Il nuovo imperatore di Capri

– di Mimmo Carratelli

L’imprenditore napoletano Toto Naldi, abbandonata la sfida nel calcio, torna al suo mondo di alberghi e regala all’isola azzurra uno degli hotel più rinomati, restaurato dopo 14 anni di chiusura e abbandono, il Capri Tiberio Palace. La ricettività caprese si arricchisce di un autentico gioiello dell’ospitalità e dell’eleganza, disegnato da tre architetti. Il Centro benessere scavato nella roccia e il complesso dei servizi di alta qualità.

Toto Naldi imperatore di Capri? In realtà, esiste una sontuosa scultura in marmo bianco che ne fissa il busto col volto enigmatico, gli occhiali, i capelli morbidi, una corona d’alloro e l’iscrizione “Toto Naldi Imperator Insulae Caprensis”. Fu il regalo imperiale che gli fece la cognata quando l’imprenditore alberghiero napoletano acquistò, sette anni fa, quello che restava dell’Hotel Tiberio, lungo la via Croce che sale sino a Villa Jovis, sul punto di diventare un malinconico rudere dopo quattordici anni di chiusura. Un albergo in posizione splendida che guarda al monte Solaro, al mare di Marina Piccola, al panorama di case e giardini e all’intreccio delle viuzze di Capri.
Costruito agli inizi del Novecento, aveva ospitato clienti illustri attratti dalla quiete del luogo, dalla vista che offriva e dalla vicinanza alla Piazzetta, dieci minuti a piedi. Un grande passato nel nome di Tiberio, il primo ed eccezionale “promoter” dell’isola di Capri, e poi l’abbandono.
Toto Naldi se ne innamorò, stregato dalla magnifica facciata esposta tutto il giorno al sole però muta, senza più vita, irrimediabilmente fissa in una morte bianca. Un tesoro perduto dell’isola, un rudere triste nei profumi di Capri, battuto dal vento di mare che ne scompaginava l’ultimo, cadente maquillage. Un rapido calcolo imprenditoriale e l’amore per l’isola da caprese di adozione lo decisero all’azione. Era un albergo da restituire a Capri.
Abbiamo conosciuto Naldi nelle tormentate stagioni del pallone col Napoli, emozionato, attivo, nervoso, poi deluso, incerto, prigioniero di un mondo di furbi e oppresso dalla montagna dei debiti del club azzurro. Mai cessò di darsi coraggio e dare battaglia, ma si ingarbugliò in una situazione disperata in cui smarrì molto della sua lucidità e della capacità d’iniziativa.
Finita l’avventura del football, un capriccio fulmineo diventato, nelle difficoltà, un’autentica ostinazione, una sfida solitaria senza sbocco, Naldi è tornato a pieno regime nel suo mondo, gli alberghi. Ed è un altro Toto, sicuro, entusiasta, appassionato e persino spavaldo.
Sul Capri Tiberio Palace, col marchio Marriot, il gigante mondiale degli alberghi, “con cui mi sono sposato dieci anni fa portando in dote il Flora di Roma”, Toto Naldi ha dato vita a una complessa opera di restauro e rilancio. Le matite magiche degli architetti Rosanna Coscia, Laura Franchi bresciana e Massimo Esposito caprese ne hanno disegnato le nuove, leggere sembianze nel rispetto dei colori capresi, il bianco, il blu, l’azzurro, ma anche il verde e il crema, mentre gli artigiani più sensibili ne hanno decorato gli interni in un trionfo di sete pregiate e lino, i marmi dei bagni e la maiolica dipinta a mano dei pavimenti, i mosaici delle pareti. Un ambiente di grande respiro, una classicità morbida unita al calore mediterraneo. Un regalo ai capresi e un evento per l’isola è stata l’apertura avvenuta in agosto, mentre l’inaugurazione ufficiale si farà per la Pasqua del prossimo anno.
Un colore particolare distingue ciascuno dei quattro piani dell’albergo con le camere vista mare, le suite, le splendide terrazze coi lettini e le Jacuzzi, e, naturalmente, il ristorante, cui sovrintenderà lo chef Manuele Cataruzza, il roof e due bar di una eleganza sobria.
Fantastico è il Centro benessere su due piani scavato nella roccia da mani pazienti e sapienti con gli ambienti che non potevano che avere i nomi di Tepidarium, Calidarium, Sudatio e Laconicum, per la salute del corpo e la piacevolezza dell’anima, col supporto della Decleor, l’azienda francese specialista dell’aroma-cosmesi.
“Sicurezza, accoglienza, sorriso” dice Naldi. “Sono le tre prerogative che uniscono i miei alberghi al marchio Marriot, garanzia di una clientela d’altissimo livello”. E il Napoli? “Non lo dimentico, lo seguo da tifoso, apprezzo il progetto di Aurelio De Laurentiis che va avanti con meno nemici di quanti ne avessi io”.
Ma ora c’è questo gioiello dell’Hotel Tiberio e Toto Naldi sembra proprio un altro. Ha ammansito l’emozione dell’apertura scappando alla CIA di Agnano per montare Jingle, la femmina dal mantello baio che è la preferita tra i suoi cavalli.
Dimenticavamo la sua passione per l’equitazione. Sei anni fa, con trasporti acrobatici di attrezzature e cavalli, portò un Concorso ippico ad Anacapri nello scenario suggestivo di Damecuta, una Piazza di Siena tra cielo e mare, a picco sulle onde delle sirene.

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