Un cuore caprese

UNA NOBILDONNA COL CUORE CAPRESE

di Anna Maria Boniello

201407-10mLa prima volta che la piccola Lucia, figlia del marchese Raoul de Forcade de Biaix e della marchesa Tina, si riempì gli occhi di Capri, aveva appena cinque anni. Era una Capri diversa nel 1928, un’era a metà fra le due Guerre Mondiali e la famiglia aristocratica scese l’isola quale luogo d’elezione per trascorrervi il tempo libero, i mesi di vacanza, anche in quelli che oggi vengono chiamati i tempi della “bassa stagione”. I ricordi della marchesa Lucia (nella foto), oggi ultranovantenne, sono perfetti e lucidi e ben conservati nella sua memoria, dove ha annotato aneddoti di persone famose e storie semplici della gente del luogo. “La nostra prima abitazione – inizia a raccontare la marchesa de Forcade – fu Villa Weber, pochi oggi sanno che non si tratta della bella costruzione che ospita un albergo, ma di una casetta tipica dalle linee architettoniche locali all’inizio dei Due Golfi, che ha ospitato negli anni, dopo essere stata la casa del filosofo-poeta, i locali della pretura e poi del tribunale. Poi ci trasferimmo in un’altra casa più grande e più sontuosa, Villa Parete, in un fondo dei Vuotto a Tiberio, di proprietà di una nobile inglese. Il ricordo che ho più vivo però fu il nostro sbarco a Capri, niente molo, ma le barchette dei pescatori che su una piattaforma di legno calata dal vaporetto accoglievano, tra le loro robuste braccia, i passeggeri e li portavano a terra. Col mare agitato si era affidati alle loro braccia ed al loro coraggio. Questo fu il mio primo arrivo all’isola”.

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