Quel ragazzo di Porto Venere tra mare e nuove tecnologie

– di Francesca Pappacena

Ricordo di Gino Montefinale, “dotto nella scienza delle onde elettriche”, che collaborò con Guglielmo Marconi (insieme nella foto). La suggestione del rimorchiatore della Marina militare sul quale il genio bolognese faceva le sue prove di radiotelegrafia. Le missioni alla Conferenza radio di Washington e a Madrid per la stesura del primo regolamento sull’impiego delle radiofrequenze, la direzione delle Officine Marconi a Genova fra le tappe del percorso di successi del Comandante ligure, successivamente gran divulgatore scientifico.

Questo mio breve scritto s’ispira alla pubblicazione di Paolo Noceti “Gino Montefinale (un ragazzo di Porto Venere)” per offrire a voi lettori il ricordo di un personaggio storico della mia Porto Venere. Ai tempi dell’esame di maturità incentrai la mia “tesina” sulla figura del Golfo della Spezia tra il 1800 e la fine della seconda guerra mondiale, passando dalla nascita del futurismo e della pittura aerea agli esperimenti di Guglielmo Marconi nelle acque di Porto Venere. Proprio in quell’occasione ebbi la possibilità di approfondire la mia conoscenza su Gino Montefinale che fu uomo di mare e tecnologia. Nato a Porto Venere (9 giugno 1881) ebbe un lungo percorso di formazione militare, di studio e lavoro nello sviluppo delle nuove scienze tecnologiche di comunicazione.

L’avventura marconiana del “ragazzo di Porto Venere” iniziò, idealmente, nel luglio 1887 quando, nelle acque antistanti Porto Venere comparve il rimorchiatore numero 8 della Marina militare a bordo del quale Guglielmo Marconi faceva le sue prove radiotelegrafiche. Ufficialmente la collaborazione di Montefinale e Marconi iniziò con il trasferimento del “ragazzo” a Roma.
Nel 1927 venne inviato dal Ministero alla Conferenza radio di Washington come delegato della Marina italiana. Nel 1932 a Madrid fu presente alla stesura del primo Regolamento internazionale sull’impiego delle radiofrequenze. Insieme a Tittoni, Mascagni ed altri illustri dell’epoca, fece parte del primo Organismo nazionale di controllo sulle radiofrequenze. Nel 1931, al fianco di Marconi, assiste all’attivazione di una stazione Marconi nei giardini vaticani.

Poco tempo dopo fu proprio Montefinale a dirigere la realizzazione della prima stazione radiotelegrafica vaticana. La sua collaborazione con Marconi fu duratura e proficua, permettendo al Comandante di conoscere l’uomo dietro l’Inventore. Nel dicembre del 1934 il Comandante Montefinale lasciò la Marina militare per assumere, su richiesta dello stesso Marconi, la direzione delle Officine Marconi di Genova, di cui continuerà ad occuparsi fino al 1944, anche dopo lo spostamento delle Officine da Genova negli Uffici di direzione a Montecatini Terme, lo Stabilimento a Pistoia, per effetto della guerra.
Con l’armistizio le Officine vennero spostate nuovamente, con trasferimento dello stesso Montefinale, questa volta in “solitario”. Infatti il Comandante tornò a Genova senza l’amata famiglia vivendo con loro un rapporto a distanza. Nei suoi diari è palpabile il clima di tensione e pressione a cui l’uomo era sottoposto. Nel 1944 Montefinale fu costretto, per ordine delle autorità tedesche di occupazione, a dimettersi dalla carica di direttore delle Officine. Nonostante sia avvenuto quanto sopra, dopo la Liberazione, nel 1945, il Comandante fu accusato di collaborazionismo e processato.

Era in atto “l’epurazione”. Durante un’udienza processuale il Pubblico ministero accusò Montefinale di avere operato e fatto operare nelle Officine Marconi durante tutto il conflitto con identico impegno e stessa intelligenza. Con l’onestà, la calma e la chiarezza che da sempre lo hanno distinto, Montefinale ebbe a rispondere: “Ma io credevo che la guerra dovessimo cercare di vincerla”.
Fu assolto per sopravvenuto spontaneo intervento della Curia arcivescovile genovese, guidata allora dal cardinale Siri, e per onesto, intelligente operare di giudici apolitici. Altro avvenimento legato all’avventura marconiana del Comandante Montefinale fu il conferimento della “Fronda d’Oro”, riconoscimento culturale ai liguri benemeriti che in patria o nel mondo hanno onorato ed onorano, in qualche forma dell’attività umana, la terra ligure e la sua gente. Il conferimento della “Fronda d’Oro” avvenne a Chiavari nel settembre del 1963 con la seguente motivazione: “Tecnico di grande valore, collaboratore di Guglielmo Marconi nelle storiche esperienze dell’Elettra, ha dato agli studi della radiotelegrafia efficacia di volgarizzazione, contribuendo così, specialmente per la conoscenza dell’uso del radar, alla preparazione dei giovani aspiranti alla carriera del mare e dell’aviazione”.

Numerose sono state le collaborazioni giornalistiche del “ragazzo di Porto Venere” su argomenti scientifici e storici. Fu consulente dell’Enciclopedia Hoepli nel settore telecomunicazione-radio, dei Musei e della Tecnica di Milano e del Navale della Spezia.
Nel corso della sua vita il Comandante ricordò spesso il borgo natio in scritti e disegni oggi custoditi dalla figlia Anna Maria e dal marito Paolo. Gino Montefinale morì a Genova il 21 dicembre 1974. Per mantenere viva memoria del Comandante, in corrispondenza della casa/torre numero 25 dello storico carruggio, è stata collocata la targa/lapide che riporta questa scritta: “In questa casa nacque il 9 giugno 1881 e visse la sua giovinezza Gino Montefinale, strico, scrittore, artista, dotto nella scienza delle onde elettriche. A trent’anni dalla sua morte il 21 dicembre 2004 il Comune e la Pro Loco di Porto Venere”.

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