Civette e Tarocchi

Carlo Nicotera

Velebianche Editori, pag 120, Euro 21,50

Carte da decifrare, amori in un segno Cuori, addii per un asso di Picche. Passa sul tavolo il volto della Fenice, quello del cavaliere errante, le stelle ammiccano sui tetti e risponde il grido di una civetta. La sorte è appesa a una grondaia, ma forse anche al sorriso malizioso di quelle tre amorevoli sgualdrine sul comò di una casa chiusa che è rimasta sempre aperta in corte Sconta detta anche Arcana. No, scusate, quello è un racconto di e su Corto Maltese. Ma forse non è vero che sia così lontana l’idea di parlarne, perché nella vita del bel marinaio le parole di Boccadoro, maga e veggente sudorientale, avevano sempre un senso profondo, un significato «arcano». Né più né meno del navigare malinconico della bocca d’oro, l’ombrina sempre più rara del Mediterraneo, che naviga nelle correnti scogliose alla ricerca di una compagna o un compagno per non disperdere la specie…
Ancora una volta la vita passa per un segno, una traccia, un banale battito d’ala. Il cielo si apre o si oscura perché il meteorite è visto con occhi cinesi o paraguagi, e il segno assume il senso e il significato dettato dalle latitudini e dalle parole dello sciamano.

L’autore, Carlo Nicotera è nato a Napoli nel ’54. Giornalista professionista, inviato del Mattino e responsabile della Cronaca di Napoli e poi degli Interni, ha già pubblicato un romanzo strutturato per racconti («Lettere dal Faro» edito da Vele Bianche), un delizioso libro di storie vere e immaginarie dal titolo “Buona Fortuna”. Un altro ne ha in preparazione sul giornalismo.
Disincantato da una vita di zingarismo – strutturale e sentimentale – ha tre amori certi: i due figli, il mare, la giocosa solitudine dello scrivere.

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