A cena con la luna

– di Mimmo Carratelli

L’invito irresistibile di Roberto Gianani e le sue deliziose pagine di racconti nati da appunti sparsi e avventurosi, proprio il disordine di ogni cuore sentimentale. Stagioni, volti, paesi, incontri si susseguono sui fogli di un libro delicato. La musa che trasforma un manager febbrile in uno scrittore garbato e sognante. Il mare protagonista assoluto, avventura e libertà.

Romantico, sognatore, navigante di memorie, cuore marino, scrittore delicato: come resistere all’invito di Roberto Gianani, che è tutto questo, e anche più, come non raccogliere il suo invito a una cena con la luna (“A cena con la luna”, Marlin Editore), appuntamento lieto, nostalgico, vibrante su leggere pagine di carta, sfiorate da parole che sono gabbiani di grazia e sentimento, colorate di albe e tramonti, tremule di tenerezze struggenti, suggestive di incantesimi?
Roberto scrive ispirato da una musa gentile che soffia sul suo cuore e su una vecchia “biro” che traccia frasi, messaggi alati, ricordi di seta, appunti di viaggi, catturando volti e suoni, brezze, paesaggi e approdi, gesti, malinconie e felicità. Scrive, il malandrino di cuore, su fogli sparsi, raccattati fortunosamente, il risvolto di una busta, il retro di un invito mondano, il lembo di una ricevuta, il foglietto volante di un blocknotes, la pagina strappata da una agenda. E ogni luogo e ogni tempo sono buoni per tracciare le frasi veloci e urgenti, un angolo della cucina di casa, il tavolo di un ristorante, il cavo di un divano morbido, una notte insonne, una pausa in ufficio, una traversata verso Capri e il sedile di un traghetto.
Scrive appena la musa lo solletica e non gli dà il tempo di avere un quaderno in ordine. I suoi fogli e fogliettini volanti sono farfalle deliziose e disordinate che poi cattura e mette in ordine come un puzzle e, miracolo, i pensieri si allineano disciplinati nella stesura definitiva del testo che conserva la delicatezza degli originali fortunosi e lievi.
La musa, poi. Quali delle nove figlie di Zeus? Euterpe per trasfondergli la musicalità delle parole, Erato per esaltarne il lirismo romantico, Calliope per avvincerlo nella poesia elegiaca, Tersicore perché le sue parole danzino nelle anime dei lettori? Il sospetto legittimo è che Roberto sia la musa di se stesso. È l’altro Roberto, quello che, sottraendo il manager agli impegni quotidiani, lo richiama dal profondo dell’anima ai sogni, alle fantasie e ai ricordi inondandolo di sensazioni, emozioni e impressioni sul filo d’oro del sentimento. Gli appunti meravigliosamente disordinati di Roberto riflettono il disordine del cuore, di ogni cuore sentimentale, delicato e disponibile, le calme e le tempeste di ogni cuore vivo, aperto ai sussulti della vita, agli stupori e alle delusioni, alle fiabe e alla realtà cruda. Un cuore battagliero batte nel petto di Roberto e nei suoi scritti di una magìa che incanta. È un cuore che raccoglie i battiti di tutti.
Così, inevitabilmente, ci siamo proprio tutti con Roberto, a cena con la luna, vecchi amici, marinai conosciuti sui bordi di un porto, pescatori di totani, personaggi delicati dei paesi che frequenta, donne sognanti, fanciulle stravaganti, artisti della sua vita tra gli artisti, scrittori più simili a lui, compagni semplici di discorsi su una spiaggia o al bar, in serate vellutate, e il cane Whisky, il suo immenso cucciolone col muso affascinante e il pelo straordinariamente caldo e colorato proprio come la bevanda che ne ha ispirato il nome.
Il manager che è Roberto Gianani, attivissimo, febbrile, imperioso, nel colorato regno della ceramica, sfuma nei suoi racconti per diventare di ognuno l’amico del cuore, attento e delicato, il compagno di viaggi incantati, fra isole e coste, i viaggi tra fantasia e realtà narrati in questo libro sentimentale, ma di sentimenti pieni.
Andando con Roberto, a cena con la luna, si va subito al dolce, che è il dolce del suo racconto, un buon dolce fatto in casa dal sapore genuino e indimenticabile. Troppo dolce, lo abbiamo spesso provocato, suggerendogli qualche spruzzata di limone. Senza parlare, i suoi occhi hanno detto no, niente limone, la vita è già aspra e bisogna sorvolarla con leggerezza, tra le nuvole leggere delle sue parole recuperate dal risvolto di una busta, dal retro di un invito mondano, dal lembo di una ricevuta, dal foglietto volante di un block-notes, dalla pagina strappata da una agenda per farsi racconto amichevole, garbato, appassionato, come deve succedere a una cena con la luna.
Roberto è là, alla testa del tavolo di amici, e racconta la vita che abbiamo vissuto e quella che abbiamo sognato, le carezze avute e quelle sfuggite, gli incontri e le occasioni, e, ovunque, è un paesaggio di mare, di libertà e di sogno. L’azzurro del mare colora il libro di Roberto Gianani e il mare lo muove per tutti i naviganti del mondo che sanno andare sulle onde e nella vita. A volte è una ninna-nanna, onda su onda, a volte è il mistero, il fascino, l’immensità di un’acqua azzurra solcata da creste bianche, mare grande, promessa, invito, fantasia.
Nel libro scorrono le stagioni, le persone e i luoghi custoditi nel cuore dello scrittore che il racconto propone partendo da spunti occasionali, l’imbeccata per voli ampi sul senso del tempo che va e delle cose che cambiano. Una vena filosofica leggera, un palpito di pensieri più profondi. Ma il racconto non si scosta mai dalla grazia della narrazione cuore a cuore, dalla leggerezza di una cena con la luna, con Roberto Gianani, col suo estro di anfitrione generoso.
“A cena con la luna” è da leggere e rileggere, a sera, quando il mondo sembra fermarsi, sospeso tra un desiderio e un sogno, il momento magico in cui il sole, grande e rosso, esita sull’orizzonte prima di scomparire e si annunciano le prime stelle.

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