Indice
- Numero 47 - Agosto 2009
- L'Editoriale - Fuga D'Agosto
- Cilento a dieci stelle
- Ombrellone e Solleone
- Quando in piazzetta si diventava scrittori
- Anacapri canta nel ricordo di Lauzi
- La nave dei Mille inghiottita dal mare
- L'artista eremita sui monti di positano
- Fido va per mare
- Marsiglia, la strega
- I cantieri navali, un primato dei Borbone
- Incontro con Amerigo Vespucci sull'origine del nome America
- Quella volta che a Ischia la Callas si sciolse i capelli
- Velisti a Capri
- L'arrivo dei Piceni sui monti di Salerno
- L'isola australe e il suo guardiano
- Le dieci pietre sul Poggio Rota
- Il reporter dell'Isola
Velisti a Capri
- di Monica Pasquarelli
Racconti e impressioni dell'equipaggio del "Calvi Network", una barca di allegri triestini ingaggiati dall'armatore pesarese Carlo Alberini, geologo marino e imprenditore alberghiero.
Il sostegno dell'azienda napoletana "Cia Sicurezza". Il tailer Stefano Rizzi: un ricordo di "Luna Rossa" e tre giri del mondo.
L'ironia del navigatore Francesco Mongelli e l'impegnativo lavoro a bordo di Gabriele Benussi, il tattico. Una serata indimenticabile alla "Canzone del mare".
Non è solo una questione di scenario naturale incantevole che fa di Capri un gioiello unico nel Mediterraneo. E' un mix di cultura, storia, fascino, moda che in questa isola sembra aver raggiunto una armonia unica e perfetta. Tutti noi arrivando nella Piazzetta usciti dalla Funicolare abbiamo la sensazione di essere in un posto familiare, perché non si contano le volte in cui la abbiamo vista in fotografia come sfondo di grandi amori di ieri e di oggi.
La vela arricchisce la stagione caprese prima dell'estate. Lo Yacht Club Capri nasce nel 1999 e da alcuni anni l'accogliente baia di Marina Grande ospita la Rolex Capri Sailing Week, un evento che porta in banchina il top della vela internazionale. Per una intera settimana barche, per lo più in monotipia, si sfidano lasciando Faraglioni e Grotta azzurra alle spalle e guardando sempre e solo al meteo. Gli equipaggi provengono da tutto il mondo e i più innamorati di questa isola sono proprio quelli che vengono da più lontano. Tra i tanti che hanno regatato a Capri c'è stato il "Lightbat Sailing Team", che imbarca un equipaggio "nordista". Tutti per lo più triestini al comando di un irresistibile armatore pesarese, Carlo Alberini.
Alberini ha per il mare una vera e propria "mania". Geologo marino, dopo aver lavorato alla mappatura della prateria di Poseidonia nel braccio di mare antistante l'isola del Giglio, ha lavorato per anni sulle navi posacavi. Oggi è un imprenditore nel settore alberghiero, ma la passione per il mare è gli rimasta dentro e trova spazio regatando a livelli molto alti. "Amo molto le classi one design, perché nelle regate di monotipi emerge la vera forza della vela, il team". In realtà l'equipaggio "Calvi Network" non è tutto "nordista". Una importante componente è partenopea: l'azienda Cia Sicurezza che ha scelto di supportare il team di Carlo Alberini. Roberto Marseglia, amministratore delegato di Cia Sicurezza (sistemi elettronici applicati ad antifurto, antintrusione, videosorveglianza, antincendio e automazione cancelli), è soddisfatto perché "i Farr40 sono classi molto competitive in cui organizzazione, precisione e cura dei dettagli ed affidabilità fanno la differenza. Sono gli stessi valori che noi mettiamo in campo nel nostro lavoro e questa affinità è la ragione della nostra vicinanza a questo sport ed a questo team". Le regole per la vela in monotipia, come appunto i Farr40, sono severe: barche tutte uguali, peso dell'equipaggio entro un certo limite e l'obbligo per l'armatore di essere al timone. Così a Capri accade che Carlo Alberini scenda in acqua accanto a timonieri "blasonati" per meriti sportivi, come Vincenzo Onorato, tre volte campione del mondo, o per nascita, come il principe Frederick erede al trono di Danimarca. E' il bello della vela: tutti uguali, tutti alla pari in banchina ed in acqua, pronti a sfidarsi per vedere chi è il migliore.
A bordo di "Calvi Network" uomini che hanno storie veliche da far impallidire. Come Stefano "superman" Rizzi, tailer, che in banchina viene definito scherzosamente "un mito". Ricordate nel 2000 le notti in bianco passate a guardare "Luna Rossa" che vinse ad Aukland la Louis Vuitton Cup arrivando a disputare la Coppa America? Stefano era uno di quei ragazzi che ci ha incantato e fatto tifare Italia con un calore e la passione da mondiali di calcio. Ma non solo. Stefano è anche il primo italiano a vincere un giro del mondo senza scalo (con record: 62 giorni, 6 ore, 56 minuti e 33 secondi), ma di giri del mondo nella sua vita ne ha fatti tre (Whitbread '93-'94, The Race 2001, Volvo Ocean Race '01-'02). Friulano fatto e finito quando arriva a Capri apprezza la parte più aspra e selvaggia dell'isola.
"Appena finite le regate, la mia passeggiata preferita è salire sulla cima dell'isola. Prima il percorso a piedi fino a Marina Piccola, poi attraverso la vecchia scalinata fenicia arrivo fino al monte Solaro. Il panorama è sempre affascinante. Con me Sergio Blosi, ma a turno riusciamo a trascinare tutti ragazzi. Di Capri io apprezzo il lato da sportivo: camminando possiamo arrivare ovunque attraverso percorsi che comunque sono impegnativi e dunque poco frequentati".
Francesco Mongelli, il navigatore di "Calvi Network", ha una vena spiccatamente ironica ed alla domanda cosa apprezza di Capri si apre in un sorriso: "Il viaggio dalla stazione Garibaldi al molo Beverello per prendere l'aliscafo. Ogni volta il percorso in taxi è una avventura indescrivibile. Un anno siamo rimasti incastrati per oltre due ore a causa di un incidente con un motorino. L'anno dopo abbiamo evitato uno scontro frontale per un vero miracolo o per un colpo di fortuna, ancora non lo so bene. Però, appena uscito illeso, ma ancora sotto choc per lo scampato pericolo, il taxista, per nulla impressionato, inizia a spiegarmi la ragione tecnicoscientifica del perché l'incidente è stato evitato. Si è trattato di una precisa ragione fisica e il merito va alla legge di gravidanza. Alla mia faccia stranita il taxista con condiscendenza mi ha spiegato quale fosse la legge di gravidanza: quella della mela che cade, no?
Si, quella che ha scoperto Newton...". Irresistibile, involontaria comicità napoletana che contagia tutti, anche l'animo triestino che ha la fama di essere molto serio e taciturno.
E l'aspetto del triestino serio e molto professionale lo ha Gabriele Benussi, il tattico a bordo di "Calvi Network". Il tattico per i non addetti ai lavori è una figura che affascina e che odora di leggenda, perché lui legge il vento. Il suo compito è quello di scrutare l'orizzonte, osservare le invisibili increspature che il vento lascia sul mare e ricavarne preziose informazioni di cosa o come muterà che poi fornisce al timoniere. E' il tattico dunque che ha la responsabilità di scegliere su quale lato del campo di gara fare il bordo successivo. Il vento, per chi non va in barca a vela, è una entità unica, ma in realtà è formato di brevi raffiche che possono essere simili e costanti, oppure può mutare di intensità a distanza di brevi attimi. Così la scelta dopo una boa di un lato a destra o a sinistra può significare scegliere tra un vento più o meno sostenuto e quindi fare la differenza tra vincere o perdere, specie se le barche sono identiche, i pesi simili e le scelte di regolazioni affini.
Per Gabriele Benussi Capri è prima di tutto un luogo di lavoro come lui stesso racconta. "Un bellissimo luogo di lavoro, ma quando sono fuori, in mare, la mia testa, la mia concentrazione è tutta verso le condizioni, il meteo, il mare, il vento e naturalmente le direzioni. Dal mare osservo Capri come imponente e importante, ma in quegli attimi è come se non la vedessi, perché mi passa in secondo piano. Finito il mio lavoro, appena sceso dalla barca, inizia la mia scoperta dell'isola. Mi piace girarla a piedi e scelgo le baie più nascoste e difficili da raggiungere per fare il bagno. Dopo parecchi anni che vengo qua a regatare la conosco così bene che posso anche dire di esserci stato in vacanza".
Sport, natura, attività fisica, ma le regate della Rolex Capri Sailing Week sono anche una occasione per partecipare a uno dei più bei crew party della stagione velica. Ormai è una tradizione la serata alla "Canzone del Mare" in cui tutti gli equipaggi, nelle loro divise da terra, si ritrovano per una serata in compagnia. Ogni anno un tema differente. Per il 2009 la serata è stata dedicata a Gracie Fields che creò questo mitico luogo, un salotto ad anfiteatro che ha accolto tutto il jet set internazionale dal dopoguerra ad oggi. Gracie arrivò a Capri nel 1927, ma allora era solo il mito della canzone inglese, perché le porte del cinema che fecero di lei una delle attrici più pagate ed importanti di Hollywood si aprirono pochi anni dopo. Prese alloggio a Marina Piccola e da allora ogni anno il Fortino dei Patrizi, costruzione francese dell'800 nata per difendere l'isola, divenne il suo rifugio. Dopo la fine della guerra finalmente lo acquistò e il suo sogno prese vita. La "Canzone del Mare" fu inaugurata l'8 luglio del 1950 con una festa che ancora oggi a Capri viene ricordata. E proprio a lei Rolex ha voluto pensare per la serata degli equipaggi. Affascinanti sirene vestite di azzurro e candele azzurre hanno fatto da sfondo alla voce di Serena Autieri, intensa cantante di indimenticabili note napoletane. Dopo, come da tradizione, la scatenata e travolgente orchestra della taverna "Anema e Core" ha fatto ballare tutti per ore. Anche i triestini più riservati e timidi.
"Queste serate" precisa Carlo Alberini "sono un appuntamento oramai abituale. Certo c'è lusso, ma sempre con eleganza pacatezza e raffinatezza. Capri ha avuto e conserva tutt'ora un suo stile unico. Sarà che non ci possono essere troppe auto, che spostarsi non è semplice, che lo scenario è così bello che sovrasta sempre tutto, ma a Capri non c'è mai ostentazione, eccessi squillanti o volgari".
Quest'anno per raggiungere la "Canzone del Mare" gli equipaggi che avevano scelto gli alberghi di Capri hanno scelto di fare, al tramonto, la via Kupp che collega la zona della Certosa a Marina Piccola.
"Uno spettacolo unico" dice Carlo Alberini. "Vederla dal mare dà l'impressione di un'opera imponente, ma vederla dall'alto e poterla percorrere proprio al tramonto fa pensare a una vera e propria opera d'arte".
Capri dunque un luogo perfetto? senza una pecca? E' Pietro Corbucci, contro-tailer a bordo di "Calvi Network" e il "piccolo" del gruppo, che ha il coraggio di ammettere che "forse c'è un po' troppa gente, troppi turisti intendo.
Noi siamo fortunati sia perché la vediamo in periodi bellissimi come maggio, sia perché ci possiamo soggiornare la sera, in cui tutto è più tranquillo. Ma di giorno, in periodi di alta stagione, penso sia difficile poterne cogliere la vera essenza e il vero spirito".
Uno spirito ed una essenza che ha trovato nella vela il giusto sport con cui sposare l'amore e la passione per il mare ed il vento.

