I corsari dell’Isola Azzurra

– di Luca dei Griziotti

Pronto l’equipaggio della barca sponsorizzata dal nostro giornale che parteciperà alle regate capresi di maggio.
Padrino d’eccezione Guido Lembo, il pescatore con la chitarra.

L’imbarcazione di undici metri è nata nei cantieri di La Rochelle. Peppe Morani, lo Yanez di bordo. Francesco Nazzaro il tattico.
Sergio Brunese e Alberto Batacchi i maghi delle vele.

Maurizio Minucci cazzerà la randa. Aldo Tosolini mister tangone. Marina Zamorani la Lady del vento.
Antonio Cianniello il marinaio saggio.
Gli auguri di Michele Placido e la canzone di Mirna Doris.

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200404-13-3mGuido Lembo, l’uomo di “Anema e core”, il pescatore con la chitarra, lo chansonnier che appartiene a Capri e alle onde di Marina Grande, sarà il padrino della barca “L’Isola”, il first 36.7 di undici metri, sponsorizzato dalla nostra casa editrice, che parteciperà al prossimo mondiale di maggio.
“Sono un isolano di tre generazioni, sono un marinaio. Questa vostra idea nasce a Capri, sono io il vostro padrino naturale. Voi sarete i corsari dell’Isola Azzurra, le mie canzoni gonfieranno le vostre vele e il mio cuore sarà con voi in mezzo al mare”.
Il progetto nasce da un bisogno di libertà: di giorno il desiderio di vele nel vento, di notte il sonno del mare. La barca è pronta. E’ un Beneteau dei cantieri di La Rochelle.
L’equipaggio è composto da sette corsari, sette marinai abituati a sfidare la vita, i venti, le correnti. Le t-shirt di bordo sono blu con la scritta “L’Isola” rossa come un sole all’orizzonte. Le vele sono grigie come ali di un gabbiano reale, lo scafo è bianco come un lampo di luce. Franca Coin ha decorato la prua con tralci di buganvillea, le onde già si stropicciano le ciglia. “Hip-hip hurrà, fiori nel mare”.
Andremo a regatare per tentare di vincere, ma innanzitutto per partecipare e prenderci tutto il mare che d’inverno si nega e ci toglie la sua compagnia. Andremo per vincere una coppa di sole e di sale.
Dalla banchina Antonio Cianniello, gran marinaio, sarà un regista di rande e di fiocchi. Il viso graffiato dall’ansia, le narici ad annusare l’umore delle brezze. Peppe Morani, il timoniere detto Yanez, avrà i suoi occhi azzurri solo per la barra e controllerà “buoni e scassi di vento”. Il tattico, Francesco Nazzaro, starista di eccezione e muscoli di scoglio, sentirà il vento e griderà “strambiamo”. Sergio Brunese e Alberto Batacchi daranno forma alle vele. Marina Zamorani e Maurizio Minucci cazzeranno le drizze e controlleranno balumine e inferiture. Aldo Tosolini, il corsaro più bello della ciurma, manovrerà il tangone.
In questo mondiale caprese navigheremo sui sugheri del sentimento e sull’esperienza dei nostri cuori di velisti. Intorno il mare scalpellerà le sue sculture bianche e azzurre. La barca andrà: se vince, vince. Se perde, festeggeremo su un prato blu di spuma biancheggiante.
L’equipaggio ballerà tra fiori di cielo e canti di fratellanza intorno all’albero di un destino nascosto sotto la coperta della notte.
Saremo figli delle onde, berremo il bianco Frassitelli di Ischia, affonderemo i denti nella pasta al forno cucinata con arte da Annamaria Apicella. Ci rotoleremo nelle canzoni di Domenico Modugno.
Volare, volare, volare, veleggiare. Noi del “L’Isola” siamo un equipaggio di “vagabondi” e “marsigliesi” che darà filo da torcere a tutte le altre imbarcazioni. Anche alle favorite “Vai mò” di Sandro Cuomo, “Le Coq Hardì” di Raimondo Cappa e “Don Alvaro” di Francesco Siculiana. Con noi ci saranno i marinai di Marina Grande, la chitarra di Guido Lembo, il tifo di Francesco Totti, grande amico di Tommaso Di Tommaso, membro autorevole del comitato d’onore del nostro giornale. Ci seguirà con passione la chioma bianca di Michele Placido. Le urla dei fratelli Salvatori dei Cantieri del Mediterraneo saranno voci di bandiere portate dal vento.
Siamo “L’Isola”, la barca dell’isola. Gennarino Alberino ci spiegherà il gioco delle correnti, Alfredo Pesce ci racconterà di come il maestrale arrivi da Ventotene, netto e sicuro come suono di violino. Yanez Morani implorerà: “Eolo, dammi quindici nodi di vento”. Lo spinnaker si gonfierà e catturerà il maestrale. Curve di abbondanza, un pancione fecondo di vita e di sale. “L’Isola” va, le vele sono ali di uccello.
Alessandro Cecchi Paone ci indicherà le rotte di Ulisse, le Sirene saranno con noi e ci mostreranno i veli del loro amore. Mimmo Carratelli scriverà pagine che colmeranno gli anni fra noi e il mare. Alessandro Bergonzoni ci dedicherà i virtuosismi delle sue parole. E verrà Mirna Doris e canterà: “Era de maggio”.
Al Salto di Tiberio, su un ventaglio di rocce, il sax di Al Martino luccicherà come un faro e suonerà “Nel vento”. In cielo i gabbiani faranno un girotondo di acrobati e giocolieri persi nella musica dell’infinito.
Dal suo posto di comando, Antonio Cianniello urlerà: “Forza corsari, l’isola è nostra”. Le vele avranno un fremito, il mare si aprirà sotto i brividi taglienti della prua.
Alla sera indosseremo le camicie di lino bianco di Antonino Aiello. Saremo fiammiferi accesi, saremo tigrotti di Mompracem e Marina Zamorani sarà la nostra Lady Marianna.
Al collo porteremo il cornetto portafortuna di Antonella Puttini e un rametto di corallo dei fratelli Ascione. Profumeremo dei profumi di Carthusia, al polso indosseremo gli orologi di Asperula Stellina.
Brinderemo alle vittorie o ci consoleremo per le sconfitte al “Capri Palace”, al “Caesar Augustus”, a “La Palma” e al “Maresca”. Alberghi per sogni e navigazioni, rifugi per gente di mare e di avventura. Cene di pesce al sale, un pianoforte a coda, la musica di “Luna caprese”.
Ragazzi, attenti al rhum. Domani la campana di bordo suonerà di buon mattino. Meglio un’ora di sonno in più con sotto il cuscino una poesia di Selene D’Alessio, la poetessa di Capri: “Dall’immensità cerulea di un oceano di cielo, il vascello leggero silenzioso si perde verso l’isola supina sulla rotta del desiderio”.

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