Il ricordo di Lauzi nel cuore di Anacapri

– di Maria Rispoli

Grande successo della seconda edizione del Premio intestato al cantautore genovese. Una serata memorabile in Piazza San Nicola per la musica d’autore di sette esordienti. All’anacaprese Fabiana Galasso il riconoscimento
maggiore. Un premio speciale alla memoria di Alessandra Cora.
Maurizio Lauzi ha commosso la platea con la sua personale interpretazione di “Ritornerai”. Il saluto affettuoso di Luca Cordero di Montezemolo.

Anacapri e Bruno Lauzi. Un paese accoccolato tra riflessi di azzurro e di salsedine ed un poeta che disegnava emozioni. Bruno pizzicava la sua chitarra ed Anacapri chiudeva gli occhi per bere quelle note. Avevano il gusto della passione e dell’onestà intellettuale. Della caparbietà e del sogno. Da quell’amore reciproco è nato il Premio Anacapri Bruno Lauzi – Canzone d’Autore. Un appuntamento di fine estate, una dolce promessa.
Quest’anno la seconda edizione del festival dedicato ai cantautori italiani emergenti, per desiderio dell’amministrazione comunale, è stata inserita nel cartellone dei festeggiamenti previsti per la tradizionale Settembrata Anacaprese.

La sera del 4 settembre quel paesino, lontano dalla mondanità e riservato come una giovane educanda, ha mostrato la sua anima. Un’anima bella e pulita, semplice e maledettamente affascinante. La sera del 4 settembre quel paesino accoccolato tra riflessi di azzurro e di salsedine ha offerto Piazza San Nicola alla gente, alla musica, alle stelle. La piazza come una casa con le porte spalancate a quanti avevano voglia di ricordare e di ascoltare, di emozionarsi e di partecipare. Il pubblico come pescatori di note, Piazza San Nicola come una grotta nella quale trovare riparo dalla quotidianità e riempire lo sguardo delle sfumature della vita.

La sera del 4 settembre non c’è stata sfida o competizione ma un tributo alle note. Petali di note sussurrate da una tiepida brezza di mare. Petali di note ad accarezzare il cuore in una serata corteggiata dalla luna. Petali di note a colorare di magia una Piazza San Nicola più intima che mai. La serata è scivolata via leggera ed elegante come una vela sospinta dal vento. Una vela che si è mossa lungo la rotta segnata da un valido e coraggioso capitano di nome Roberto Gianani, inventore e direttore artistico dell’evento. Una rotta fatta di musica e parole, di ricordo e di affetto, di rispetto e di nostalgia.

Una serata per salire a bordo di quella vela e salpare seguendo lo spirito di libertà del poeta genovese. Nessuna prezzemolina e showgirl dell’ultima ora, schedina o letterina. Niente playback o scenografia faraonica. La sera del 4 settembre Piazza San Nicola ha steso il tappeto rosso ed ha fatto accomodare sul palco un’unica donna chiamata musica d’autore. E così, guidati dalla discreta conduzione degli speaker di Radio Dimensione Suono, Alessandra Rotolo e Luca Lazzari, la kermesse si è aperta con l’esibizione di Mariella Nava, ancora una volta madrina della manifestazione. Irrinunciabile tailleur scuro e tanta professionalità, riservatezza ed estrema intelligenza. Sui tasti del piano le dita dell’artista tarantina come acquerelli a dipingere storie e sensazioni. Intense come un tramonto che bacia la scogliera, libere e potenti come le ali di un’aquila. Dietro i tasti di quel piano Mariella ha aperto il suo mondo a chi la ascoltava ed ha lasciato che la musica parlasse per lei.

Poi, la commozione. Il ricordo di Alessandra Cora, giovane, giovanissima cantautrice caprese vittima del terremoto dell’Aquila. Alessandra era il sole del mattino. Una luce chiara e luminosa, calda e carezzevole. Alessandra era la gioia ed il profumo della vita. Era una voce che volava verso il sogno. La seconda edizione del Premio Lauzi ha visto l’istituzione di un premio speciale a lei dedicato. Il sorriso di Alessandra, la sua voglia di perseguire tenacemente ciò in cui credeva hanno preso corpo attraverso le parole ed i teneri racconti del suo maestro Franco Fasano.

La manifestazione è andata avanti con Edoardo Vianello. Come una fontana, una di quelle che tanto ama fotografare, l’artista romano ha rinfrescato il pubblico con spruzzi di ironia e di tecnica vocale, di note e di simpatia. La sera del 4 settembre in Piazza San Nicola i grandi cantautori italiani, i grandi nomi dello spettacolo sono saliti sul palco come semplici amici desiderosi di festeggiare il piccolo grande poeta genovese. La musica è colore e pensiero. È la sorpresa di un ciao e l’intensità di un addio. La musica è lacrima e sorriso. È la condivisione e l’intimità.

È lo stare insieme e l’ascoltare se stessi. La musica segna la roccia come un’onda e lascia che il tempo le custodisca l’anima. La musica di Bruno Lauzi era una voce che non amava condizionamenti ed argini. Era il brivido che correva lungo le corde della chitarra fino a raggiungere il battito e catturare un attimo speciale. La nostalgia per quell’uomo andato via troppo presto si è trasformata nelle inedite note dei sette giovani partecipanti alla kermesse anacaprese: Valter Iuretig, Mimì De Maio, Alessandro Robles, Valentina Ranalli, Carlo D’Andrea, Fabiana Galasso e Carlo Piras.

Dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna, sette cantautori selezionati, tra più di cento, dalla giuria presieduta dal maestro Gianfranco Reverberi e composta, tra gli altri, da Mariella Nava, Peppino di Capri, Edoardo Vianello, dallo scrittore e musicologo Pietro Gargano e dai giornalisti Cinzia Fiorato, Mimmo Carratelli ed Alberto Zeppieri. Sette canzoni. Sonorità ed anime diverse affidate ad un pubblico attento e generoso, tra il quale spiccava un discretissimo Luca Cordero di Montezemolo. E così, tra gli applausi entusiasti della tanta gente presente, quella vela elegante e leggera ha navigato spaziando tra i toni melanconici di Alessandro Robles e Carlo D’Andrea e l’allegria di Mimì De Maio, tra la prorompente forza giovanile di Valentina Ranalli e le suggestioni di Carlo Piras. L’evento trasmesso in diretta dall’emittente Radio Dimensione Suono e ripreso dal TG4, ha visto, inoltre, la partecipazione dei Pandemonium. Il gruppo si è esibito con il suo concerto-spettacolo “E siamo noi che abbiamo visto Genova”, regalando quasi un’ora di grande musica attraverso un viaggio lungo le coste incantate della canzone italiana d’autore.

La seconda edizione del Premio Anacapri Bruno Lauzi – Canzone d’Autore ha avuto come vincitrice Fabiana Galasso. Sin dalle prime note del brano “Pelle distratta” la voce e la tecnica della ventinovenne anacaprese hanno conquistato l’esigente giuria di esperti. A Fabiana Galasso è andato anche il premio speciale “Alessandra Cora”, quale migliore cantautrice. Dietro il pianoforte quella donna esile, dai riccioli di sole e dal sorriso che illumina il mondo, afferra la vita con grinta e sensualità. Dietro il pianoforte la sua schiena ad accompagnare sinuosa e seducente la danza delle mani sui tocchi di bianco e di nero. La giuria ha, poi, assegnato, il premio per il miglior testo al pugliese Alessandro Robles per la sua “Quando il mondo ha gli occhi stanchi”, mentre quello per la migliore musica è andato a “La vita è un girotondo” del napoletano Mimì De Maio.

La serata si è conclusa con la performance di Maurizio Lauzi, figlio dell’artista genovese. Voce e parole, musica e gesti a raccontare suo padre. Voce e parole, musica e gesti come libeccio sul viso ad avvolgere lo sguardo di libertà. Una libertà voluta e perseguita ad ogni costo, con la forza del cuore e con quella della cultura. Maurizio canta e parla. Ricorda e continua a raccontare. È dolce ed emozionato, orgoglioso e nostalgico. Nei suoi occhi la stessa luce che brillava in quelli del padre. Schiettezza e semplicità, arte ed istinto. Capelli ribelli e voglia di affidare le proprie emozioni al pianoforte. Maurizio guarda avanti. Si è imbarcato su di una nave chiamata musica portando in spalla una sacca da marinaio di un grande piccolo capitano dai riccioli di luna. Quella sacca pesa. È carica di canzoni e poesie, di principi e di ideali, di rispetto e di passione per la vita. Quella sacca pesa ma Maurizio la porta con sè con infinito amore e tenerezza. Da quella sacca, la sera del 4 settembre, Maurizio ha tirato fuori “Ritornerai” ridisegnando il capolavoro paterno con estrema tecnica ed originalità.

La sera del 4 settembre la musica di qualità è piovuta giù fitta e leggera. Gocce delicate a bagnare la pelle. Gocce ad attraversare l’anima fino a dissetarla. Gocce che lavano via l’indifferenza e la frenesia quotidiana, che ti chiudono gli occhi e ti lasciano navigare, sognare. Non ci sono barriere, non ci sono problemi, non ci sono ostacoli. Il sogno è lì, l’emozione lo affianca. Basta lasciare che quelle gocce ti bacino, anche solo per il tempo breve di una canzone affidata alla brezza tiepida e piacevole di una sera anacaprese di fine estate.

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