Cetrella d’inverno

– di Gino Verbena

Le suggestive escursioni sulla collina anacaprese a 500 metri sul livello del mare che guarda a un panorama mozzafiato.
Gli itinerari per arrivarci. Il bosco di lecci e castagni.
La stagione della caccia.
L’accoglienza di Carmine Russo, il custode dell’Eremo.
La casa di Compton Mackenzie.
La solerte attività dell’Associazione Amici di Cetrella.

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200704-12-2mNei centri turistici di villeggiatura balneare, il trascorrere del tempo lo si avverte in un modo particolare. L’estate inizia quando, dopo un lungo letargo, i titolari delle attività produttive legate al turismo, assaporano i nuovi freschi soldini del periodo pasquale. La stagione meno bella comincia a metà ottobre quando si tirano i remi in barca per i circa sei mesi che mancano alla sbocciare delle primule. A Capri si nominano soltanto ‘o vierno (l’inverno) e ‘a stagione (l’estate). La primavera e l’autunno sono figli di un dio minore; se ne va perdendo la percezione.
Le attività ricreative invernali, all’aria aperta, degli isolani si svolgono in uno dei più incantevoli luoghi dell’isola: la collina di Cetrella, in quel d’Anacapri, un angolo di paradiso che l’Azienda di soggiorno, dopo decenni di scarsa attenzione verso questo gioiello della natura selvaggio e incontaminato, ha finalmente inquadrato ed illustrato con una guida in lingua italiana, recentemente tradotta in inglese.
La collina di Cetrella è situata a circa 500 metri sul livello del mare. Un antico eremo, che include la chiesetta di Santa Maria, fa da custode ad una lussureggiante vallata, detta dell’Anginola, ricca di castagni, lecci e pini, tanto per citare gli alberi che si trovano più frequentemente. Ci si può arrivare tramite una mulattiera che inizia dal viale Axel Munthe e che costeggia, inizialmente, la proprietà del noto medico svedese nella quale si trova il castello Barbarossa.
L’alternativa consiste nel prendere la seggiovia. Dalla stazione superiore della medesima, bisogna scendere, in poco più di dieci minuti, per un sentiero in terra battuta non troppo comodo ma poco pericoloso.
Il panorama che si gode è incantevole: I Faraglioni, Marina Piccola, Tiberio, Marina Grande: insomma quasi tutto il perimetro dell’isola; inoltre la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e, quando l’aria è tersa, anche le coste calabre. I più spericolati possono raggiungere il Comune di Capri sfidando un sentiero pietroso a serpentina.
Molti capresi vanno a godersi all’estero le sospirate vacanze, altri si recano nelle stazioni sciistiche italiane del centro-nord. Cetrella, invece, offre, a quanti non vogliono spostarsi dall’isola, molte occasioni di svago e di relax.
Assaggi della dimensione invernale si hanno già a settembre quando, mentre per le “contrade” di Anacapri si svolge la tradizionale Settembrata, su, in collina, con le prime piogge e le nebbioline autunnali, iniziano le messe domenicali alle sette del mattino durante tutto il mese per onorare degnamente il nome di Maria, (cui la chiesetta è dedicata), che ricorre il giorno 8.
Intanto comincia l’attività venatoria che dura fino al 31 gennaio. Le prime vittime ad essere deposte nel carniere dei 210 cacciatori dell’isola sono quaglie e beccafichi. Ad ottobre, tordi e merli. A novembre e a dicembre, durante il frettoloso passaggio delle beccacce che si spostano verso i paesi caldi, se ne acchiappa qualcuna da cucinare avvolta nella pancetta e con i funghi.
A gennaio uccelli non se ne vedono più. Allora il presidente dei cacciatori, l’avvocato Umberto Vuotto, organizza gare di caccia pratica su selvaggina liberata (in genere fagiani) e vengono approntati anche dei punti di ristoro su rudimentali tavolacci.
La caccia oggi è ridotta a ben poca cosa e, per il proliferare di case abusive ovunque, si può dire che Cetrella è rimasto l’unico luogo dove poter sparare qualche cartuccia. Salire tra i boschi, lassù, è una possibilità per ritrovarsi in mattinata con gli amici nella natura, prendere tutti insieme una bevanda calda dai thermos, scambiarsi qualche parola dopo la lunga estate durante la quale, per motivi di lavoro, ci si era persi di vista.
È il periodo in cui iniziano le ferie anche i numerosi cani dell’isola che, nei mesi caldi, avevano fatto indigestione di sonno all’ombra di alberi pietosi e trascinato una vita noiosa.
Ora, pazzi di gioia, li vedi correre avanti e indietro per la collina sulle tracce di un ipotetico uccello che forse non è stato mai abbattuto o non è mai passato.
La caccia, ormai, è un’illusione. I tempi in cui si viveva di quaglie e veniva sull’isola il re di Napoli con la “scoppetta”, è storia antica. Ma è un’illusione necessaria per ritemprarsi, ritrovare se stessi in una dimensione umana che esula dalla routine quotidiana.
In ottobre inizia anche la ricerca dei funghi: tra i più prelibati i porcini e i funghi di nebbia. Non mancano gli steccherini dorati, i galletti, i chiodini, i piopparelli, le amanite solitarie e tanti altri. Si sale a Cetrella anche per raccogliere quello che si riesce a trovare: erbe aromatiche come il rosmarino, le bacche di mirtillo per il liquore e le castagne di cui il bosco è ricco. Tra una ricerca e un’altra è possibile cogliere ed assaporare i gustosi frutti del corbezzolo.
A dicembre c’è chi taglia alcuni ramoscelli di pungitopo con le tipiche bacche sferiche di colore rosso, la pianta che è uno dei simboli del Natale.
Il sabato è il giorno più propizio per una passeggiata sulla collina di Cetrella. C’è la chiesetta aperta. Il custode, Carmine Russo, uomo molto cortese, non fa mai mancare, agli ospiti, un caffè caldo o un bicchiere di vino. Inoltre si può visitare la storica casa dello scrittore Compton Mackenzie recuperata dall’Associazione Amici di Cetrella con l’aiuto dei cacciatori che hanno prestato manodopera e materiale.
Gli Amici di Cetrella non solo hanno provveduto al suddetto restauro. Danno spesso una mano agli operai della Forestale per la pulizia del sottobosco. A novembre, organizzano la Festa della castagna distribuendo, dopo la messa, panini con salsiccia e broccoli; né fanno mancare altri assaggi.
Mentre d’inverno Anacapri cade in letargo, a Cetrella si conduce questa interessante vita; e non è raro vedere gli appassionati del tiro con l’arco o i giovani rocciatori della Capri Outdoors che fanno esercitazioni tra gli alti alberi o che si adoperano per rendere più agevole il pericoloso Passetiello. Per non tacere di Legambiente che fa la sua parte in opere di pulizia dei sentieri invasi da rovi e sterpaglie.
Le persone attive, nell’isola, come altrove, non si annoiano mai rivisitando periodicamente i luoghi che ricreano l’anima e sono antiossidanti per il fisico.

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