Il più grande archivio del mare

– di Valeria Serra

Il museo virtuale del riminese Ferruccio Farina raccoglie oltre tremila immagini da tutto il mondo tra affiches d’epoca, pitture, opere grafiche e fotografie. I diversi stili di vita dai bagni terapeutici a quelli mondani sulla Manica, ad Antibes, a Capri, in California. Le bagnanti di Picasso e i capanni di De Chirico.
Una biblioteca di narrativa e saggistica sul mare e i suoi riti. Le colonne sonore.
Le esclusive abitudini sulle coste inglesi di metà Settecento e il turismo di massa
esploso negli anni Cinquanta.

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200706-15-3mCome si dipinge il mare? Quante variabili ha trovato l’arte di ogni tempo per ritrarre l’uomo e il mare? E soprattutto, a quali generi, a quanti artisti e a quali epoche è declinabile l’iconografia del mare? Difficile rispondere, ma è invece possibile disporre di un archivio panoramico vastissimo.
Soprattutto, dopo che uno studioso tenace e appassionato che si chiama Ferruccio Farina, con il supporto dell’istituto Mantegazza, ha ideato e realizzato Balnea.net, il primo museo del mondo dei bagni di mare, del mare e del turismo balneare.
Balnea.net è necessariamente un museo virtuale: nessun vero museo potrebbe contenere tante opere quante è riuscito a reperirne lui, ovvero 3 mila, tra affiches d’epoca, pitture, opere grafiche e fotografie d’epoca. Il mare e i riti sociali ad esso correlati sono esposti in 120 sale e dieci gallerie: un monumento al mare e ai contesti culturali che intorno al mare hanno costruito un immaginario visivo di forti suggestioni. Scenari che narrano epoche diverse di storia e di costume.
Ferruccio Farina, riminese, è docente all’Università di Urbino dove insegna Storia del turismo. Una materia appassionante quando si sposa non solo all’amore per l’arte e per l’analisi sociale degli stili di comportamento, ma appunto, al mare come cifra visiva e immaginifica.
Rimini, icona del turismo balneare, fin dall’Ottocento aveva messo in moto una significativa produzione di opere grafiche che ne racncontassero il glamour e l’attrattiva.
Dalle prime affisches della Rimini liberty, dunque, è salpata una ricerca capillare e minuziosa presso tutti gli archivi del mondo.
Le stime sociologiche più verosimili parlano del turismo balneare come un fenomeno che coinvolge ogni anno oltre cinquanta milioni di persone. Fin dagli albori, l’abitudine ai bagni di mare ha sollecitato anche le forme d’arte. A partire dai primi bagni terapeutici sulle coste inglesi della metà del Settecento e dalla nascita delle città d’acqua in Europa, Australia, Sud Africa e negli Stati Uniti, fino all’esplosione del turismo di massa degli anni Cinquanta, il mare è diventato icona di una vocazione e di uno stile di vita.
Lo storico francese Jules Michelet nel suo mirabile saggio ottocentesco “Il mare” seppe forgiare pensieri memorabili, come questo che anticipa le ragioni profonde che hanno condotto l’uomo a rigenerarsi sulle rive marine: “La scienza ha potuto dire a tutti – venite qui, nazioni, venite lavoratori affaticati, giovani donne esauste, bambini puniti per i vizi dei vostri padri; – avvicinatevi, pallida umanità, – e ditemi con franchezza, al cospetto del mare, tutto ciò che vi occorrerebbe per risollevarvi. Il principio riparatore, qualunque sia, si trova in esso”.
Il museo Balnea.net, che è di proprietà della rivista “Romagna Arte e Storia”, è concepito non soltanto con una divisione di epoche storiche, ma di tematiche. Sono per esempio 150 le tele impressioniste esposte dominate dal paesaggio marino; 300 le bellezze al bagno dei primi Novecento che costruiscono l’unico archivio al mondo della moda balneare di quel contesto storico.
Accattivante e fascinosa l’estetica di quegli anni ritratta nelle affiches, tale da lasciare nei visitatori del museo un’inevitabile vena nostalgica.
Incredibile, poi, come ci fosse uno stile unitario da un capo all’altro del mondo: dai bagni della Manica, a quelli di Capri, Antibes, o della California. Come ogni grande museo, Balnea ha allestito sale dedicate a grandi autori della pittura e mostre temporanee. Troviamo allora le algide marine di Carlo Carrà, le bagnanti di Picasso a Biarritz, i capanni di De Chirico, le marine di Boudin o quelle riminesi di Federico Fellini.
Ma Ferruccio Farina ha voluto fare di più: nel suo balnea.net ha destinato una sala ad una ricchissima biblioteca che raccoglie opere di narrativa e saggistica dedicate al mare e ai suoi riti.
Infine, i visitatori possono scegliere di navigare tra le sale scegliendo, oltre ai silenzi evocati delle immagini, anche tra una vasta selezione di musiche del mare, da “Onda su onda” di Bruno Lauzi alla colonna sonora di “Amarcord” di Nino Rota.

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