C’è Pulcinella a Venezia

– di Nino Martelli

Il recupero e il restauro di otto affreschi di Giandomenico Tiepolo sono stati lo spunto per un evento straordinario in occasione del bicentenario della morte del grande pittore.
Il violinista Lino Cannavacciuolo e lo scultore Lello Esposito alla ribalta dell’iniziativa di Venice Foundation.

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200412-13-3mPulcinella a Venezia è stato il grande evento di novembre sulla Laguna. Non è la prima volta che la maschera napoletana approda a Venezia dato che, già sul finire del Settecento, Giandomenico Tiepolo (1727-1804), figlio di Giambattista Tiepolo, si era rifatto ad essa per affrescare una stanza della sua villa a Zianigo, nella campagna veneziana.
Venice Foundation, l’associazione presieduta da Franca Coin, che ha sede a Venezia, a Ca’ Rezzonico, ha finanziato il recupero di tutti gli affreschi del Tiepolo strappati dalla casa di Zianigo nel 1906, fra i quali il “Ciclo dei Pulcinella”, una serie di otto affreschi che hanno per soggetto la maschera napoletana.
In occasione del bicentenario della morte del grande pittore, Venice Foundation ha voluto celebrare la ricorrenza organizzando a Venezia un grande evento musicale ed espositivo con la partecipazione di due artisti napoletani.
Il violinista Lino Cannavacciuolo ha composto ed eseguito, in prima mondiale, sei sonate ispirate al “Ciclo dei Pulcinella” e lo scultore Lello Esposito, che da anni si dedica a maneggiare la maschera di Pulcinella, ha esposto venti sue opere.
Le sei composizioni scritte da Cannavacciuolo, un incontro tra musica classica e world music mediterranea, sono state eseguite nel “portico” del piano nobile di Ca’ Rezzonico in occasione del Gala annuale dei soci di Venice Foundation. Lino Cannavacciuolo è stato accompagnato da un ensemble costituito da Danilo Rossi, prima viola della Scala di Milano, dal veneziano Giuseppe Barutti al violoncello, Joe Amoruso al piano, Paolo Del Vecchio alle chitarre acustiche e al mandolino, Mario Conte all’elettronica in tempo reale, Sasà Pelosi al basso acustico e Ivan Lacagnina alle percussioni; in scena, le due voci femminili di Elena Ledda e di Simonetta Soro. Sono stati sei brani musicali dal tono elegiaco, con l’eco di lontane venature arabe presenti nei precedenti lavori di Cannavacciuolo.
Lello Esposito ha esposto un gruppo di venti opere, prevalentemente sculture e alcune pitture, alla Galleria internazionale d’arte moderna di Ca’ Pesaro (la mostra resterà aperta sino al 9 gennaio 2005). Ha detto: “Lo spirito partenopeo continua a viaggiare in tutto il mondo con Pulcinella, come è avvenuto sempre”.
Venice Foundation ha abbracciato la “causa Tiepolo” tra il 1999 e il 2001 finanziando il recupero degli affreschi realizzati dal pittore nella sua villa di Zianigo ed esposti oggi al secondo piano di Ca’ Rezzonico.
Gli affreschi erano stati strappati dalle pareti della casa di Zianigo nel 1906. Stavano per essere venduti al mercato francese quando intervenne la direzione delle Belle arti bloccandone l’espatrio. Dopo due anni di trattative, nel 1908 gli affreschi furono acquistati dallo Stato italiano e dalla Città di Venezia. Per diversi anni non trovarono una collocazione definitiva e, solo nel 1936, in occasione dell’apertura del Museo del Settecento Veneziano a Ca’ Rezzonico, furono esposti al secondo piano del palazzo. Nel 1999, grazie all’iniziativa di Venice Foundation, nasce una vera “campagna di adozione” degli affreschi al fine di raccogliere il denaro necessario al loro recupero.
I lavori del restauro, che hanno richiesto grande impegno, sono stati filmati e se ne è realizzato uno spettacolare documentario che mostra tutte le fasi dell’intero intervento di recupero. L’opera si è conclusa con l’esposizione degli affreschi ripuliti e restaurati, allestita al Museo Correr in Piazza San Marco, e infine con il loro ritorno a Ca’ Rezzonico nel giugno del 2001.
A seguito del successo dell’iniziativa, Venice Foundation ha realizzato una serie di gadgets con la riproduzione dell’affresco “Pulcinella in altalena” del Tiepolo diffusi in tutto il mondo.
I dipinti del pittore veneziano sono stati pensati e voluti dall’artista, liberi da ogni committenza, quindi nati da un suo estro e da un suo desiderio di raccontare. Cosa volesse raccontare con i Pulcinella bianchi e mascherati, napoletani danzanti tra personaggi con posture e movenze veneziane, non è stato mai spiegato. Il tutto ha l’aspetto di una commedia che Tiepolo raffigurò negli anni della fine della Repubblica, tra il 1793 e il 1797, davanti allo spettacolo misero di un patriziato esangue e snervato, pronto a chinare la testa dinanzi all’entrata in scena delle truppe francesi e del loro comandante che avrebbe consegnato la Serenissima all’Austria. I Pulcinella, tutti uguali, senza fisionomie, sono quella parte dell’umanità popolaresca e vitale, quegli individui indistinguibili sui quali passa la Storia calpestandoli, ma che continuano a giocare, a danzare e a brindare dando sfogo alla spontaneità goffa, deforme, volgare ma viva che resiste a tutti gli eventi disastrosi.

Lino Cannavacciuolo il violinista creativo
Lino Cannavacciuolo è musicista e compositore di formazione classica, affascinato dalla sperimentazione e alla continua ricerca di nuovi linguaggi musicali. Si è distinto nel panorama delle giovani leve della musica per l’originale chiave ritmica e percussiva con cui suona il violino. Fra le sue collaborazioni più significative si ricordano in campo teatrale quelle con Roberto De Simone, Luca De Filippo e Beppe Barra; nel campo della musica leggera ha lavorato con Pino Daniele e Claudio Baglioni.
Dotato di una irrefrenabile vena creativa, compone fin da ragazzo. Tra la sua recente e ricca produzione va ricordata la composizione delle musiche di Mareamarè, un musical dedicato al Mediterraneo che lo ha portato a esibirsi in vari teatri d’Europa e del mondo.

Lello Esposito il pittoscultore
Lello Esposito, 47 anni, napoletano, nei primi anni Ottanta, sperimenta la commistione di scultura e pittura in opere uniche e varie per dimensione e significati, “pittosculture” in bronzo e alluminio forgiati o in creta e argilla modellate. Espone per la prima volta nel 1992 al Teatro Mercadante di Napoli, poi al Metropolitan Museum of Modern Art di Tokio, al Centre Pompidou di Parigi, al Columbus Centre di Toronto, alla Gallerie Blau di Düsseldorf, negli Istituti di Cultura Italiana di Madrid, di Berlino e di Budapest.
Lello Esposito ha aperto nel 1997 il suo studio nelle antiche scuderie del cinquecentesco palazzo Sansevero, nel cuore di Napoli. La produzione dell’artista muove dal legame con la tradizione partenopea nella quale sono utilizzati tutti i simboli più logori di Napoli: il Vesuvio, il sangue di San Gennaro, il corno anti jella e la pizza; ma soprattutto Esposito approda a un legame viscerale, carnale con la maschera di Pulcinella. Instaurando un continuo dialogo con il suo burattino, lo pone nelle situazioni più estreme o semplicemente a contatto con i fatti della vita: l’orrore e il sublime, la morte, la nascita, il sesso, l’amore, il sacro e il profano. Nelle creazioni di Lello Esposito, anche quando non sono Pulcinelli, è impossibile non vedere un doppio dell’artista e della sua umanità gioiosa, sofferente, tenera.

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