Fiona Swarovski, quando l’intervista è cristallina

– di Roberto Gianani

A cuore aperto nella sua villa di Marina Piccola.
I figli, i cani, le rose, le conchiglie.
Svizzera, laureata in storia dell’arte.
Come fu catturata da Capri a Punta Tragara. Dipinge alberi e fiori e ha la ricetta della felicità.

200308-15-1mDietro i titoli dei giornali e le foto di copertina chi è Fiona Winter Swarovski? La regina dei cristalli, la intrigante star dei rotocalchi tutta feste e vip, un’affascinante lady in carriera o la solita stupenda, ricca e capricciosa signora della high society internazionale? Potrebbe essere tutte queste cose insieme, o solo una donna bella e impossibile. La conosco appena, la domanda mi frulla per la testa e mi accompagna lungo le curve che, dalla Piazzetta, portano alla sua villa di Marina Piccola.
Certo non ho simpatia per gli zuccherini patinati e preferisco le parole che raccontano la vita alle stelle che brillano nei cieli di cartoncini da disegno. Sono in anticipo di qualche minuto. Leo, l’uomo di fiducia napoletano, non è solo gentile, è spontaneo. Il terrazzo si apre come un palcoscenico sul mare, la casa è sull’acqua, i Faraglioni a poche bracciate. Per il momento non esistono segnali di principesse, ma arredi morbidi e geometrie essenziali. È una casa di charme, il lusso è un’altra cosa. La facciata è bianca e si allunga sul tetto in un gioco di merletti appena accennati.
Sotto l’incredibile ombrellone di pini marittimi e secolari, le ortensie sono collane di turchino e azzurro, il tavolo ottagonale è rivestito di maioliche antiche, i grandi divani color glicine si confondono con le tinte del cielo. Mi girano intorno cuscini bianchi, candele, rami di corallo, conchiglie e cinque cani liberi e allegri come i pensieri dell’estate. Un andirivieni di lamenti e moine, di corse brevi e carezze. È una casa di bambini, Arturo, Nicholas e Tayla, di cani e di rose. Migliaia di rose che appaiono romantiche come le modelle di un pittore impressionista. Steli flessuosi e petali vellutati di rosso vivo, sfumature di giallo, nettezze di bianco. Un’armonia gioiosa che accarezza l’aria come un volo di “voile”.
Fiona, la regina di cuori e cristalli, si presenta con una semplicità disarmante. “Scusami per il ritardo. È colpa dei Galli. C’era il sole e non ho resistito alla tentazione dell’ultimo tuffo. L’acqua era chiara, domani chissà”.
Bel colpo. Mi aspettavo una diva e arriva la più diretta e contagiosa delle donne. Un’onda di capelli ramati, gli occhi un po’ di bosco e un po’ di mare, un colore profondo dentro uno sguardo capace di avvolgere la vita e di condurla in un samba o in un languido slow. Musicale come una serenata, intensa come una canzone di Vasco Rossi. Piedi scalzi, due bracciali d’argento, un top con le roselline, una lunga gonna bianca di Sangallo ricamata a mano con rose rosse applicate con la distrazione di chi è attenta ad ogni cosa. Le guardo le mani agili, lunghe, nervose. Mani che si muovono come ballerine, mani che raccontano.
– Siamo sotto un cielo troppo sincero per prenderlo in giro, giura di dire la verità.
Il sorriso è bianco tra le labbra impetuose. “Il mio cuore è aperto, le bugie non sono il mio forte, preferisco risposte nude alle smorfie dell’ipocrisia”.
– Sai, questa vita è spesso un gioco di specchi e sono in pochi a essere quelli che dicono di essere. Tu chi sei?
“Svizzera, una laurea in storia dell’arte, un casato da rispettare, un marito a vent’anni e una vacanza a Capri che ha cambiato la mia vita. Avevo appuntamento con un amico portoghese che si è defilato. Al suo posto è arrivato Andrea Pacifico, napoletano, per me un illustre sconosciuto. A Punta Tragara il cuore mi dava colpi forti come lo sbattere dei remi: la luna, il mare, la violenza di un paesaggio che non mi apparteneva. Mi sono detta questo è il paradiso. Sono tornata in Svizzera, poi una telefonata e il ritorno a Capri. Da allora eccomi qui, persa nell’amore ma innanzitutto nei colori. Ho avuto due figli, ho un terzo marito, una terza figlia. Ho attraversato il mare”.
– Persa nell’amore, ma cos’è l’amore?
La risposta arriva pronta e sicura: “Dare, ricevere, prendere. L’amore è il luogo dove ti portano i sogni e allora non ci sono più regole”.
– E la vita di società? Frequenti salotti esclusivi, la tua presenza riempie la mondanità del jet-set internazionale.
“Curo le pierre della Swarovski, ma resto sempre me stessa con i problemi dello specchio e la consapevolezza di essere madre. Navigo il mondo, ma il mio porto è Capri”.
Mentre il sole del tramonto fruga tra i pensieri, Fiona continua a raccontarsi vibrante e vitale. La voce scivola limpida e solo di tanto in tanto inciampa in una “erre” aristocratica e maliziosa. Parole sempre accompagnate da quelle mani straordinariamente eleganti ed accese.
“Sono una donna felice, felice dei miei figli, della mia vita, di questa casa, di questo mare, dei miei anni, dei miei spazi di ozio, dei miei momenti pigri con i cani accovacciati ai miei piedi ed il profumo dei miei fiori. Non potrei uscire tutte le sere, non sono mondana, faccio quello che mi diverte, non do spiegazioni. Il mio più grande lusso è la libertà di poter decidere”.
– Ma questa è la ricetta della felicità.
“Chiamala come vuoi. È la mia ricetta, non ho paura delle parole. Ti ripeto sono una donna felice”.
Ha ragione, alcune parole fanno paura e felicità è una di queste, forse la più ingombrante, ma Fiona la tira fuori convinta e convincente.
Ci sono molte donne finte (anche molti uomini per la verità), lei non dà quest’impressione. Certo si fa notare e la cosa non sembra crearle alcun imbarazzo. Al contrario, credo le faccia piacere, ma è una vanità naturale, molto femminile, senza protagonismo.
Sul terrazzo i colori sfumano nelle luci dell’imbrunire. Le parole di Fiona si muovono nella melodia di una musica lontana e di un mare stanco di una giornata di mare. All’improvviso, il colore dello sguardo passa dal tenero del verde al cupo di un mattone bruciato dal sole. È solo un attimo, come se un filo di vento malinconico avesse portato il ricordo di collegi di lusso e solitudini dorate.
“Sai che dipingo? Vieni, ti faccio vedere i miei quadri”. Dentro casa, tappeti, vecchie foto incorniciate d’argento e tele appassionate appese qua e là sulle pareti. Alberi, alberi e fiori intensi che guardano verso il cielo.
“Ti piacciono?”.
– Sì, mi piacciono.
Mi piacciono veramente. C’è ricerca, c’è emozione e i colori parlano impastati tra voci di libertà e fruscii di inquietudine.
Fiona Swarovski non è una stella di cristallo, è una donna di tiepide risacche e alte maree.

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