Una scrittrice olandese ha ripercorso l'itinerario insulare dell'arciduca d'Austria

- di Giuseppe Ulivi

Il viaggio a vela nel Tirreno e le incisioni del principe viennese.
Il libro di Reinilds van Ditznuyzen sulle isole italiane.
C'è un Ancim anche ad Amsterdam. I reportage su Ischia e Capri. L'incontro in casa dell'ambasciatore Ranieri Tallarigo e l'idea di una federazione europea dei comuni delle isole minori.

Tutti sanno che i vacanzieri hanno sempre amato le isole fin dai tempi più remoti. Molti sanno anche che tanti scrittori si sono occupati di esse attraverso i secoli, fino ad oggi. Alcuni per esempio si ricordano di Giulio Cesare, o di Plinio o di Rutilio Numaziano. Altri hanno letto Stendhal o studiato le ricerche del Sommier. Non c'è isola del Tirreno che non sia stata visitata e descritta, rappresentata anche con mitiche incisioni, quelle dell'arciduca Luigi Salvatore d'Austria, per esempio, che veleggiò dall'una all'altra, lasciandoci memoria di tempi passati, di costumi, di storia, d'immagini vissute.
Pochi però sanno che una scrittrice olandese ha ripercorso l'itinerario di quell'arciduca. Anzi, ha fatto molto di più. Lo so perché fui invitato, quale segretario dell'Ancim, alla presentazione di un suo libro che avvenne nel luglio del 1997 all'Aia, nella bellissima casa dell'ambasciatore italiano in Olanda. La scrittrice si chiama Reinilds van Ditznuyzen, il libro s'intitola "Italiaanse eilanden" (Le isole italiane). Pensai, al primo contatto, che si trattasse della solita guida turistica ad uso degli olandesi che volessero visitare l'Italia, e invece no. L'autrice ha girato in lungo e in largo tutte le isole minori (quarantuno), ha incontrato sindaci e cittadini, ha scavato nel patrimonio culturale, archeologico e ambientale. Il turismo c'entrava per qualche accenno minimamente necessario per chi volesse visitarle. Il libro contiene anche qualche nota sulla funzione dell'Ancim, l'Associazione nazionale comuni delle isole minori.
Rimasi stupito perché non mi parve - e per la verità non mi pare - che da noi esistesse una pubbliciazione analoga. Rimasi stupito perché, il giorno dopo, il 2 luglio, i giornali di maggiore tiratura, riportarono l'avvenimento in prima pagina. Rimasi anche sorpreso perché, in quella occasione, ebbi modo di rilevare l'attenzione e l'interesse nei confronti dell'Italia scoprendo la splendida rivista "Magazine Italie" diretta e redatta interamente da giornalisti olandesi (in quel numero, un servizio ben curato sull'isola di Ischia; nel successivo un reportage da Capri). Infine mi fece piacere incontrare nella casa dell'ambasciatore Ranieri Tallarigo, insieme a tanti esponenti della cultura e delle università, il sindaco dell'isola di Vlieland, il quale mi raccontò che anche i comuni insulari olandesi, insieme a quelli norvegesi, avevano costituito una Federazione con gli stessi scopi dell'Ancim.
Riflettendo su questa cosa in sede Ancim, presieduta allora da Costantino Federico sindaco di Capri, immaginammo che, perché no?, si sarebbe potuto costituire una federazione europea dei comuni insulari. L'intento era quello di consentire scambi di esperienze amministrative e di soluzioni tecniche per gli specifici problemi delle isole. Si sarebbe così attivata anche una costante iniziativa nei confronti della Ue per l'adeguamento delle normative ai bisogni peculiari delle comunità isolane ed alla fruizione più ampia del loro patrimonio ambientale.
Che non sia il caso di riprendere quell'idea?