La Contessa del Fortino

– di Carmen Bonazza

Mona Bismarck, che soggiorno a Capri, creo negli anni Ottanta la Fondazione che arricchisce il panorama culturale di Parigi. Esposizioni, seminari ed eventi nel palazzo dell’Avenue de New York. Era una ragazza del Kentucky, divenne una delle donne piu belle ed eleganti del mondo. A lei Cole Porter dedico una canzone. Immortalata da celebri pittori e famosi fotografi.

Una estate americana a Parigi. Con questo titolo si e inaugurata la nuova esposizione della Fondazione Mona Bismarck di Parigi: una promessa di spensieratezza, fascino, brezze oceaniche che scompigliano i biondi capelli raccolti in uno chignon che svela una nuca sensuale accarezzata da un morbido foulard mentre a passo rapido la leggiadra silhouette attraversa il vialetto che separa la sua dimora parigina dal lungosenna.

Sono passati ormai ventisette anni dalla scomparsa della contessa, ma il suo spirito, la sua eleganza, la sua cultura, la sua curiosita, la sua mondanita, la sua modernita, continuano ad abitare al numero 34 dell’Avenue de New York nel sedicesimo arrondissement di Parigi.

Creata negli anni ’80, la Mona Bismarck Foundation e una orga- nizzazione senza scopo di lucro con sede nello Stato di New York: il suo Centro Culturale parigino propone al pubblico un programma eclettico di esposizioni, seminari ed eventi destinati essenzialmente a favorire i legami tra la Francia e gli Stati Uniti. Accoglie inoltre numerose associazioni franco-americane, dall’American Club of Paris al Comitato Francese per la salvaguardia di Venezia. Appassionata d’arte e di cultura, la contessa Mona Bismarck era un’anima generosa e attraverso la sua Fondazione ha lasciato innumerevoli donazioni. Per perpetrare questa attivita filantropica trasformo la sua magnifica residenza parigina in un polo culturale internazionale.

L’hotel particulier e splendidamente e discretamente posizionato sulla riva destra della Senna. Un lungo ingresso lo separa dalla strada e il portone ci introduce, attraverso un piccolo scalone, all’atrio dal quale si accede ai saloni principali dove, fino a qualche anno fa, la contessa riceveva amici, ambasciatori e artisti aleggiando tra divani e poltrone vestita con gli abiti che lo stilista Cristobal Balenciaga confezionava soltanto per lei. Dalle finestre la Tour Eiffel le fa l’occhiolino, giusto dall’altra parte del fiume. Una scala elegante sale al primo piano del palazzo, con gli appartamenti privati. La signorina Mona Strader, nata nel 1899, crebbe nella tradizione delle buone famiglie del sud degli Stati Uniti, in un ranch della regione Bluegrass del Kentucky. Alla fine degli anni ’20 sposo l’industriale americano Harrison Williams e dagli inizi degli anni ’30 si distinse come una delle donne piu belle ed eleganti del mondo. Cole Porter celebro la quintessenza del suo stile in una canzone del 1936. La sua bellezza catturo pittori come Salvador Dali e Leonor Fini, fotografi come Cecil Beaton, Edward Steichen e Horst.

E’ facile immaginare il suo quotidiano in compagnia di capi di Stato e uomini politici di rilievo, membri delle piu importanti famiglie reali, artisti come Greta Garbo, Paul Newman, Tennessee Williams, Truman Capote ed Erich Maria Remarque.
Dopo la morte di Harrison Williams, Mona sposo il conte Edward Bismarck, nipote del cancelliere tedesco Otto von Bismarck. Le fotografie in bianco e nero che l’amico fotografo Cecil Beaton le dedica mettono in risalto la luce che emana dal suo portamento algido ed aggraziato, sottolineato dalle forme fluide ed ampie dei rasi e delle sete dei suoi abiti scollati, i lineamenti dolci del viso e la naturalezza dello sguardo sognante: la contessa porge la mano, ascolta con interesse il suo interlocutore, accenna un sorriso di intesa, sfiora i generosi rideaux del salone pa- rigino, ed e come se nello stesso istante accarezzasse le rose profumate che lei stessa coltivava nel giardino della sua casa di Capri, il Fortino.

Ecco, questa e la sua magia e il suo carisma. Questo suo eclettismo si e trasfor- mato in un mosaico di attivita che permette alla Mona Bismarck Foundation di occupare un posto di riguardo nel dialogo culturale tra la Francia e l’America. La sua voluminosa corrispondenza, oggi conservata alla Filson Historical Society di Louisville nel Kentucky, rivela tutte le qualita personali di questa donna straordinaria: le sue lettere e i documenti mostrano un intelletto acuto e un profondo interesse per la filosofia, la storia, le arti. Per questo, dal 1986, la Mona Bismarck Foundation ha ospitato a Parigi le piu disparate mostre d’arte e momenti di interesse culturale che illuminano il visitatore e aprono al dialogo e al confronto tra differenti etnie.

Alla prima retrospettiva dei film di Man Ray, molti dei quali restaurati per merito della Fondazione, seguirono il tributo al marchese de Lafayette per aver combattuto a fianco degli americani la Guerra d’Indipendenza, una splendida rassegna di icone russe nel 1988, i manifesti del caricaturista di origine italiana Leonetto Cappiello negli anni della Belle Epoque, l’arte degli Indiani d’America del Nord nel 2000, e poi Henri Ma- tisse, Massimo Campigli, la collezione privata di Givenchy e il guardaroba della Regina di Maggio, Maria Jose di Savoia, l’universo della botanica con i quadri della collezione dei giardini inglesi di Kew Gardens, la pittura moderna messicana, l’arte dei bottoni nel mondo e la commemorazione dell’Indipendenza dello Sry Lanka nel 2008.

E’ a partire dai suoi scritti che nascono le idee delle esposizioni, a testimonianza del calore, della generosita e del senso civico eccezionale che continueranno a vivere in memoria della Contessa, ambasciatrice di bellezza e di modernita.

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