Una flotta di mascalzoni

- di Peppe Iannicelli

I corsi di vela nati da una iniziativa di Vincenzo Onorato con la collaborazione del Circolo Savoia, della Regione Campania e della Marina militare aperti ai bambini e ai ragazzi delle zone più a rischio di Napoli.
L'emozione dei partecipanti e il valore sociale e sportivo del progetto.

Che Mascalzoni, questi scugnizzi napoletani! Nelle acque del golfo di Napoli ha preso il largo il progetto sportivo e sociale di Vincenzo Onorato, armatore di "Mascalzone latino", l'imbarcazione che, dopo aver regatato da protagonista in Coppa America, si è aggiudicata per la seconda edizione consecutiva il campionato mondiale di vela classe Farr 40.
Onorato ha deciso d'investire risorse, uomini e barche per togliere i ragazzi partenopei dalla strada. In che modo? Buttandoli a mare; ma con il salvagente, un istruttore ed a bordo di un natante a vela. L'idea di Onorato è stata immediatamente supportata dal presidente del Real Yacht Club Canottieri Savoia Pippo Dalla Vecchia, un saggio lupo di mare con la passione per nuovi orizzonti.
E' nata così la Scuola di Vela Mascalzone Latino aperta ai bambini ed ai ragazzi delle zone più a rischio di Napoli, i quartieri più popolosi, dove la violenza e la droga rappresentano un pericolo ed una tentazione costante per le nuove generazioni.

La collaborazione con le istituzioni, le parrocchie e le associazioni hanno permesso di segnalare i ragazzi interessati a questa sfida sportiva e sociale.
Sono così partiti i primi corsi di vela che hanno coinvolto una ventina di allievi vivacissimi ed entusiasti della nuova avventura condivisa con il supervisore Roberto De Rosa, il campione di vela Davide Scarpa, l'olimpionico Davide Tizzano, gli istruttori ed i soci del Circolo Savoia.
Grazie alla collaborazione della Regione Campania, dell'Assessorato al Turismo e della Marina Militare, entro la primavera saranno moltiplicati i corsi ed i partecipanti per diffondere la passione per il mare e la navigazione a vela. L'attività della scuola di vela è intensa. Gli istruttori illustrano ai ragazzi le caratteristiche delle imbarcazioni, i primi rudimenti su venti e correnti, le principali tecniche di governo del natante. Poi si esce in mare per lunghe giornate spruzzate di salsedine, sudore, qualche ondata malandrina, sole torrido o freddo gelido, manovre sempre più veloci, sicure e spericolate anche se il gergo nautico autorizza qualche malignità. E' sempre meglio precisare che "cazzare" significa stringere, arrotolandola, una gomena e non altro che pure capita di fare.

"Salire su di una barca a vela è un'esperienza di grande impatto personale e sociale - racconta Vincenzo Onorato - specialmente per i giovanissimi che si trovano immersi in un mondo fantastico sospeso tra il mare ed il cielo. Vedere che le tue vele imbrigliano i venti facendo andare la barca nella direzione voluta rappresenta una straordinaria iniezione di fiducia per un ragazzo che magari è stato bocciato a scuola o vive in un contesto familiare violento. Per andare in barca a vela ci vogliono passione, coraggio, competenza. In barca s'impara a migliorare i propri limiti, a rispettare il mare ed i nostri compagni di regata. Da soli non si riesce a far nulla, bisogna mettersi al servizio degli altri per seguire la rotta pronti a fare ciascuno la propria parte con precisione e sacrificio".
L'entusiasmo di Vincenzo Onorato, che ha fatto allestire delle barche perfettamente tarate per le attività educative, chiarisce la valenza educativa dei corsi di vela Mascalzone Latino, ma la collaborazione con il Circolo Savoia guarda molto al futuro dei giovani naviganti. "Vogliamo che questi ragazzi - continua Onorato - abbiano un'importante occasione di crescita umana e sociale. Lo sport velico in Italia ha bisogno di nuove leve con tanta fame di vittorie".

Il presidente Dalla Vecchia osserva i suoi "nuovi" soci e ribadisce l'impegno del suo prestigioso sodalizio al servizio dei ragazzi di Napoli.
" Sono convinto che tra questi ragazzi svelti e fantasiosi - commenta osservandoli dalla banchina - vi sia anche qualche potenziale campione da Coppa America o campionato mondiale. In ogni caso questi ragazzi stanno vivendo un'esperienza formativa ed imparando un mestiere nautico che potrà certamente aprirgli le porte del mondo del lavoro con grande soddisfazione e buona remunerazione".
Gli skipper da competizione, ma anche quelli da diporto per i lussuosi yacht, hanno stipendi proprio interessanti. Il mare non bagna Napoli scriveva Anna Maria Ortese denunciando le terribili condizioni di degrado sociale, igienico ed umano della plebe partenopea. Grazie ai "mascalzoni" di Onorato si apre uno spiraglio di luce per i ragazzi dei vicoli e delle grandi periferie della paura. Grazie a queste timide vele giovanili, sospinte dal vento e da mani entusiaste, qualche onda sembra poter ricominciare a lambire la costa cementata di Napoli.