35 sorrisi e tanta concretezza

– di Roberto Gianani

La fervida attività della sezione insulare della Fidapa presieduta da Giulia Ferrario Borà.
Progetti e ambizioni.
Itinerari di cultura e dibattiti.
Signore del Sud che non urlano: operano.
La Cena delle candele a fine anno.
Imperdonabile la scarsa attenzione degli amministratori locali.

Ringraziando Iddio, in questa Capri tutta firme e vetrine, Giulia Ferraro Borà non è una manager da calendario, ma una donna semplice e determinata che ama la sua isola e ne è ricambiata. Da due anni è la presidentessa della sezione Fidapa di Capri, un’organizzazione creata sull’isola nel 1970, associata alla Federazione nazionale nata a Roma nel 1930.
La Federazione ha lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle arti, delle professioni e degli affari autonomamente o in collaborazione con altri enti.
Giulia Ferraro Borà ha gli occhi neri allegri e un sorriso appena accennato che forma una piccola piega all’angolo della bocca. La sua casa di via Tuoro è riscaldata dal calore di una risolutezza contagiosa che trova luce nello sguardo della presidentessa.
“Questo incarico ha sollevato dentro di me un’onda piena di emozioni positive che mi accompagna durante le mie giornate e mi porta ad assaporare la vita in maniera diversa, più concreta. Ho scoperto che si può lavorare insieme, senza protagonismo e senza false vetrine”.
– Quante sono le iscritte a Capri?
“Al momento siamo un gruppo di trentacinque donne, molto variegato. Fra queste Gianna Pedrazzini, pittrice di fiori e di marine, la preside Mena Cancello Perrone, Adelaide Anastasio Ruotolo impegnatissima nel sociale, Adriana di Fiore Settanni e Flora Lovatti Massa che operano nella moda, Antonietta Manca Ruotolo che dipinge su porcellana e la creatrice di gioielli Vittoria Califano Aprea. E tutte le altre entusiaste, attive, dinamiche”.
Un dinamismo che trova riscontro in azioni e progetti concreti: visite guidate alla Certosa, incontri letterari come l’ultimo sul tema “Francesca e Nunziata”, il libro di Maria Orsini Natale, la conferenza a Palazzo Cerio su “La donna ateniese del periodo di Pericle nella vita e nella tragedia”, l’incontro col dottor Aprea sul tema “Osteoporosi, prevenzioni e cure”. E, poi, le recensioni di opere letterarie, attività di volontariato per la ricerca sul cancro, concerti di musica classica, premi di poesia, dibattiti sul pavimento maiolicato della chiesa di San Michele di Anacapri, visite guidate a monumenti e luoghi storici delle città italiane. Alla fine di ogni anno, la Cena delle Candele, un appuntamento non solo per riunirsi, ma anche per scrivere insieme le prime pagine di un nuovo programma, di un nuovo itinerario che profumi di donna. Giulia Ferraro Borà ha il gusto della concretezza e conosce il sapore delle cose.
“Io, di quest’isola, amo le sensazioni semplici: le rocce, il mare, il vento. Il mio impegno è di donna del Sud che non si ribella in maniera eclatante, mettendo nel lavoro un’energia bambina e nello stesso tempo intensa. Siamo determinate ma non alziamo la voce. Le cose preferiamo farle, non urlarle. Non amiamo la retorica e non amiamo molto i politici”.
La presidentessa non è la solita presenza decorativa, ma una figura piena di garbo e anche di grinta. Il mondo delle donne di Capri e Anacapri passa di qui, da questa associazione con trentatré anni di vita che prende per mano l’isola al femminile e cerca di portarla verso un domani fatto di impegno sociale, cultura, iniziative umanitarie. Le amministrazioni comunali di Capri e Anacapri, e in particolare i sindaci, dovrebbero usare maggiore attenzione per la Fidapa, non fosse altro che per un atto di cavalleria nei confronti del gentil sesso.

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