Da Nausica a Michelle

– di Mimmo Carratelli

La foto ufficiale della First Lady d’america a braccia nude ha fatto il giro del mondo, ritratta da Joyce Boghossian nella blue room della Casa Bianca. Una giornalista ha scritto: “Sono l’unico simbolo attuale della forza americana”. Inno a Sua Altezza (1,93), appena due pollici più bassa del marito. Quel che succedeva l’anno in cui miss Robinson nacque a Chicago.

Eravamo rimasti a Nausica dalle bianche braccia, la ragazza che Ulisse vide sulla spiaggia di Corfù dopo l’ennesimo naufragio. Poi è venuta Michelle. Oh Michelle. Le grandi braccia di Michelle. Nude. Le toniche braccia di Michelle. Michelle che balla in abito bianco senza maniche durante la cerimonia del giuramento del marito. Michelle che, in abito bianco e braccia scoperte, debutta alla trasmissione “The View” e immortala dai teleschermi i bicipiti da first lady. E a braccia nude compare sulle copertine di “Vogue” e “People”.
Michelle in abito blu scuro dello stilista Michael Kors, sbracciata, con un giro di perle al collo, ritratta da Joyce Boghosian nella “Blue room” della Casa Bianca per la foto ufficiale. Michelle. Le belle braccia di Michelle. Era aprile e la foto ufficiale fa il giro del mondo. Braccia lunghe, toniche, perché lei si alza alle sei del mattino per fare il suo fitness quotidiano e zappa l’orto più esclusivo di Washington, a 45 anni.

Oh Michelle, nata signorina Robinson a Chicago. Mi posso permettere? Vorrei cantarle la colonna sonora de “Il laureato”, “Mrs. Robinson” di Simon and Garfunkel. “Alla salute signora Robinson, che Dio ti benedica signora Robinson, hey, hey, hey … hey, hey, hey”.
Grande Michelle, alta cinque piedi e undici pollici, che sarebbero un metro e 93 centimetri, due pollici meno di suo marito. Posso chiamarla Altezza? Hey, hey, hey. Bella, possente, elastica. Posso osare di più? Sorridimi e di braccia saziami. Oh Michelle. Ma è proprio vero che lei è la migliore hulahooper che suo marito abbia conosciuto, che è proprio una campionessa dell’hula-hoop e, una volta preso il ritmo, scende fino alle ginocchia facendo ruotare il cerchio?
Lei, avvocato Michelle, è nata nell’anno in cui l’America si infilò nel Vietnam e Gigliola Cinquetti cantava “Non ho l’età”. Dalle Alpi a Gela, uscivamo dal boom e andammo in crisi tra follie e cambiali. Il ministro Colombo avvertì: “L’Italia rischia il collasso economico”. Forse per questo Rita Pavone cantò “Datemi un martello” e a Bobby Solo spuntò una lacrima sul viso. Mary Poppins suggerì che bastava un po’ di zucchero e la pillola andava giù. In ogni caso inaugurammo l’Autostrada del sole. Correvamo in Seicento, sfiorammo un colpo di Stato, Togliatti morì a Jalta e Kruscev fu cacciato dal Cremlino. A Roma nasceva Sabrina Ferilli, ma questo non le può fare ombra, straordinaria Michelle. Ad azzeccare la Lotteria di Capodanno si vincevano 150 milioni. Uscì il primo Calendario Pirelli con le foto di Robert Freeman, il fotografo dei Beatles, che ritrasse sua moglie Sonny e la bionda Jane Lumb. Leggevamo “La noia” di Moravia. In tv apparve la famiglia Addams. L’Inter divenne campione d’Europa: Sarti, Burgnich, Facchetti e compagnia bella.

Sulle monete da 500 lire con le tre caravelle le bandiere sui pennoni sventolavano in senso sbagliato. Brigitte Bardot aveva trent’anni. Andammo al mare a sbirciare i primi topless.
Questo era il 1964. Eravamo ragazzi e lei nasceva a Chicago. “My kind of town, Chicago is” cantava Frank Sinatra.
Ah, Michelle. L’America è le tue braccia. Ma perché David Brooks, autorevole commentatore del “New York Times”, vorrebbe coprirle? Sullo stesso giornale, Maureen Dowd ha annotato: “Le braccia nude di Michelle sono l’unico simbolo attuale della forza americana”. Invidiosa, Avril Graham su “Harper’s Bazaar” ha scritto: “Oggi non ci sono più le vecchie regole conservatrici”.
Libere e belle le braccia di Michelle. La grazia e la forza. Nausica era una diafana figlia di re. Michelle è l’affascinante immagine afroamericana di una America che cambia. Jacqueline Kennedy, a braccia nude, ebbe il suo splendore indossando i tailleur di Coco Chanel. Ne indossava uno quando le uccisero il marito a Dallas. Ma Jackie era una francesina complicata.
Michelle, oh Michelle. Michelle ma belle. Tu sei la grande America, così alta, così grande, così poderosa e con le braccia nude.
Noi qui abbiamo Michelle Hunziker. Perdonaci.

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