Il comandante invisibile

– di Gianni Siniscalchi

Così è chiamato l’armatore Gianluigi Aponte, un vanto della Costiera sorrentina, per la sorprendente strategia
che lo ha portato a costruire, da Ginevra, la seconda flotta al mondo nel settore dei containers e a dare una strepitosa scalata nel campo crocieristico.
La prima nave, “Patricia”, nel 1970 dette inizio al successo della Mediterranean Shipping Company. La flotta da crociera con nove unità moderne alle quali se ne aggiungeranno altre tre fra le navi più grandi mai realizzate per un armatore europeo.
Sofia Loren madrina della “MSC Orchestra” varata a Napoli nel 2007.

200808-10-1mAi vertici mondiali nell’industria dello shipping, c’è un armatore sorrentino trapiantato a Ginevra.
È molto legato alla terra natale e le sue navi, quando solcano le acque della Costiera, salutano con lunghi fischi di sirena. La sua flotta è la MSC, Mediterranean Shipping Company, ha la sede principale in Svizzera, ma tutti sono bene informati sulle origini dell’armatore: Gianluigi Aponte è nato nel 1940 a Sant’Agnello, oggi comune autonomo, ma all’epoca una delle quattro cittadine costiere (con Meta, Piano e Sorrento) riunite dal regime fascista in una sola municipalità, la «Grande Sorrento». Terra delle Sirene è uno degli appellativi della Costiera per le sue bellezze e per le sue fortune turistiche. Ma la storia della popolazione locale testimonia che questa è, prima di tutto, una terra di uomini di mare, di naviganti e di armatori. Aponte ha coltivato sin dalla gioventù un sogno legato a questa tradizione: seguire le orme dei suoi antenati, naviganti e piccoli armatori, ed emulare il mitico Comandante Achille Lauro, l’armatore di Piano di Sorrento, scomparso nel 1982.
Aponte ha fatto di più. È andato oltre il sogno della giovinezza perché, oggi, il colosso MSC è secondo al mondo nel settore container con 357 navi e dal 1990 ha realizzato l’ascesa ai massimi livelli anche nel comparto delle crociere sulla scia della Flotta Lauro.

Self made man, detto senza enfasi. La storia di Aponte presenta i classici tratti del romanzo di un uomo di mare che, in maniera avventurosa, raggiunge il grande successo seguendo la sua vocazione. Il padre, Aniello, subito dopo la colonizzazione della Somalia, raggiunse gli zii che già si erano trasferiti per floridi traffici commerciali e la gestione di strutture alberghiere. La guerra lo bloccò in Somalia e, colpito da malaria, morì nel 1945. La perdita del padre, a cinque anni, segnò la vita di Gianluigi Aponte. Dovette imparare presto a contare soltanto su se stesso. Gli rimase la madre, piemontese, ma il suo grande punto di riferimento fu lo zio Giovanni, che gli trasferì la passione infinita per il mare.
Conseguito il diploma di capitano di lungo corso al Nautico Bixio di Piano, ad appena 18 anni, già socio della Navigazione Libera del Golfo, Gianluigi Aponte iniziò la carriera di ufficiale sulla linea Napoli-Capri. Il suo destino di uomo di mare, tuttavia, registrò una brusca virata quando in uno dei suoi viaggi s’innamorò di Raffaella, una ragazza svizzera. Un amore intenso al punto da sposarla, lasciare la Costiera e la carriera del navigante, accettando di trasferirsi a Ginevra, dove il suocero, banchiere, lo fece assumere come impiegato in banca. Raffaella resta tuttora la donna della sua vita.

Invece, dopo appena tre anni, Aponte abbandonò dalla sera alla mattina il lavoro in banca. Prevalse la volontà dell’uomo di mare che, prima di tutto, coltivava il desiderio nel cuore l’esempio dei suoi antenati e di Achille Lauro. Da Ginevra si trasferì prima a Londra e poi a Bruxelles, dove intraprese con alcuni soci stranieri la strada dell’armatore nel settore delle navi container. Era il 1970.
Cominciò acquistando navi sotto le cinquemila tonnellate nel trasporto merci. La prima fu la “Patricia”, alla quale Aponte resta tuttora legato, perché è la nave container con cui è iniziata la fortuna della MSC.
Negli anni Ottanta, la svolta: riconverte tutta la flotta in navi container, il segmento dello shipping in cui intuiva le chance di maggiore successo. La strategia finanziaria: navi comprate nel mercato dell’usato. Più di ogni altra cosa, infatti, Aponte puntò sulla professionalità delle risorse umane. Come? Assumendo nella MSC marittimi della penisola sorrentina o, comunque, meridionali.
Affidò la funzione di selezionarli ad un ufficio tecnico con sede in Costiera. Stessa strategia per dipendenti e collaboratori della sede principale di Ginevra. Aponte spiegò questa decisione in maniera originale: metti da un lato la fantasia, la furbizia e la vivacità italiana, dall’altro l’organizzazione svizzera, ne uscirà una miscela di esplosiva efficienza. Motivò le prime intuizioni da armatore con l’esperienza dell’uomo di mare proveniente dalla penisola sorrentina: «Il potenziale della MSC è nella professionalità degli uomini che riescono a mantenere sempre in perfetta efficienza le navi. E questo, rispetto agli altri armatori, presenta un vantaggio: gli investimenti per gli acquisti di navi sono limitati».

Raggiunto il secondo posto mondiale nel settore delle navi container, Gianluigi Aponte intraprese nel 1995 la sua scalata nel comparto crocieristico con una flotta di due sole navi: “MSC Monterey” e “MSC Rhapsody”.
Proseguì nel 1997 con la “MSC Melody”. Anche qui, una scommessa assunta con strategie coraggiose: arrivare alla competizione ad armi pari con Costa Crociere, leader nel settore cruise italiano ed europeo, rafforzata dagli anni Novanta con l’ingresso del colosso americano Carnival (primo gruppo crocieristico al mondo) nel suo azionariato. Sembrò una sfida impossibile, ma la affrontò con lo spirito dell’uomo di mare. Il coraggio e la capacità di valutare i rischi sono le prime qualità da possedere quando si sanno comandare le navi. Le stesse doti Aponte ha fatto valere come manager della MSC. Oggi si può dire che ha vinto pure la sfida nel settore cruise. Come quando nel lontano 1970 iniziò la scalata verso i vertici mondiali dello shipping con navi container acquistate nel mercato dell’usato, fino a meritare una definizione che attesta il segreto dei suoi successi: “The stealth fighter”, il comandante invisibile. Sì, invisibile, perché capace di sorprendere i concorrenti con le sue strategie fondate su fantasia, furbizia e vivacità degli italiani, ma anche sull’organizzazione svizzera, appresa nel paese di adozione dove si trasferì per amore di Raffaella. Vincente in amore, vincente nell’industria dello shipping, con lo stile degli antichi eroi del mare.

Per capire la personalità di Aponte, uomo riservato e di poche parole, va evidenziato il suo sdegno verso gli strumenti finanziari di ultima generazione. Come i private equity, sempre più attratti dal mondo dello shipping. Aponte è un imprenditore controcorrente, deciso nel rigettare le maxicontrattazioni, oggi di moda nelle alte sfere amatoriali. No alle fusioni. Parole dello stesso Aponte: «MSC continuerà a correre da sola. Noi siamo fieri di essere diversi dagli altri». La sua compagnia, oggi, vanta nel segmento cruise nove navi moderne:
“MSC Musica”, “MSC Sinfonia”, “MSC Opera”, “MSC Armonia”, “MSC Lirica”, “MSC Melody”, “MSC Rhapsody”, “MSC Orchestra”, “MSC Poesia”. La “MSC Orchestra” varata il 14 maggio 2007 a Napoli, madrina Sophia Loren: La famosa attrice fu scelta per esaltare le origini sorrentine e napoletane di Aponte. Gli itinerari proposti sono in Mediterraneo, Nord Europa, Oceano Atlantico, Caraibi, Sud America, Oceano Indiano e Sud Africa. La flotta di MSC Crociere salirà a 12 unità entro il 2010, con un investimento di oltre un miliardo di euro.

Nell’autunno 2008 e nella primavera 2009 saranno varate “MSC Fantasia” e “MSC Splendida”, le due navi più grandi mai costruite per un armatore europeo, mentre nel 2010 sarà la volta di “MSC Magnifica”, quarta nave della classe Musica. Programma di sviluppo senza precedenti. Aponte sa indirizzare alla perfezione i suoi mezzi finanziari. Tutta l’industria crocieristica vive un momento di eccezionale espansione ed è l’unico settore in grado di mantenere un tasso di crescita costantemente alto, rappresentando il fenomeno turistico più interessante all’alba del terzo millennio. Dalla palazzina di Avenue Eugène-Pittard, a Ginevra, Aponte continua a dirigere la MSC con il piglio del comandante invisibile. Una leggenda, corrispondente a pura verità, racconta che il capitano di una delle sue navi chiamò nel cuore di una notte gli uffici di Ginevra per un problema tecnico. «Con chi sto parlando?», chiese. Trovò in sede l’armatore, che rispose in maniera asciutta: «Sono Aponte, dite a me, ci penso io». Superata a stento la sorpresa, il capitano espose il problema: il suo armatore lo risolse di persona. Tanti altri aneddoti di questo tipo testimoniano il rapporto intenso di Aponte con i dipendenti.

Così come intenso è rimasto il legame dell’armatore con la terra natale, anche se rare sono le visite in Costiera. Negli ultimi tre anni è stato lo sponsor principale del Sorrento Calcio. È pure presidente della Fondazione Sorrento, ente con capitale pubblico e privato fondato per gestire grandi eventi ospitati dalla città. Le sue navi per passeggeri, quando partono da Napoli e sfiorano la penisola sorrentina, salutano con fischi di sirena la sua terra d’origine rammentando il ricordo del loro armatore e suscitando sentimenti d’orgoglio. Aponte tiene fede all’appellativo “The stealth fighter”, il comandante invisibile, anche in questo modo. Vive a Ginevra, ma fa sentire sua presenza sulla Costiera sorrentina.
Quei fischi di sirena, insieme con gli uffici locali della MSC collocati in eleganti palazzi d’epoca, ristrutturati con gusto, rinnovano ogni giorno il legame infinito dell’armatore trapiantato a Ginevra con la Costiera. Si può dire che, attraverso il consolidato successo di Aponte e della MSC, continua la storia secolare di questa terra di uomini di mare, di naviganti e di armatori.

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