Il rinascimento di Ischia

– di Nino Masiello

L’ambizioso progetto di Salvatore Lauro, grande imprenditore marittimo e ischitano doc, per il rilancio dell’isola nel ricordo dei fasti degli anni Sessanta. Un Manifesto di programma ha già riscosso interesse e adesioni. Il ricordo dei protagonisti di una stagione felice e dei locali che fecero epoca. Il primo passo è arrestare la deriva che incombe col calo del turismo e gli attentati al paesaggio e alla qualità della vita.

Il rinascimento di Ischia, per ora, è tutto in un programma, finalmente ben articolato e costruito su proposte concrete. Ed è già tanto. Al progetto ci ha pensato un ischitano a denominazione di origine controllata, Salvatore Lauro, unico figlio maschio del fu Agostino, il capitano coraggioso che visse una vita oltremodo operosa per mezzo secolo di avventure nel Golfo incantato dopo la mitica traversata dell’Oceano al timone di una navicella, quando ancora gli bruciava dentro la sacra passione per il pallone.
Senatore per due legislature da “prestato alla politica”, due sorelle, Annamaria e Rosaria attivissime in ruoli-chiave nell’azienda di famiglia, l’Alilauro, Salvatore firma il Manifesto di programma “L’isola del verde e del benessere” partendo da una premessa.
“Degli anni Sessanta a Ischia resta soltanto un bel ricordo. Ripartiamo da quello per ricostruire l’isola del verde e del benessere, dobbiamo farlo soprattutto noi isolani, tenendo a mente quello che, per esempio, diceva Voltaire quando predicava la necessità del saper coltivare il proprio giardino per sperare di costruire un paese più grande e più bello. Noi ischitani siamo i custodi naturali di questa terra baciata da tante ricchezze naturali, il mondo ci guarda e ci giudica proprio dal nostro modo di amministrare e valorizzare il ricco patrimonio dell’isola. Ecco perché c’è bisogno del concorso di tutti gli isolani per dare corpo al progetto che avevo in mente da tempo e che ora è il Manifesto. Partendo proprio dagli anni Sessanta, che per Ischia furono letteralmente favolosi. Non già per vivere di ricordi, ma per costruirne di nuovi, in linea con i tempi”. E allora procediamo con un flash back che può aiutarci a capire l’importanza del progetto.

Da Forio, dove per dieci anni aveva eletto il suo domicilio per sei mesi ogni anno Wystan Hugh Auden, il più grande poeta inglese del Novecento, animando la vita del caffè letterario di Maria Senese detta “Zibacchiello”, circondato da pittori come Eduard Bargheer, il “caaro” don Eduardo, cineasti, nobili veri e immancabili perditempo che rivendicavano a ragione i primato isolano di officina culturale.
Dal comune del maestro Maltese spostiamoci a Lacco Ameno. Qui era in corso d’opera la frenetica attività dei cantieri finanziati dall’ex “martinitt” Angelo Rizzoli che, dopo averla scoperta, si era sinceramente innamorato dell’isola verde e non lesinava investimenti per renderla accogliente, aperta a un turismo in grande stile.
Il conte Marzotto non gli era da meno. Sulla terrazza della sua sontuosa villa a Zaro controllava le relazioni degli ingegneri ai quali aveva affidato la costruzione dell’albergo Jolly.
Poco lontano da villa Marzotto, da dove ancora vent’anni fa, vispo bambino, sulle spalle di mamma, scendeva al mare di San Francesco il piccolo Gaetano, stesso nome del nonno e oggi presidente dell’Enit , Luchino Visconti apriva il cancello della Colombaia ai suoi pochi veri amici del luogo, in testa donna Jolanda d’Ambra.
Il confinato Romano Mussolini, intanto, giocava a fare il musicista su un pianoforte quasi in disuso trovato nella casa che mamma Rachele aveva in fitto nel cuore antico di Forio, affacciata sul mare. Sir William Walton e sua moglie Susana, la Lady dei Giardini La Mortella, aspettavano il completamento della costruzione di una villa, un’impresa nella quale il solenne musicista inglese dell’Inno per l’incoronazione della regina Elisabetta (e non soltanto…) aveva investito una piccola fortuna.
“Ischia – riprende Salvatore Lauro dovette, però, aspettare il 1959 per proporsi come capitale delle magiche notti estive. Quello che so di quei tempi, siccome ero piccolo, me lo hanno raccontato molti protagonisti. L’urlo di Baby Gate, non ancora Mina ma già pronta per “Tintarella di luna” e per “Malatia”. Don Marino Barreto; Domenico Modugno; lo sconosciuto chitarrista dei Mattatori che stava per diventare Lucio Battisti; Ugo Calise e Armando Romeo; il complesso jazz di Romano Mussolini che cominciava a raccogliere consensi a Forio. E tanti, tanti altri nomi di personaggi famosi o in procinto di diventarlo. Tutti accomunati dalle gioie delle estati ischitane. Irripetibili? Vediamo, vediamo se riusciamo a reinventarle con i personaggi di oggi. Il Rinascimento di Ischia passa da questa capacità che dobbiamo dimostrare”.

Lauro scende dalla tolda di comando di un arcipelago di aziende, come fa quando va nelle scuole, invitato da “Il Mattino” per le pagine dedicate a “scuola e impresa” a insegnare il management delle società marittime che amministra con criteri ultramoderni, per continuare un racconto per molti versi intrigante, tutto puntellato da nomi “storici”: Sandro Petti, per esempio. L’estroso architetto che inventava grandi alberghi e locali notturni da autentici eventi e non dimenticava di aprire le porte alle grandi mostre dedicate ai maestri dell’arte contemporanea. Monkey, che cosa ci ricorda? E Rangio Fellone? E La Conchiglia, Il fiasco, Poseidon by night a Forio da dove passavano i più gettonati artisti?
Possibile mai prescindere dal mitico Tonino Baiocco? O dal sempre attivo Gennaro Rumore, collezionista di applausi convinti per la sua cucina d’alto bordo? Da Andrea?
Dal sorridente Salvatore di Meglio in arte Cocògelo?
L’elenco non finisce mai di stupire se intercetti, in questo volutamente confuso revival appassionato, Topolino d’Ischia, Peppino Cervera, Bruno Savastano, Peppino di Capri, Nick Pantalone, Enrico Pianori, Geppy Battaglia, Emiddio Calise. Non può esserci ordine nei ricordi, anche per sentito dire.
“Chi veniva a Ischia cinquant’anni fa, e ha continuato a frequentare l’isola per molti anni – continua Lauro -, sapeva che vi avrebbe trovato anche il fior fiore di quello che viene ancora definito jet set, non soltanto natura incontaminata, mare pulito, terme accessibili a tutti, buona cucina e sole. Il panfilo di Rizzoli aveva sempre i motori accesi per portarsi a Napoli a rilevare gruppi di belle persone sbarcate a Capodichino per rispondere all’invito del patriarca milanese che aveva imposto la nostra location per molti film prodotti dalla Cineriz, quelli che ancora propongono immagini straordinarie di un’isola meravigliosa che, per fortuna, non è scomparsa del tutto”.

E’quell’isola che Lauro ha in mente quando comincia a lavorare al Manifesto, ascoltando i consigli di sua moglie Milena, colta e sensibile al punto giusto.
“Ma il primo passo è arrestare una specie di deriva che incombe ed è fatta di calo del turismo, pericolo per il paesaggio, per la qualità della vita in generale. Dobbiamo puntare su una fiscalità agevolata, su cinema, televisione, giornali, su eventi di rilevanza internazionale, sul miglioramento del verde, sulla migliore protezione del mare e delle coste, sulle risorse termali, sul patrimonio culturale fatto di tanti siti degni della protezione Unesco, sulle zone archeologiche che meritano di essere esaltate da un grande museo, sullo sviluppo dei porti turistici. E, come condizione prioritaria, sull’ambiente e sull’accoglienza. Queste mi sembrano le prime scommesse da accendere”.
Se si scorre il primo elenco dei sottoscrittori del Manifesto, presente sul blog: www.salvatorelauro.com/ischia/ si trovano i nomi di moltissimi operatori dell’ospitalità e del turismo ma anche di uomini di cultura non necessariamente ischitani. Questo vuol dire che l’amore per Ischia non è scemato e c’è voglia di partecipare alla realizzazione del progetto del suo rinascimento. Vuol dire, in altre parole, che esiste quella che definisco con un pizzico di sentimento: “Passione Isolana”. Proviamoci!

Sono già sessanta i sottoscrittori del “Manifesto”
Sono già sessanta i sottoscrittori del Manifesto per il rilancio dell’isola d’Ischia promosso da Salvatore Lauro. Fra tanti nomi, quelli di Agata Banfi, di Agostino Iacono, dei giornalisti Antonio Lubrano, Serena Albano e Alfonso Maffettone, di Almerico Di Meglio, Angela Colella, Antonio Acampora, Cinzia Verri, Claudio Preziosi, Diego Tesorone, Emiddio Barile, Franco Campana, Franco Regine sindaco di Forio, Gaetano Altieri, Gianni Ferrandino, Gino Rivieccio, John Kankombe, Marina Salvadore, Nicola Iacono, Nunzia Zambardi, Pietro Di Meglio, Roberto Volpe, Sandro Cecchi, Mario Santorini, Saverio Presutti, Sergio Civita, Thomas Iodice, Silvana Criscuolo, Sleiman Mouawad.

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *