I quattro moschettieri di Via Caracciolo

– di Mino Rossi

Sono famosi tra i cani di Napoli.
Il “salotto” tra piazza Trieste e Trento e piazza Plebiscito dove appaiono il biondone di Federica, il bel cane di Valeria Barbaro, una Ricciolina nera nera, i barboncini della signora Nadia.
Rosaria Musso, per la sua dedizione, è definita “l’angelo della piazza”.
Floriana regina dei randagi che si raccolgono attorno all’edicola di Paolo Lista.
Ogni anno un calendario sui cani del quartiere.
Storia di Fox e di Laia.
La nostalgia di Sacha per il suo padrone.
Gli arresti domiciliari per Tozzetto.
Red, dopo avere perso una zampa, investito da un’auto, ospitato a Capri dalla signora Gargiulo.
Doce, la reginetta di via San Pasquale.
La scomparsa di Spillo.

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200808-9-3mEra un bellissimo randagio biondo, con macchie bianche, e mordeva le scarpe ai passanti, forse per vendicarsi di tante pedate subite. Ora si chiama Fox perché ha il pelo del colore delle volpi.
S’affacciò al negozio di Tullio Ciardulli, 109 di via Santa Lucia a Napoli.
Entrò, annusò e andò via. Ma tornò il giorno dopo e, stavolta, per restarci. La signora Ciardulli aveva già 14 cani cui badare, della combriccola dei cani che sono di casa tra Piazza Trieste e Trento, i giardini di Palazzo Reale e Piazza Plebiscito, ma si fece vincere dalla bellezza del randagio. Gli dette il nome di Fox e se lo portò a casa. Lo fece anche per dimenticare la bellissima Derry, diminutivo di Darling, morta di malattia e cremata. “Fox è un lazzarone. Ha una forza incredibile e soffre di simpatie e antipatie. Se qualcuno non gli va, sia uomo o cane, ringhia e vuole lanciarsi. Faccio fatica a trattenerlo. Derry era deliziosa ed esperta nuotatrice.
Fox odia il mare e non sa nuotare”. Questo dice la signora Ciardulli, simpaticamente bionda, che poi chiede: “Ma conoscete i quattro moschettieri? Sono Zorro, Desy, Banny e Chicco. Stanno sempre insieme, passeggiano insieme e prendono insieme il sole in via Caracciolo”.

I quattro moschettieri sono i cani più conosciuti del lungomare. L’artista danese Tue Greenfort ha girato un video sui cani di strada a Napoli. Essi sono muniti di microchip e schedati dal Comune che li lascia circolare liberamente a patto che vengano adottati dal quartiere dove bazzicano. L’edicola di Paolo Lista in Piazza Trieste e Trento è un punto di ritrovo dei cani del quartiere San Ferdinando. Ogni anno, Paolo fa stampare un bel calendario a colori in cui figurano tutti i cani della piazza e quest’anno è uscito “Plebidog 2008”.
Il calendario segnala addirittura i “mestieri” dei cani. E così ci sono le “guide turistiche”, cioè i cani, come Willy e Banny, che si accodano ai forestieri in visita a Napoli. Ci sono i “giardinieri” come Lola, Tiberio e Alba che amano intrattenersi nei giardini. Zoe e Nuvoletta sono gli “intel-lettuali” perché sostano davanti alle librerie, come Eleonora che si ferma davanti alla “Feltrinelli” di Cappella Vecchia. Il piccolo Hot Dog forse sogna una carriera militare perché sta sempre accucciato davanti alle vetture dei carabinieri. “Ci sono anche i disoccupati – dice Paolo Lista. – Sono quelli che finiscono nei canili e non fanno nulla”. Al canile era finito Red dopo che, investito da un’auto, perse la zampa anteriore sinistra.

Una signora inglese di Capri dal cognome italiano, Anna Gargiulo, l’ha poi accolto nella sua villa di Matermania, dove c’è anche Giulietta detta “coda mozza”. Viveva tra i gatti nel fossato del Maschio Angioino prima che la signora Gargiulo se la portasse a Capri cambiandole anche il nome. Oggi si chiama Lola.
Queste storie e tante altre si raccontano tra piazza Trieste e Trento, i giardini di Palazzo Reale e piazza Plebiscito dove, ogni mattina, le stesse persone si ritrovano con gli stessi cani. Camillo è il bel cane di Valeria Barbaro. La signora Ilia compare con Argo, un cucciolo di bracco ungherese dal pelo rosso e corto. Attorno alla signora Nadia fanno festa i suoi quattro barboncini: sono Nina e i suoi figli Ciro, Teodora e Foffi. Federica, bella ragazza di via Solitaria, nutrizionista e giocatrice di pallanuoto, ha cinque cani. Predilige Birillo, un cagnone biondo con un muso lungo e impudente, altero come un alano, e solitario.
L’ha fatta dannare Sila, un bracchetto tedesco chiamato così perché fu trovato sulle montagne della Calabria. Piccolino, di pelo marrone, un giorno scomparve dai giardini di Palazzo Reale che è il posto di maggiore svago per i cani del giro di piazza Trieste e Trento. Federica, dopo ricerche durate tre mesi, l’ha ritrovato a Bacoli. Forse, Sila si era concessa una vacanza. Petra è il box er beige di Antonietta.

C’è poi Darrill che arriva con Stefania. Antonella, una signora che scende dai Quartieri, porta a spasso la piccola Luna. Bobby, un tipo pechinese, è il tesoro della signora Maria. E c’è Ricciolina, che è nera nera. Il labrador di Roberta Grassi, autentico giocherellone, preferisce lasciare la piazza e raggiungere la Colonna Spezzata, in piazza Vittoria, per tuffarsi in mare.
Commovente è la storia di Sacha, una bastardina rosso-scuro che ogni giorno raggiunge la chiesa di Santa Rita, dietro l’Augusteo, per guardare il suo padrone, il sacrestano Gigino, molto noto sopra i Quartieri, che, pressato dal lavoro, è costretto a lasciarla sola. Allora lei va in chiesa solo per vederlo, senza chiedere nulla. Peppe Pari, appassionato di cinema, racconta la storia di Laia che una volta si chiamava Laika. Viveva in un giardino del Vomero, trascurata dalla padrona. Lorenzo, il figlio di Peppe Pari, e la sua amica Simona la portarono via. Passeggiando col cane, i due ragazzi incontrarono la padrona di Laika che pretese la restituzione dell’animale, ma concesse una prova ai ragazzi. Si misero tutti a distanza dal cane per vedere con chi volesse stare, e Laika raggiunse Lorenzo e Simona.

La padrona si arrese: “Il cane è mio, ma vedo che con voi sta meglio”. Rosaria Musso, una signora di piazzetta Carolina che cura cani e gatti, è conosciuta come “l’angelo della piazza”. Ha attenzioni, cibo e carezze per tutti i randagi del Plebiscito. Attorno all’edicola di piazza Trieste e Trento, la preferita di Paolo Lista, che vende giornali da diciotto anni, è Floriana dal bel pelo ramato, un incrocio fra rottweiler e boxer, il muso devastato, dopo essere stata investita da un’auto, e due dentoni sporgenti.
Viveva a Mergellina, si è “sistemata” in piazza Trieste e Trento ed è il “capo” del gruppo dei cani attorno all’edicola. Rocco è soprannominato Tozzetto, un incrocio fra un pitbull e un Labrador. E’ agli “arresti domiciliari” perché è l’unico ad essere assicurato a una catena da quando un signore di via Chiaia lo prese a calci. Tozzetto, ogni volta che lo incontrava, ringhiava e tentava di morderlo finché il signore minacciò di sporgere denuncia. Accanto all’edicola sosta Morena dal pelo particolare, crespo come quello delle pecore, e nero.

E’ scomparso e non s’è più visto Spillo, uno spinone bianco, fiero, che procedeva sempre in testa ai cortei di protesta e perciò venne definito “il sindacalista”. Accompagnava i cortei da piazza Municipio a piazza Plebiscito. E’ stato il cane più famoso di Piazza Trieste e Trento, era conosciuto da tutti. Non c’era corteo che non lo vedesse alla guida, molto attento a che nessuno abbandonasse la sfilata. Una volta che, davanti alla Prefettura, un uomo stava per abbandonare il raduno, lo raggiunse e abbaiò finché quello non capì che doveva rimanere con gli altri. Rosaria, l’angelo della piazza, dice di averlo visto l’ultima volta davanti a Palazzo Reale, il 22 gennaio alle undici e trenta. La signora Ciardulli dice che Spillo fu visto anche un giorno di febbraio al molo della Immacolatella.
Dove è andato Spillo?
Si è imbarcato su qualche traghetto, viaggia nel Mediterraneo, è finito addirittura in Sicilia o in Sardegna? Spillo è munito di microchip e se fosse trovato morto verrebbe segnalato al Comune che lo cancellerebbe dallo schedario dei randagi. Nessuno ha fatto una segnalazione del genere. Era un protagonista, Spillo, e se ne parla sempre in piazza Plebiscito.

Doce è la reginetta di via San Pasquale. Piccola e nera, un po’ timorosa. Stava in Villa comunale fra tanti cani che venivano regalati per una buona sistemazione. Saria Cafiero, un architetto che insegna storia dell’arte, la vide sottile e indifesa. Pesava cinque chili e aveva gli occhi piccoli piccoli, il pelo nero e lucido come una mantellina di gran classe.
Rinunciò a prenderla. Non voleva più affezionarsi a un cane dopo che le era morto il bassotto Landreau.
Ma tornò il giorno dopo e non seppe resistere.
Si portò a casa la cagnetta, timorosa più che mai.
Doce si accucciò su un letto e non voleva muoversi.
Saria impiegò più di un mese per farla camminare e farle vincere la paura della strada. Ha otto anni, Doce, ed ora ha vinto tutti i suoi timori. In via San Pasquale la conoscono tutti. Con la padrona va in villeggiatura a Stromboli in una casa con giardino e un pollaio. Doce dà la caccia alle galline, ma appena le raggiunge si ferma e torna indietro.
Al ristorante “Barbablù” dell’isola, il padrone del locale, Andrea di Pomigliano d’Arco, l’ha accolta così: “Ma guarda, tutta nera e con i guanti bianchi. Sembri Fred Astaire”. La nerissima Doce ha le due zampette anteriori candide.

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