Artisti di tutto il mondo a Villa San Michele

– di Vittorio Bernardini

Quando il medico-scrittore svedese arrivò ad Anacapri su un’asinella color cenere.
La villa bianca, il Santuario degli Uccelli, il museo.
L’incontro con Montanelli.
Luisa Casati Stampa, una enigmatica inquilina.
La Fondazione presieduta dal sovrintendente Peter Cottino ha varato un ricco calendario di eventi e concerti che si protrarranno sino a settembre.

Il dottore svedese Axel Munthe, laureato in medicina a Parigi, sbarcò a Capri quando aveva 38 anni, la faccia chiara, i capelli castani ondulati, leggermente stempiato, dritto come un fuso, gli occhialini da professore e una elegante paglietta francese. Sfuggì all’attrazione e alla folla di Capri, e, a dorso dell’asinella Rosina, che aveva il pelo color cenere, raggiunse Anacapri. Era il 1895.
Quello che fece, nel paese di sopra, e di cui scrisse in uno dei libri più letti al mondo, lo rese immortale. Edificò una villa bianca, lavorandoci dall’alba al tramonto con gli operai del luogo, e acquistò un terreno di 10mila metri quadrati sotto il Monte Barbarossa per farne uno stupefacente giardino dove piantò di tutto, mirti e ginepri, quercioli ed euforbie, cipressi e ginestre. Più che acquistarlo se lo fece dare come parcella da un macellaio di Anacapri, don Rafele, dopo averlo guarito strappandolo alla morte. Il giardino, che Munthe cinse con un’alta rete di protezione, divenne rifugio di tortore, beccacce, merli, beccafichi e tordi. Fu il Santuario degli Uccelli. Si racconta che le quaglie di passo vi si fermassero all’andata e al ritorno, protette dal divieto di caccia che Munthe impose irritando i cacciatori isolani.
La casa che chiamò Villa San Michele, “aperta al sole, al vento e alla voce del mare”, con finestrelle a bifora, stanze, camminamenti e cortili, è oggi meta ininterrotta di visitatori con la sua terrazza protesa sull’abisso del mare, la cappelletta dove Munthe cantava con voce baritonale composizioni di Schubert e il più originale museo mai inventato da un uomo con una stazione ornitologica internazionale, una sfinge di granito rosa, antica di tremila anni, la testa bellissima di Afrodite, una tazza d’agata, vasi greci, frammenti di marmo con iscrizioni latine, capitelli e statue. Una vera acropoli svedese, però grecizzante, che ebbe in Aniello Maresca un guardiano cieco e fedele.
Come hanno scritto Alma Siracusa ed Ermanno Vuotto nel prezioso libricino “Capri porto dei sogni”, edito dall’Arte Tipografica di Napoli nel 1957, “Axel Munthe è stato per il verde paesino alle falde del Monte Solaro ciò che Tiberio è stato per Capri”. Cioè la massima pubblicità per l’isola e il maggior vanto di Anacapri.
Francesco Caravita di Sirignano non ebbe mai in simpatia il medico-scrittore svedese e Montanelli quando lo incontrò a Villa San Michele, ancora giovane e seducente, lo giudicò “un prepotente, mostruoso egocentrico che non si riconosceva pari che a se stesso” con una corte soprattutto di donne, “quasi tutte nordiche, e di altissima qualità, di lombi, di sangue, di cultura e di stile”.
L’affascinante dottore ospitava nella villa bianca di calce l’imperatrice Elisabetta d’Austria, la zarina Alice di Russia, Eugenia Bonaparte, Irene di Grecia e, naturalmente, la regina Vittoria di Svezia che lo elesse a suo medico personale e, con Munthe, passeggiava per Anacapri fermandosi a prendere il tè all’Hotel Paradiso, lei con un barboncino in braccio, lui tenendo al guinzaglio uno dei suoi amati cani che ospitava numerosi nella villa.
Quando, a 53 anni, Munthe perse la vista all’occhio sinistro, lasciò la villa troppo luminosa ritirandosi nella Torre Materita che aveva fatto restaurare. Dette in fitto Villa San Michele alla marchesa Luisa Casati Stampa che vi aggiunse la sua personale leggenda di donna dandy ed enigmatica, la passione per l’occultismo e la droga. Vestiva sempre di nero e si tingeva i capelli ora di rosso ora di verde. “L’unica donna che mi abbia sbalordito” disse D’Annunzio, il più celebre dei suoi amanti. Un giorno, la marchesa sbalordì del tutto lo scrittore inglese Compton Mackenzie ricevendolo tutta nuda e sdraiata su una pelle d’orso.
Munthe lasciò Capri nel 1943 a 86 anni dopo essere vissuto ad Anacapri per 48 anni. Si spense a 92 anni nel Palazzo Reale di Stoccolma l’11 febbraio 1949.
Questi fugaci ricordi sono per dare spazio al ricco calendario di eventi della Fondazione Axel Munthe presieduta dal viceconsole svedese in Italia Peter Cottino, padre torinese e madre di Stoccolma, un colosso di uomo con un filo di barba e la testa rasata, giunto l’anno scorso ad Anacapri. Gli eventi hanno avuto inizio a maggio con i concerti del violoncellista Raphael Zweifel e del pianista Matti Hirvonen e, in giugno, segnalano il Viktoria Tolstoy & Jazztrio in occasione della Festa nazionale svedese (domenica 6), il Duo Mark Varshavsky-Christine Lacoste, il Drottningholm Baroque Ensemble.
Ecco il prosieguo delle manifestazioni e degli spettacoli nella cornice di Villa San Michele.
Domenica 20, lunedì 21 giugno: serate di film svedesi (ore 21).
Venerdì 25 giugno: concerto del pianista Michele Valenti che eseguirà musiche di Liszt (ore 19,30).
Venerdì 2 luglio: anteprima mondiale del cd “Villa San Michele” col mezzosoprano Katarina Bohm, il baritono Lars Johansson e il pianista Mattias Bohm (ore 19,30).
Sabato 3 luglio: presso Villa Rosa in viale Axel Munthe, inaugurazione della Mostra d’arte contemporanea Vertigo in collaborazione con la Fondazione Maria Bonnier-Dahlin, Svenska Institutet e Arbetsformed-lingen Kultur Ostra Regionen (ore 19).
Venerdì 9 luglio: concerto del pianista Leonardo Angelini e del soprano Pia Marie Nilsson (ore 19,30).
Venerdì 16 luglio: il pianista Francesco Caramiello eseguirà musiche di Bach, Schuman e Liszt (ore 19,30).
Venerdì 23 luglio: incontro letterario con Joe R. Lansdale e Niccolò Ammaniti in collaborazione col Comune di Anacapri, Ravello-Festival ed Edizioni La Conchiglia (ore 19). Concerto della pianista Franciska Skoog e del violinista Paul Waltman (ore 23).
Venerdì 30 luglio: concerto del Lucern Salon Quintett con il soprano Madelaine Wibon (ore 23).
Sabato 14 agosto: presentazione de “I canti del caos” di Antonio Moresco (ore 19).
Venerdì 17, sabato 18 settembre: rassegna di jazz e musica contemporanea ed elettronica “Munthes Axel” con S.L.E.M., Ensembel Son e Nacka Forum.

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