Dieci anni di billionaire

– di Barbara Style

Una villa di tre piani sulla collina di Pantogia, con vista magnifica da Porto Cervo alla grande spiaggia del Pevero, è diventata la sede del Club più famoso dell’estate Italiana da una idea di Flavio Briatore, passaggio obbligato del Paese che conta e che canta, Belle donne e uomini di talenti speciali, serate esclusive e passerella di Vip, di Svip e di Svamp ad uso e consumo del gossip nazionale.

Rumba, rumbera, l’Italia estiva di sera. Sopra alle mer c’è il Billionaire. Vorrei essere come Elisabetta Gregoraci, vorrei pesare come Elisabetta Gregoraci, firmare autografi e mandare baci. Premesso che sono una donna, non sono una santa, mi piace la gonna corta di carta. Non sono all’antica, svelta di gambe e disinibita, faccio sport in short, non taglio mai cort. Sono una donna, e non me ne lagno, di facili costumi (da bagno). Ma vorrei essere Elisabetta Gregoraci con i suoi occhi assai pervicaci e le labbra salaci.
Ho le mie chance bevendo champagne.
Luna a levante, seno svettante. Luna a ponente, fondoschiena sporgente. Una double face che va a tutto gas, a manetta, la donna perfetta. Ma vorrei vestire come Elisabetta Gregoraci, fare quello che fa Elisabetta Gregoraci, volare come Elisabetta Gregoraci nelle braccia di uomini voraci. Vorrei essere una donna d’autore per fare il filo a Flavio Briatore.

Un’estate al mare. Non sei nessuno se non fai la maramalda in Costa Smeralda, se non guardi la mer dal Billionaire, se non sali sulla collina di Pantogia, di fronte al golfo del Pevero, e non sei stella, stellina, velina, meteorina, valletta, donna in carriera vestita da sera, e non prendi il tè in decolleté. C’era una villa di tre piani sulla collina di Pantogia, fra corbezzoli e ginepri, e rocce scolpite dal tempo, vista magnifica da Porto Cervo alla spiaggia grande del Pevero, le isole Li Nibani di fronte, l’isola Tavolara in lontananza, e qui, da dieci anni esatti è sorto il Billionaire del geometra Flavio Briatore, anni 58, di Verzuolo in Piemonte, provincia di Cuneo, cartiere Burgo, pesche, kiwi e albicocche, seimila anime compresa l’anima superiore del geometra-occhialidasole, chioma grigio metallizzata, capace di spiccare il volo nel mondo con aereo personale e navigare su due yacht, uno di 70 metri, villa a Londra, attico a Parigi, pied-àterre in Atene, tenuta in Kenya e questo business-divertissement in Costa Smeralda, il club dei ricchi e dei fanatici, 1.500 euro una bottiglia di Cristal, ma puoi vedere da vicino questo e quello che fanno il tempo bello, questa e quella per le quali la vita è sempre bella. Billionaire, un bell’affaire. Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, al Billionaire si fa festa.

Ci puoi passare mezz’ora se sei amico di Lele Mora, il socio d’argento al dieci per cento, ma se non sei del giro, se non hai il portafoglio pieno e due gambe da mostrare, dopo avere pagato trenta euro ti buttano a mare. E’ il club più esclusivo d’Europa che ha cacciato Bruce Willis e Aida Yespica per una questione di procedura. Lui, il padrone da lampione solare, quando non è sbracato in jeans e camicie aperte sul petto villoso, e le donne gli fanno il filo, oso non oso, padroneggia in smoking con leggendarie babbucce fucsia ai piedi da satrapo orientale, un uomo di consistenza siderale che non deve chiedere mai, sia se ve bene sia se è nei guai. Il Billionaire: un sogno, un traguardo, donne vestite da leopardo, succinte e avvinte, uomini di talenti speciali, ragazze e porci con le ali, furbetti di ogni quartiere, donne-belvedere, posto per palati fini da Simona Ventura a Valeria Marini, luogo senza uguali, amici degli amici molto chic e assai fatali. Una serata al Billionaire ti solleva la vita, ti riempie gli occhi. In una serata normale ti puoi innamorare di Paola Barale e per un amore oggi a otto c’è Paola Marzotto.

Al Billionaire c’è tutta la crema e la panna italiana, la nazione maggioritaria e un po’ puttana, che va allo stadio per inseguire una palla e, va bene, va male, si tiene sempre a galla, il Paese di Alice sempre felice, indebitato e beato, tra destra e sinistra. Ma dove andranno mai gli italiani sulle loro rotte inconcludenti, da Roma ad Alassio, da Bologna a Rimini, da Genova a Taormina e, tra il dire e il fer, da ogni parte al Billionaire e, per non essere da meno, al Festival di Sanremo? Ma trionfa l’estate. La vita è una roulette. Baccarà o chemin de fer, ci vediamo al Billionaire.

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