinquanta (Faruk). Quest'anno la manifestazione, dal 24 agosto al 3 settembre, ricorderà gli anni Sessanta, da Sophia Loren alla Dolce vita, con lo slogan "Mettete fiori nei vostri cannoni" tratto dalla nota canzone dei Giganti.
La Settembrata si aprirà con una sfilata di 300 figuranti negli abiti dei divi degli anni Sessanta realizzati dalle cinque più famose sarte di Anacapri che sono all'opera da giugno. Quattro carri allegorici raffigureranno Peppino di Capri, la festa dell'uva, Maremoda e il juke-box. Sfileranno veicoli d'epoca, le Cinquecento, le Seicento, le Vespe, le Lambrette.
Il 24 agosto si terrà la selezione per il concorso nazionale di Miss Muretto. Il 25 agosto, all'imbrunire, esibizione di AlMartino col suo celebre sax al Fortino di Orrico; in piazza San Nicola, Gianni Nara e il suo gruppo per il "Ballo del mattone e della mattonella". Il giorno 26, Festa della Catena a Monte Solaro col gruppo folcloristico Isola di Capri di Antonio Natale. Il 27 agosto: Cover dei Beatles col complesso esibitosi al Colosseo con Paul McCarthy. Il 28, la Saga delle Boffe: musica napoletana nel quartiere, gruppi in costume e la voce di Italia Porzio, la cantante folk napoletana di successo. Il 29, serata teatrale in piazza San Nicola. Il 30, Festa delle Pietre lungo il percorso di via Orlandi con musica anni Sessanta di gruppi locali. Il giorno 31: Omaggio a Monicelli, omaggio al regista e retrospettiva dei suoi film.
L'1 settembre, Festa di Caprile nei violetti della Follicara con l'esibizione del popolarissimo chansonnier caprese Guido Lembo. Il 2, Edoardo Vianello con quattro musici e tre vocalist in piazza San Nicola in "Siamo i Watussi". Il 3 settembre, "Italia danza" in piazza San Nicola. Per tutto il periodo, abbuffate per le strade, l'esposizione di una ricostruzione del Faro, fedele alla immagine del passato, carri, tarantelle e la proposizione dei divi degli anni Sessanta: Sophia Loren, Dalida, Anna Magnani, De Sica, Nilla Pizzi, Eduardo, Robert Taylor, Clark Gable, Zsa Zsa Gabor, i reali di Svezia.
LE BOFFE
La contrada comprende anche La Vigna, Lo Pozzo, La Fabbrica, la zona della Grotta Azzurra. Prende il nome dall'omonima via. Il significato di Le Boffe probabilmente risale alla forma delle case che, nel centro storico, ricalcando la forma delle abitazioni greche, si presentavano con volte a semibotte, cioè "abbuffate". E' terra di vigneti. La derivazione contadina è ricordata ogni anno dalle "Pacchiane", tra le quali spicca la bionda ed esuberante Pamela. Durante le manifestazioni, i contradaioli vanno in giro con i costumi tipici a mostrare i prodotti della campagna situata nel cuore di Anacapri. Durante una delle Settembrate, venne riprodotta, in un terreno privato, una colossale Grotta Azzurra. Con Le Stalle è una delle contrade più agguerrite che si sono aggiudicate il Grappolo d'oro.
LE STALLE
Comprende Caprile, Follicara fino al Faro, Ceselle, La Guardia, La Migliera, Tito Minniti. Trae il nome dalle stalle che ospitavano le carrozzelle e i cavalli di un tempo, disseminate lungo le strade principali. I "cocchieri" facevano da rudimentali ciceroni all'inizio del boom turistico. Si ricordano i Verdoliva, gli Schettino, i "Bacchittoni". Alla Follicara abitavano diversi pescatori, come qualche "Petrusino", che avevano le barche sulla cala del Faro di punta Carena. Nella zona a valle (Ceselle, Materita) hanno soggiornato personaggi illustri come Axel Munte, la regina di Svezia, Graham Greene, scrittori e poeti ospitati nella villa "Il Rosaio" di Edwin Cerio. Durante le Settembrate, i contradaioli si distinguono per l'addobbo del magnifico scenario della vallata Caprile-Follicara e per gli squisiti "asadi" organizzati da Franco De Martino.
LA PORTA
Comprende le zone di Capodimonte, piazza Vittoria, Caposcuro, Montesolaro, Catena.
Ha usufruito maggiormente del benessere economico derivato dallo sviluppo turistico.
Il medico svedese Axel Munthe vi costruì il museo con annessa foresteria creando, attorno al castello Barbarossa, un santuario degli uccelli. La seggiovia, la creazione di alberghi e il moltiplicarsi delle boutiques hanno fatto il resto.
La contrada prende il nome dalla storica Porta della differenza, il vero e proprio ingresso, nel remoto passato, al paese di sopra.
I contradaioli, durante le Settembrate, propongono suggestivi percorsi gastronomici organizzati attraverso terreni privati ombreggiati e sotto pergolati d'uva.
LE PIETRE
Prende il nome dalla piazza il cui sagrato era fatto di pietre. Oltre alla chiesa di Santa Sofia, la contrada comprende la chiesa di San Michele dal pavimento settecentesco in maiolica, piazza Diaz, le vie Orlandi e Trieste e Trento, piazza San Nicola, dove si sviluppa il commercio al dettaglio, La Vignola, Lo Funno, Artimo, Pagliaro che, nel passato, vantavano vigneti ed oliveti. Anche il Pagliaro, via Trieste e Trento e il corso Orlandi ospitavano stalle, come Caprile. Uno dei cavalli più famosi era "Cardillo". Il padrone, Antonio Gargiulo, nel tardo pomeriggio si ritirava in via Trieste e Trento dove depositava la carrozzella. La stalla di "Cardillo" si trovava alla Catena. Per cui, 'Ntunino diceva a "Cardillo" di avviarsi mentre lui riassettava e lavava la carrozza. Il cavallo se ne andava da solo verso la "suite" della Catena passando per la piazza. Era il beniamino della gente che lo fermava per carezzarlo. Tra i personaggi del passato viene ricordato Saverio, un falegname che organizzava esilaranti rappresentazioni teatrali.
Oggi il nostro ricordo affettuoso va a Salvatore Farace che spopolava in veste di Bacco o di Tiberio.

