Un cenacolo per stranieri con due eccezioni

– di Antonella Basilico Pisaturo

Ad Anacapri, Otto Sohn Rethel accoglieva a Villa Lina solo artisti provenienti dall’estero, soprattutto tedeschi, perché portavano le novità delle avanguardie europee.
Ma aprì le porte agli isolani Raffaele Castello e Rosina Viva colpito dalla loro originalità.
E nella villa del ritrattista tedesco la pittrice naive anacaprese incontrò l’uomo della sua vita.

Numerosissimi, come si sa, furono nell’Ottocento i viaggiatori per lo più stranieri che, seguendo la consuetudine settecentesca del Grand Tour, il viaggio con cui i giovani aristocratici perfezionavano la propria formazione, giungevano in Italia per visitare le città d’arte. In questo itinerario Napoli rappresentava una meta ambita, non solo per la sua storia, ma anche per i luoghi celebri del suo golfo, tra cui le isole di Capri, Ischia e Procida, definite da Gregorovius “un meraviglioso paradiso”.
L’interesse per Capri inizia relativamente tardi, dopo il 1826, anno in cui fu “pubblicizzata” dal tedesco Kopisch la notizia della scoperta della Grotta Azzurra, in realtà già ben conosciuta dai locali. Da questo momento, sia per il forte richiamo della “magica” grotta che tutti vogliono visitare, sia per i facilitati collegamenti dell’isola con la terra ferma, Capri diventa la meta preferita non solo di ricchi turisti, ma anche di scrittori, poeti, pittori ed intellettuali di varie nazionalità, che ritrovano nelle suggestive bellezze naturali e nelle testimonianze del passato, di cui l’isola è ricca, sempre nuovi e stimolanti motivi d’ispirazione.
La “…piccola isola ideale ove si vive all’aperto, in pieno sole, circondati dal mare blu e dagli aranceti, dagli uliveti e dai fiori…” descritta da Renoir durante un suo soggiorno a Capri, nel 1881, diviene una vera colonia di artisti che si riuniscono per discutere di pittura e confrontare le emozioni suscitate da quel panorama ora dolce e pacato, ora cupo e tormentato.
Uno di questi luoghi di incontro è rappresentato, agli inizi del Novecento, dalla casa di Otto Sohn Rethel, abile disegnatore e ritrattista tedesco che, trasferitosi sull’isola, trasforma la sua Villa Lina, ad Anacapri, in un “cenacolo” dove ricevere, abitualmente, gli intellettuali stranieri che recano notizie sulle recenti, ma già forti correnti di avanguardie europee. Lo stesso Sohn Rethel, oltre alle influenze originarie della scuola di Dusseldorf e delle pitture di Hans von Marées, che aveva ammirato nella Stazione Zoologica di Napoli, risente sicuramente della moderna influenza espressionista, come appare dal tratto forte ed incisivo dei suoi disegni a matita o a sanguigna.
A queste riunioni culturali, di cui, per la verità, poco è noto, sono ammessi soltanto artisti stranieri, per lo più tedeschi, unica eccezione viene fatta per Raffaele Castello e per la pittrice naive Rosina Viva, entrambi di origine caprese, la cui presenza è, sicuramente, dovuta alla forte originalità del loro linguaggio pittorico, da Sohn Rethel ben avvertita.
Per Raffaele Castello l’incontro con artisti provenienti da scuole e culture diverse rappresenta non soltanto la possibilità di ampliare la propria formazione artistica, ma soprattutto la spinta a lasciare l’isola per un lungo giro in Europa, che si concluderà nel 1935. In questi anni, abbandonata la tradizione figurativa, il linguaggio di Castello, influenzato da artisti come Malevic, Klee, Mondrian, o Calder, con cui è venuto in contatto, evolve in un astrattismo geometrico che l’artista perseguirà anche una volta tornato in Italia.
Diverso il percorso artistico di Rosina Viva, che inizia a dipingere con un linguaggio semplice e fantasioso, proprio su incitamento di Sohn Rethel. In una delle riunioni del “cenacolo”, Rosina incontra il pittore Benjamin Vautier, giunto sull’isola per una breve vacanza che, innamoratosi perdutamente di lei, la sposa e si stabilisce ad Anacapri. A questo punto, forse per le incombenze familiari, la vena artistica della pittrice viene messa a tacere finché, con lo scoppiare della guerra, Rosina si trasferisce con la famiglia in Svizzera dove la sua creatività e la sua gioia di dipingere ritornano impetuosamente a galla.

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