È primavera, svegliatevi bambine

– di Mimmo Carratelli

L’equinozio del 21 marzo in redazione. Un brutto e triste inverno. Echi del Festival di Sanremo. L’uomo che bacia Antonella Clerici. La litania elettorale. Navighiamo a vista afflitti dalla sindrome del Titanic. Una danza tribale per l’estate e finalmente torna di moda il vecchio calypso.

Abbiamo avuto un inverno duro e lungo. Sento già il commento dello scioccone in agguato: beato lui. Sboccia aprile. Dolce dormire o svegliatevi fanciulle è primavera? Viviamo di dubbi e incertezze.
Fino a marzo, il tempo infame ha suggerito pensieri cupi ai miei amici tassisti di Napoli. “Siamo diventati cattivi”. “Tutti dobbiamo morire”. Intirizziti dal freddo, evitavano di parlare della squadra azzurra in serie C per comunicarmi pensieri gelidamente profondi. Questi scherzi fa il freddo forte a Napoli. Agli angoli delle strade resistevano i totem. Più che colonne pubblicitarie, sembravano astucci di gigantesche aspirine.
Gelo e neve, restano i brividi. S’è chiusa per sempre la finestra di Papa Wojtyla. È venuto a mancare Mario Luzi, timido e gentile, la voce della poesia, i primi versi nel 1935. “Il freddo di primavera irrita i colori, stranisce l’erba, il glicine, fa aspra la selce; sotto cappe ed impermeabili punge le mani secche, mette un brivido”. Una poesia d’aprile.
È mancato Alberto Castagna, il Cupido televisivo. E’ mancato Corrado Pani, “bello e trasgressivo”, attore ovunque, in tv, al teatro, al cinema, col suo ciuffo nero e la love story con Mina, un romanzo-scandalo di 44 anni fa.
È stato un brutto inverno. Meno 13 a Novara. Orgasmi di venti sul golfo napoletano, le zuffe del grecale e dello scirocco, il manto gelido della tramontana, il mare blu e nero sotto il maestrale, le creste delle onde. Stravolti, abbiamo assorbito la “memorabile” serata di Mike Tyson al Festival di Sanremo. “Non sono un angelo” ha confessato a Bonolis. Si sapeva già. Non si sapeva che il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, dietro le quinte, stampasse baci sulla bocca di Antonella Clerici sorretta sul palco sanremese da vestiti caricaturali coloratissimi, gonfi e lunghi fino ai piedi tormentati dai tacchi a spillo di 17 centimetri. Però la Federica Felini, che mungeva mucche nella fattoria del padre in provincia di Lodi, è venuta su bene a latte e cioccolata, erede giovane delle Ferilli, delle Cucinotta e delle Arcuri, bontà loro.
Abbiamo vissuto in redazione l’equinozio di primavera. Ma veramente, il 21 marzo, il giorno è uguale alla notte? Si può esserne ancora certi dopo lo spostamento dell’asse terrestre? È chiaro che stiamo prendendo tempo mentre “chiudiamo” questo numero de “L’Isola”.
Poche le notizie buone. La litania delle promesse fatue in campagna elettorale ci ha abbassato ulteriormente l’umore. Il “pezzo” di Bergonzoni ritarda. Mi piace l’articolo di Calveri sul cimitero delle navi nell’Oceano Indiano. Giuseppe Aprea è un poeta. Debutta la collaborazione di Paolo Calcagno. Siamo una redazione piccola, uno scoglio più che un’isola, però nell’arcipelago entusiasta dei nostri collaboratori valenti. Mi piacerebbe che Margherita Hack, l’affascinante astronoma che da ragazza giocava al basket, scrivesse per noi sulle isole dello spazio.

La buona notizia è che torna di moda il vecchio calypso. L’Italia va a scuola di ballo e centomila italiani si impegnano nelle più straordinarie sfide su pista, volteggiando al ritmo di salse, di mambi, di tanghi e di valzer. Sarà la sindrome del Titanic visto che tutti (a sinistra) dicono che andiamo male e siamo prossimi al naufragio (ma la colpa è dell’euro? punto di domanda senza risposta). Navighiamo a vista. Proverbio napoletano: a barca disperata Dio le retrova puorto.
Per l’estate si annuncia la novità ballerina della zumba and tribal seeds dance, inventata dal musicista colombiano Beto Perez. Inutile fare i nostalgici e protestare: “Non ho l’età”. La nuova Ferrari è partita male, Hilary Swank del Nebraska è la Million Dollar Baby, peccato che nel film debba morire, l’italiano è stato declassato dalla Comunità europea a lingua del mercoledì, il giorno in cui a Bruxelles si comunica in tutte le 20 lingue della Comunità, ma negli altri giorni solo inglese, tedesco e francese nelle conferenze stampa e nei comunicati ufficiali. Si sono incazzati quelli dell’Accademia della Crusca. L’italiano è crusca, qual è la novità?
La tipografia chiama, il menabò è completo. Gli ultimi refoli di freddo si allontanano. È primavera, svegliatevi bambine. Ce n’è una bellissima all’interno del giornale, Gilda Fontana, una ragazza elbana degli anni Venti. Sembra nata ieri tanto è moderna e sbarazzina. Vado a distendermi sulla panchina di Peppino Di Capri. Col mio primo amore, senza età.

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