Toda joia, toda beleza

- di Mimmo Carratelli

Estate e tormentoni, canzoni e spot televisivi, donne, gambe, amori e spiagge. Dal logorio della vita moderna all'amaro vero, la pubblicità ossessiva. Le bionde della birra. Un viaggio tra i motivi del solleone. Sapore di sale, Vamos a la playa, Macarena, la signorina di Neffa, i bambini fanno ooh, la sindrome di Cristicchi, Siamo una squadra fortissimi. L'anno scorso il bacio di Katy Perry a una ragazza, uno scandalo al sole. Quest'anno, la canzone di Rosalba Pippa, l'occhialuta ragazza genovese del Festival di Sanremo.

Toda joia, toda beleza. Tormentoni estivi, musiche e spot. Messaggi, ritornelli, visioni e canzoni. Una donna sempre, dappertutto. La pubblicità televisiva cattura così. Un volto. Due gambe. Prendete Salma Hayek, quella della passione rossa Campari. Messicana. Nome catastrofico, cognome veloce, gambe di sogno. Vodafone. "Life is now". E quando se no? E magari "You & Me". Ilary Blasi e Ringhio Gattuso. Beviamo un Crodino, l'analcolico biondo che fa impazzire il mondo. Il Gorilla e Victoria Cabello, la londinese così poco londinese, fuoco spagnolo dietro un viso italiano. Certo, dove c'è Barilla c'è casa. Però sentirselo ripetere ogni giorno, uno passa alla polenta e scappa di casa. Serve un Cynar? Per quanto tempo Ernesto Calindri ce lo ha consigliato contro il logorio della vita moderna? Da stressarci. Montenegro, tormento amaro e vero. La jeep che si rompe, le dune, l'aliante. Tiriamoci su con Lavazza, ma per favore qualità rossa, se no che Lavazza è? Inseguiti, ammiccati, bombardati dalla pubblicità ossessiva. I tormentoni del video.

La Peroni. Dacci un Nastro Azzurro, Camilla Vest. Modella danese bionda come il bicchiere biondo della birra. La Peroni sì che se ne intende, di birra e di ragazze bionde. La prima, la memorabile Solvi Stubing, la più bionda delle svedesi. "Chiamami Peroni, sarò la tua birra". E perché non chiamare direttamente Solvi? E poi l'americana Jo Whine, però con quel nome altro che birra, vino semmai. E, ancora, la sudafricana bionda Anneline Kiel. Tutte da ricordare fino a Philippa Lagerback che oggi fa il tempo che fa, ma soprattutto Micelle Gastar, l'inglese dagli occhi di ghiaccio per una birra ovviamente gelata e, ancora di più, la slovacca infinita Adriana Sklenarikova con le gambe più lunghe del mondo. Tormenti biondi e bocche rosse. Il rossetto di Julie Ordon, la ragazza di Ginevra che ammicca: "Ami la mia bocca?". Da amare anche senza il rossetto Rouge Allure della Chanel e dello spot che lei passa e ripassa sulle labbra. La radio, poi.

Nella notte dei tempi "Vola colomba", il tormentone di Nilla Pizzi. Da quarant'anni, "Tintarella di luna". "Pinne, fucili e occhiali". Mare e follie. "Quando calienta el sol" succede di tutto perché "aqui ne la playa siento tu cuerpo vibrar". Los Hermanos Rigual, canterini italiani degli anni Sessanta spacciati per messicani. "Es tu palpitar, es tu pelo, es tu cara, son tus besos, me estremezco". Stramazzati. Con "Sapore di sale", "Abbronzatissima".
Una dietro l'altra, senza scampo.
"Stessa spiaggia stesso mare" con il caldo consiglio "per quest'anno non cambiare". E invece lasciammo Riccione per Ibiza. Disposti a tutto.
"Stasera mi butto e faccio di tutto".

Dove? Dappertutto. La lira valeva qualcosa. "Fin che la barca va". Non è più andata, è arrivato l'euro. "Vado a piedi nudi per la strada". Eravamo già disperati. Negli anni Ottanta cercammo di assestarci meglio cercando un centro di gravità permanente "che non mi faccia mai cambiare idea". I tormentoni eleganti di Battiato. Al mare! Al mare! E perciò "vamos a la playa, oh-oh-oh-ohoh". C'erano ancora le rotonde sul mare? Ma, attenti. "Para bailar la samba se necesita una poca de gracia". Quindi "y arriba, y arriba".
E chi arriva? La lambada. Gambe nelle gambe, ginocchia piegate, un erotico quick-quick-slow. Ed eravamo lanciatissimi, negli anni Novanta, tormentoni e felicità. "Dale a tu cuerpo alegria, Maca-rena". Ritmo afrobrasiliano. Ma chi sarà mai questa Macarena? Una sventola di mulatta si presuppone. Ma Macarena el su cuerpo non ce lo dà perché "tiene un novio que se llama Vitorino" e se ne va con lui a Marbella perché a Macarena "le gusta los veranos de Marbella", le estati di Marbella.

Siamo ormai al nuovo secolo. La crisi è dietro l'angolo. Se ne frega l'impagabile Giovanni Pellino di Scafati, in arte Neffa, che fa sapere "io e la mia signorina stiamo bene insieme". La notizia fa felici i bambini che fanno ooh, e quando i bambini fanno ooh c'è un topolino, e mentre i bambini fanno ooh c'è un cagnolino. Qualche problema ce l'aveva Simone Cristicchi che voleva essere come Biagio Antonacci, cantare come Biagio Antonacci, vestire come Biagio Antonacci. Ma perché non cambiò il nome in Simone Cristacci?
Sportivi sempre, ancora più su di giri quando sbucò Luca Medici, pugliese di Capurso, che, sottraendosi agli studi di giurisprudenza e prendendo l'irresistibile nome di Checco Zalone (dal dialetto barese che cozzalone, che tamarro), ci incoraggiò per qualunque squadra tifassimo perché "siamo una squadra fortissimi fatta di genti fantastici". Il pavese Max Pezzali ci avvisò: "Torno subito". Martellante esecuzione in cui lui cerca il caffè ogni mattina "sennò il cervello non si avvia". Parte il cervello di Tiziano Ferro che si fissa su Raffaella, "Raffaella è mia, canta a casa mia, balla a casa mia", ed è Raffaella Carrà a 64 anni, carramba!

Alle prime gocce di pioggia, Robyn Rihanna, vent'anni, la più bella gatta nera delle Barbados, invita, insiste, pretende "you can stand under my umbrella, ella, ella, eh, eh", tormentone piovoso, ma Robyn è una gran ragazza e il suo ombrello piace a tutti.
Tormentoni dell'anno scorso. "Love song" della languida californiana Sara Bareilles, little voice, diventato un tormentone nello spot della Sony Ericson. E il bacio della stravagante Katy Perry di Santa Barbara, intravista al Festival di Sanremo, "I kissed a girl". Ed è lei che bacia, la deliziosa canaglia, "ho baciato una ragazza e mi è piaciuto, il gusto del suo lucida labbra alla ciliegia, spero che al mio ragazzo non importi". Alè.
Il cielo s'imbroncia, si annuvola, si fa nero, l'estate finisce? E allora ecco la più splendida trentenne di Palermo dalla gran chioma nera, l'ultima dea mediterranea, Giusy Ferreri che canta "Novembre" tra percussioni e archi, l'ultimissimo tormentone.

In ogni caso, tutti i giorni, estate e inverno, autunno e primavera, la più improbabile delle ragazze genovesi, l'occhialuta Rosalba Pippa, in arte Arisa, dalle iniziali dei nomi dei componenti della sua famiglia, ci va estenuando con "Sincerità", lamento melodico sbocciato all'ultimo Festival di Sanremo. E' l'ultimo tormentone.
Spot e canzoni, il trionfo dell'estate visiva e canora, il trionfo dei tormentoni. Toda joja, toda beleza.
Beleza querida, beleza que falta, beleza que rambla. Dopo Arisa, avanti il prossimo.