Palmaria, la regina fra due paggi marini

– di Sandro Tesoro

Il culto di san Venerio.
Il turismo balneare e la Camminata ecologica che si tiene ogni anno lungo il suggestivo tragitto con partenza dal terrizzo dove approdano i traghetti.

La Grotta del roccio e quella dei colombi.
Le cave del pregiato marmo nero con screziature chiare.
Il Centro di educazione ambientale fondato nel 1994 con sede in un fortilizio.

200707-4-1mNelle acque antistanti Porto Venere si trova l’Arcipelago con le tre isole, Palmaria, Tino e Tinetto, le quali sicuramente rappresentano il cuore pulsante del Parco naturale regionale di Porto Venere, istituito il 20 settembre 2001.
Il Tino, dove si trovano interessanti vestigia risalenti all’XI secolo e la chiesa dedicata al culto di san Venerio, è zona militare e su di essa l’accesso è consentito soltanto in occasione delle festività in onore del santo (13 settembre). Vi si trovano i ruderi dell’antica abbazia dedicata al santo, edificata nell’XI sec., quale trasformazione della cappella costruita nel VII secolo nel luogo dove fu ritrovato il corpo di Venerio, nato alla Palmaria e morto in eremitaggio al Tino.
L’isolotto del Tinetto, spoglio di vegetazione, conserva antiche testimonianze della presenza di comunità religiose in questo comprensorio, costituite dalla presenza dei ruderi di due distinti organismi: nella parte occidentale dell’isola c’era un piccolo oratorio del sec. VI con abside orientata a levante dal quale sorgeva un edificio più complesso. Quest’ultimo, con chiesa a due navate e celle per i monaci, presenta differenti fasi costruttive che si sono succedute fino all’XI sec., quando venne distrutto ad opera dei saraceni. Si ritiene inoltre interessante segnalare la presenza sull’isolotto di un rettile caratteristico, il pordacis muralis tinettoi, una specie di lucertola rarissima. Delle tre isole dell’arcipelago, la Palmaria è quella più frequentata e conosciuta, soprattutto tra gli spezzini, per quanto riguarda il turismo balneare: ogni anno le sue spiagge vedono riversarsi migliaia di bagnanti che la scelgono per la limpidezza delle acque che lambiscono i litorali. La Palmaria (che probabilmente deve l’origine del suo nome al termine “Balma”, grotta, piuttosto che alla presenza di palme nane) presenta interessanti valori paesistici, determinati anche dalle differenti caratteristiche orografiche dei suoi versanti: l’orientale, che scende gradatamente a mare coperto da una ricca vegetazione di tipo mediterraneo; l’occidentale, definito da ripide scogliere che raggiungono i 188 metri di altitudine.
Per evidenziare le caratteristiche dell’isola ne forniamo una descrizione prendendo lo spunto da uno degli itinerari più interessanti, che è poi quello su cui si svolge la manifestazione sportiva più importante, la “Camminata ecologica della Palmaria”, organizzata ogni anno nel mese di maggio. La partenza avviene dal Terrizzo, punto di approdo dei traghetti, dal quale ci si dirige a levante verso la Batteria fortificata Umberto I° costruita sotto l’amministrazione sabauda del conte Cavour e adibita a carcere fino agli anni ’50. Esso sorge sulla punta della Scuola e sovrasta cala Schenello: dopo importanti lavori di restauro, eseguiti dal Comune di Porto Venere e dall’amministrazione provinciale della Spezia con il contributo della Comunità europea, ospita mostre tematiche, convegni (fra cui il seminario sulla rete delle isole minori italiane: “Le Isole del Tesoro. Il Tesoro delle Isole”), spettacoli e importanti eventi culturali ed è gestita dal Comune di Porto Venere.
Poco prima del forte, la strada si biforca e, svoltando a destra, raggiunge il lato orientale dell’isola, quasi per nulla antropizzato, attraverso un sentiero che si snoda in mezzo a profumatissime ginestre, cisti dalle vivaci fioriture, orchidee selvatiche, mirti dall’aroma delicato ed altre piante della macchia mediterranea. La strada raggiunge la Punta della Mariella, poi sovrasta la Grotta del roccio e l’insenatura del Pozzale dove si trovano alcune cave di “portoro”, il caratteristico marmo pregiato nero con screziature chiare, attive fino a pochi anni fa. Da qui incomincia la salita verso il Capo dell’Isola dove si aprono numerose piccole cavità (notevole la Grotta dei Colombi dove furono trovati resti umani ed animali risalenti al Neolitico, ora ospitati presso il Museo civico della Spezia) e poi verso la cima dell’isola dove si trova il Semaforo e il Forte Cavour. La discesa si snoda tra pini d’Aleppo e pini marittimi fino a raggiungere la punta nord-occidentale dell’isola in prossimità di una nicchia che un tempo ospitava il busto di re Carlo Alberto, eretto in onore di una sua visita alle cave nel 1837.
Di fronte, oltre lo stretto braccio di mare, si staglia con la sua inconfondibile sagoma, la chiesetta di san Pietro, e sullo sfondo si ergono imponenti le pareti calcaree di Muzzerone. Accompagnati dalla visione unica del panorama delle case-torri che costituiscono l’indimenticabile palazzata a mare di Porto Venere, ci si avvia a concludere il giro dell’isola ritornando al Terrizzo da dove aveva avuto inizio l’itinerario.
Essendo l’isola Palmaria per tutta la sua estensione compresa nell’area del Parco naturale regionale di Porto Venere, il Comune si è attivato per la realizzazione di importanti azioni volte alla sua tutela, ma soprattutto alla definizione di un progetto finalizzato ad una fruizione intelligente delle sue bellezze naturali e paesaggistiche. In questo ambito propositivo è stato costituito nel 1994 il Centro di educazione ambientale, gestito dall’amministrazione comunale. La struttura, ubicata in un fortilizio che ospitava una Batteria sperimentale della Marina militare, consente il soggiorno in camerate con uso di cucina ed ha ampi spazi al coperto e all’aperto per attività di studio e ricreative. È meta ogni anno di un gran numero di giovani, motivati da tematiche ambientali, che oggi si muovono non per mero diletto, bensì per approfondire le loro conoscenze. In quest’ottica il Centro rappresenta un elemento di fondamentale importanza per la fruizione del Parco, soprattutto da parte dei ragazzi, e si avvia a divenire un centro di turismo consapevole, di educazione ai valori dell’ambiente, di sperimentazione, di studio e di ricerca.
Di recente inaugurazione è invece il Centro di educazione ambientale di Porto Venere. Questo costituisce un nuovo polo di ricezione turistica per Porto Venere, il Golfo dei Poeti e la provincia spezzina, con un livello elevato di standard rispetto alle medie dei servizi extralberghieri, uno spazio in cui possono trovare posto 52 persone e in cui si possono sviluppare corsi o convegni. Una realtà integrata con il territorio in cui portare avanti un rinnovato modo di fare turismo conciliando lo studio, la scoperta del territorio e la valorizzazione dell’ambiente con la vacanza.
La sede è situata al primo piano dell’edificio scolastico di Porto Venere in posizione dominante sul centro storico, nel cuore del sito patrimonio mondiale dell’umanità e del Parco naturale di Porto Venere.
La struttura ha tutte le caratteristiche organizzative di un ostello, ma rientra in un programma di valorizzazione e di sviluppo del turismo ambientale per scuole, università, gruppi di ricerca, e anche associazioni o gruppi che vogliano svolgere una serie di attività legate all’ambiente, alla cultura e alle tradizioni locali.
Una struttura che garantisce la copertura di uno specifico fabbisogno ricettivo che nel territorio di Porto Venere ancora non esisteva.

IL SECONDO SEMINARIO DELLE ISOLE MINORI
”Dal 20 al 23 settembre prossimo si terrà all’Isola Palmaria la seconda edizione del seminario delle isole minori italiane. Indetto dall’Associazione nazionale dei Comuni delle isole minori (Ancim), dal Comune di Porto Venere e dal Parco naturale regionale di Porto Venere si prefigge di approfondire le potenzialità emerse nel corso del seminario del 2006 per lo sviluppo delle rete delle isole.
In particolare potranno essere sviluppate le quattro linee strategiche che sono emerse con più forza nell’ambito del primo incontro: economia e turismo, territorio e ambiente, ricerca, formazione e cultura.
La proposta è di organizzare per ogni linea un tavolo di lavoro con i Comuni e gli enti interessati (enti di ricerca, fondazioni ed istituti bancari, fondazioni culturali, regioni, province, ministeri, autorità portuali, università, camere di commercio, associazioni di categoria ecc.) che inizi le attività immediatamente e presenti le prime conclusioni al seminario.
È auspicabile che il coordinamento dei tavoli sia svolto da diverse amministrazioni di isole minori.”

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