Indice
- Numero 60 - Luglio 2011
- L'Editoriale - Quelle notti senza fine
- Le gambe dell'estate
- Quel trasbordo in barca dal vaporetto per sbarcare a Capri
- Quaglie, donzelle e sindaci nella Capri dell'Ottocento
- È l'Ucraina il nuovo terrore dei mari
- Alla scoperta di Malta
- L'isola di Masiello
- Quando c'era la tranvia da Castellammare a Sorrento
- Carlo Pontecorvo un cavaliere autentico
- Un bagno al tramonto nella Grotta Azzurra
- Villa San Michele tra i dieci parchi più belli d'Italia
- Quando si arrivava sull'isola delle lacrime
- Il club esclusivo di due amici del mare
- Il cavaliere errante dell'anarchia
- Il "caso" Leopardi
- Un forte legame tra l'isola di Salina e la Svizzera
- Di casa a Ischia i giganti del mare
- Il reporter dell'Isola
Un bagno al tramonto nella Grotta Azzurra
- di Lia Giovanelli
È uno degli otto racconti sulle mie estati capresi ricavati dagli appunti su un quadernetto sgualcito durante i miei soggiorni da ospite incantata. Rapita dal mito dell'isola e dal fascino dei luoghi ne ho tratto un libro, "Capri, o cara ...", in cui cerco di trasmettere le mie emozioni.
I versi di Neruda, la "presenza" di Tiberio, Suor Assunta. Alcune ricette di mare e di terra e curiosità varie accompagnano le storie.
"Capri, reina de roca, / en tu vestido de color amaranto y azucena / viví desarrollando la dicha y el dolor, / la viña llena de radiantes racimos / que conquista en la tierra". Così tradotto: Capri, regina di roccia,/ nel tuo vestito color amaranto e giglio / vissi, sviluppando la felicità e il dolore, / la vigna piena di splendenti grappoli / che conquistai sulla terra.
Belli questi versi di Pablo Neruda scolpiti su una roccia all'inizio del sentiero che porta dal belvedere di Tragara ai Faraglioni. E mentre li leggi non puoi che pensare che forse non c'è altro da aggiungere e altro da scrivere di questo mare limpido, di questi colori, di queste rocce, di questo meraviglioso luogo naturale responsabile, da sempre, di aver attirato sull'Isola viaggiatori illustri, poeti e scrittori, musicisti e artisti, donne e uomini di cultura, fantasia e sensibilità.
Donne e uomini di grande personalità, e quindi anche di grande forza di suggestione, opinion leader si direbbe oggi, che hanno contribuito a creare, nei secoli, l'immagine e il mito di Capri, come luogo unico ed eccezionale.
Capri, lo sappiamo bene, non ha certo bisogno di voci: impossibile elencare tutti i frequentatori di grande nome e gusto che l'hanno rappresentata ed esaltata attraverso ogni forma di arte: il rischio è davvero di non ricordarli tutti, e mancare di rispetto a un poeta o a un pittore mi spiacerebbe molto.
Detto questo, non è certo facile presentare altre parole scritte su Capri, peraltro scritte da me.
E quindi non posso che descrivere come nascono questi racconti e questi pensieri del mio libro "Capri, o cara ...".
Da tanti anni trascorro una parte dell'estate a Capri. All'inizio il fascino dell'Isola è soprattutto nel suo mito. I visitatori, anche i turisti giornalieri, si affannano a cercare i luoghi famosi, la Piazzetta, la Grotta Azzurra, i Faraglioni ... , ci si affanna a fare il giro dell'isola per mare e per terra, a vedere e controllare i negozi, quelli tipici e quelli modaioli, a gustare le specialità locali e cercare di individuare almeno una celebrità.
La vacanza è bella e giusta anche così. I luoghi famosi non deludono, certamente non delude la cucina caprese, e le celebrità non mancano.
Ma con un po' di tempo e di dedicata attenzione, a tutto si aggiunge intensità e colore, la " ... certa qualità di emozione" di Sartre, che ti fa annotare un particolare, sottolineare una sfumatura nelle rocce o nel mare, odorare un profumo a un'ora insolita, ascoltare la mancanza di rumori e godere di insoliti fruscii. Il tempo, che mi verrebbe di scrivere con la T maiuscola, il Tempo, diventa, in qualche prezioso momento, irrilevante.
E questa credo sia la spiegazione dei lunghi, lunghissimi soggiorni sull'Isola di tanti ospiti che nei secoli scorsi, e magari non solo in passato, hanno trovato a Capri la loro vera dimora e ispirazione artistica.
Ho incominciato qualche estate fa a scrivere brevi annotazione sull'ovvio quadernetto sgualcito che ogni scribacchino che si rispetti porta sempre con sé, e, dopo l'esperienza del bagno al tramonto nella Grotta Azzurra, che descrivo nel primo di questi racconti, ho inviato il mio scritto ad una bella rivista letteraria di Capri, che, con mia grande gioia, l'ha pubblicato nel maggio dello scorso anno. Il resto è venuto da sé.
Questa raccolta contiene otto racconti e alcune ricette e curiosità capresi che accompagnano le storie, che sono tutte (quasi) vere.
Bisogna sempre rendere onore alle storie. Il "quasi", in questo caso, non mette in dubbio la loro autenticità, ma aggiunge solo un po' di intensità e colore, che come ho già forse troppo ripetuto, a Capri non manca mai. I racconti seguono l'ordine con cui li ho scritti, dal primo "La velocità dell'ombra" che nasce nella primavera dello scorso anno, fino all'ultimo, un ricordo di Donna Elvira Sellerio, scritto in dicembre, periodo prenatalizio.
La storia di Suor Assunta, che è la mia preferita, mi è stato direttamente sussurrata dalla protagonista, mentre visitavo la chiesa di San Michele Arcangelo ad Anacapri. Perché le ricette (garantisco ottime e di semplicissima realizzazione)?
Innanzitutto perché a Capri si mangia molto bene (anche nel resto del nostro bel paese si mangia benissimo, siamo tutti d'accordo), e perché chiacchierando chiacchierando alla fine dell'estate mi trovo in borsa bigliettini con annotazioni di curiosità culinarie di mare e di terra, oltre che ricette che meritano di essere messe in fila. E le ricette sono appunto in fila, seguendo l'ordine di un pasto ideale, l'ordine in cui le avrebbe messe anche Carême (nessuno è obbligato a sapere chi è, deve solo aspettare l'ultima pagina del libro per saperlo!).
Dimenticavo, oltre a Carême ci sono anche (tanti/troppi) altri riferimenti francesi nelle pagine che seguono, è una mia debolezza! In verità è Parigi una mia debolezza, e tanti aspetti di questa ville superbe riescono a trovare un po' di spazio quasi in ogni pagina.
Del resto anche il titolo di questa raccolta, "Capri, o cara ....", confesso che è vistosamente copiato dalla ben più famosa "Parigi, o cara ... ", tra le più celebri arie della Traviata.
Chiudo questa presentazione con un brindisi insieme alle mie lettrici e ai miei lettori, non con lo champagne, ma con il vino di Capri che accompagna il primo racconto. Il brindisi lo dedichiamo anche all'Imperatore Tiberio, questa grande presenza sempre costante nello spirito dell'Isola, e sulla cui tomba Oscar Wilde, con l'inseparabile e adorato Bosie, andava quotidianamente nel suo lungo soggiorno caprese nell'autunno del 1897 "a deporre qualche semplice fiore, dedicandogli un pensiero".

