Il nocchiero di Anacapri

– di Cristina Cantoni

Franco Cerrotta è il timoniere che, insieme ad un equipaggio valoroso, dopo aver risanato e portato in attivo il bilancio comunale, ha dato un volto nuovo al paese: la Scala Fenicia, il Sentiero dei Fortini, la Casa Rossa, il Chiostro di San Nicola e la differenziata al 70%. Oggi si ricandida insieme ad una squadra di amici e, con la Piazza del Paradiso e la nuova Via Trieste e Trento, punta a fare “dell’isola di sopra” una delle perle del Mediterraneo.

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200904-9-2mIl Solaro è una tana di fiori e silenzi, soffi di vento e violini di foglie, acrobazie di rondoni e lampi di ginestre.
La stradina che scende dalla chiesetta di Cetrella è un nastro di sassi bianchi e merletti ricamati di verde.
Trecento metri sotto, Anacapri luccica nelle luci dell’alba, mentre il mare sembra avvolgere tutto. Acque chiare che accarezzano la fascia costiera e disegnano un ricamo di schiuma bianca che arriva sulle rocce fino a toccare i pini. Pini marittimi, pini del Mediterraneo che si arrampicano fino ad abbracciare gli ulivi. Mare, acque sante dalla Grotta Azzurra a Punta Carena per benedire un paese che vuole crescere e migliorare, rispettare le radici del proprio territorio e guardare al futuro senza tradire la poesia del suo piccolo mondo antico.
Sono le sette, sul paese è luce piena, dalla testa del Solaro scompare l’ultimo velo di nebbia. Il Faro saluta due vele lontane.
Il comune di Anacapri ha la facciata bianca, e un’aria pulita che si affaccia su un giardino di palme e begonie ancora luccicanti di rugiada.
Franco Cerrotta è già al suo posto di vice-sindaco, lo sguardo attento, il sorriso diretto, disponibile.
Ascolta operai e pescatori, piccoli artigiani. Gente comune, donne che vanno al mercato e giardinieri. L’Anacapri più fortunata ancora si stiracchia sotto le coperte, protetta da un vicesindaco che non ama le cerimonie ufficiali e garantisce tranquillità, giustizia, sudore e il cuore limpido del politico senza colore, senza protezioni, senza etichette scolorite dal potere.
Franco Cerrotta è nato a Capri, aveva un futuro da portiere in serie A ma dal 1968 ha scelto Anacapri per amore di Anna.

Dal 1990 fa l’amministratore: assessore per cinque anni, sindaco per nove, vicesindaco per altri cinque. Diciannove anni di amministrazione e nessun ammiccamento alla cultura dominante, alle amicizie importanti, alle frequentazioni dei Vip. Nulla a che fare con la pomposità e il protagonismo di molti suoi illustri colleghi isolani.
Quasi un ventennio di navigazioni, l’uomo al timone non sbaglia una rotta, non fallisce un approdo. E’ attento all’umore dei venti e quando, una ciurma di pirati voleva comprarsi il costone più bello di Anacapri punta la prua su Milano e vince l’asta. Il comune, con lui vicesindaco, difende le proprie bellezze, le protegge dai corsari del cemento, le mette in salvo e le lascia, come è giusto che sia, lì innocenti e protette dagli arrembaggi dell’edilizia abusiva.
Franco Cerrotta, chiacchiere animate e problemi di paese, il profumo del caffè dentro ai giornali: il Mattino, il Corriere della Sera, la Repubblica. Il computer, la corrispondenza da sbrigare. Il progetto del Centro Paradiso. La sala multifunzionale, un piccolo teatro, la biblioteca, la piazza, il librobar e panchine sotto il sole o all’ombra di ombrelloni di arance e limone. Per il paese sarà una vera e propria svolta.

Dalla chiesa di Santa Sofia, arriva il suono delle campane, lento e regolare come il rumore di un cuore. Franco Cerrotta è per strada con gli operai a controllare i lavori della nuova via Trieste e Trento. La piccola strada si allarga e porta alla luce per intero lo splendore dell’antico convento.
Un bagliore ,una magia che cambia il volto all’antico borgo e apre il cammino allo splendore delle Boffe.
Appena accanto al Municipio l’Arena Comunale fortemente voluta dall’Assessore Riccardo Federico, comincia ad animarsi. Non c’è più silenzio ma giochi di ragazzi, il torneo di basket e gli sfottò degli anziani che si rincorrono come parole colorate sul campo di bocce.
Ora il paese è completamente sveglio e pulito. La differenziata al 70% consente passeggiate lucenti. La gente fila via nel cielo di un nuovo giorno.
In viale Tommaso de Tommaso auto e motorini fanno sentire le grida dei loro motori. Rumori fastidiosi di un traffico non sempre tranquillo e di posteggi spesso complicati.
Ora il Solaro sopporta una coperta tutta azzurra appena macchiata da due nuvole incompiute e da un volo di gabbiani che taglia i quaderni del cielo.

Per Franco Cerrotta diciannove anni lunghi come la Scala Fenicia: scalini, discese ripide, salite pesanti. Non sempre è stato semplice. Il segreto è avere una squadra di governo compatta e ascoltare la voce del popolo. Un fatto raro in un mondo di alleanze, trame, scelte politichesi e portaborse. Un gruppo compatto che ha iniziato con il risanamento del bilancio e poi, grazie alla bravura dell’assessore Pasquale Mozzarella e di tutto il settore finanziario, ha rimesso a posto i conti. E dopo il bilancio l’acquisto dei trentuno quadri della collezione Raskovich, una collezione di pittori dell’Ottocento tra le più prestigiose d’Europa. I dipinti sono esposti nel Museo della Casa Rossa, una dimora invidiata da tutto il mondo e riaperta al pubblico anche grazie all’intervento della Soprintendenza. Il timoniere Cerrotta e il suo equipaggio hanno gestito insieme alla gente di Anacapri e lavorato anche per fare cultura. Palazzo San Nicola l’ex convento fondato da suor Serafina è stato ristrutturato. Il piccolo chiostro a volte con il pianoforte a coda è un cenacolo per mostre di pittura, presentazioni di libri e concerti di musica classica.
Anacapri, la cultura e il turismo ambientale. La bonifica del Sentiero dei Fortini è una passeggiata che sembra il capolavoro di un architetto che abbia voluto disegnare i fianchi nudi del mare, lo zig-zag delle lucertole, il becco dei gabbiani, le strisce azzurre del cielo.

Oggi, a un mese dalle prossime amministrative la squadra di Franco Cerrotta non cambierà stile. Ci saranno quattro o cinque newentry.
Per il resto la squadra non si tocca.
In effetti ad Anacapri il segreto vero dello sviluppo è questo. E’ la continuità delle idee, lo stare insieme, la forza dello spogliatoio.
Qui si vuole premiare la professionalità, qui non si vogliono scegliere persone incapaci che occupano le poltrone solo per appartenenza politica. Sarà un equipaggio onesto e valoroso, trasparente e innamorato del proprio paese.
Al timone per scelta collegiale ci sarà quel Franco Cerrotta che un po’ si rosicchia le unghie e un po’ disegna le rotte. Non è l’uomo della Provvidenza, ma certamente è il nocchiero che, insieme ad un equipaggio di prodi, può fare di Anacapri una delle perle del Mediterraneo.

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