La dieta mediterranea

– di Clodomiro Tarsia

Un cine-documentario di Attilio Rossi, filmaker di Agropoli, propone oggi quella esperienza sullo sfondo delle bellezze della terra cilentana fra mare e montagne.

200805-10-1mMa cos’è questa dieta mediterranea che il professore Ancel Keys trasse dallo scrigno di Minnelea, il villaggio cilentano che non c’è più, e destinò a quella parte del mondo che mangia disordinatamente e accumula ciccia e malattie cardiovascolari?
Ce lo spiega Attilio Rossi, coraggioso filmaker di Agropoli fuggito dalla banca (senza rififi!..) per raccontare le straordinarie storie del Cilento, l’antica terra delle cento torri costruite da don Parafan de Ribeira per fermare la furia saracena, e da dove, stendendo lo sguardo oltre le onde, l’isola azzurra dei vip e delle follie estive evapora dolcemente nei rosseggianti tramonti su punta Campanella. Keys condusse i suoi studi a Pioppi, minuscola marina raccolta attorno allo storico castello del garibaldino Leonino Vinciprova, nei cui saloni il dottor Carmine Battipede, rapito dagli angeli l’inverno scorso, istituì il Museo Vivente che ricorda la grandezza della ricerca dello scienziato americano.

Fino ad oggi Attilio Rossi è stato l’unico regista a filmare e a raccontare, con il modesto aiuto del sottoscritto, la storia del piccolo uomo di scienza sceso in lotta con il Grande Molok che insidia e stritola senza pietà bambini, uomini e donne. Il suo film-documentario profuma di mare e di natura e racconta un personaggio fantastico e longevo (Keys è morto nel 2004, a 100 anni) e una storia che incomincia nei sofisticati laboratori dell’università del Minnesota e si conclude nell’orto di Delia, coltivato a zucchine e peperoni, e nella barca di suo marito Giannino, pescatore al servizio del professore. Sembra una storia inventata, ma è tanto vera quanto sublime. Quarant’anni di studi di uno scienziato piccolo e testardo, nella natura incontaminata del grande parco patrimonio dell’Unesco, guardando ogni giorno le dirimpettaie rovine di Elea, la città fondata dai Focesi e resa celebre dai filosofi e dai medici che conoscevano il segreto delle erbe.
“Il professore Keys passeggiava tra quelle pietre maestose meditando in silenzio come se si inoltrasse in un mondo senza tempo alla ricerca di lontane verità alle quali ancorare i suoi studi moderni”, questo ci disse l’indimenticato dottor Battipede dopo il suo volo a Minneapolis per consegnare all’ultracentenario scienziato la targa del presidente Ciampi.

Fu una lunga sfida, vissuta nell’isolamento e punteggiata da esperimenti e studi, condotti con competenza e dedizione assolute, da un’equipe di ricercatori incrollabili, di analisti tenaci, di medici scrupolosi che vedevano nella scienza dell’alimentazione l’ancora di salvezza dell’uomo. Non mancarono le delusioni, gli insuccessi, la diffidenza, le critiche, ma il professore e i suoi ricercatori tirarono avanti.
“E tutto questo straordinario lavoro riflette Attilio Rossi – è stato fatto nel Cilento, dove i prodotti della terra sono genuini, l’aria è pulita e lo stile di vita è semplice e del tutto conforme alla regola keysiana. Come non occuparcene?”
Nella storia hanno trovato spazio anche due personaggi cilentani che si muovevano dietro le quinte, ma furono importanti, i coniugi Delia e Giannino Notaro. Lei fu la devota cuoca al servizio dei Keys per più di un quarto di secolo. Rossi l’ha schierata fra professoroni, ambientalisti, ricercatori, esperti e giornalisti, e la sua testimonianza è stata illuminante. In un dialetto semplice e pittoresco, e con la schiettezza dei contadini, ha raccontato come la signora Keys le “rubò” le secolari ricette cilentane, trascrivendole sul notes e stampandole, qualche anno più tardi, in un libro diventato subito un best-seller.

Le domande erano semplici e dirette, ma nascondevano un interesse scientifico. “Delia, please, oggi cosa fai da mangiare al tuo Giannino?”. “Delia, come fai la pasta con le zucchine per tuo marito? E la parmigiana, che tanto ci piace?”. ” Delia, come cucini il pesce?”. ” Delia come rendi saporite le tue minestre?” Ricordando la cortese petulanza della padrona, la cuoca sorrideva divertita davanti agli operatori Enzo Di Napoli e Michele de Conciliis e, incoraggiata da Attilio Rossi e dal sottoscritto, continuava a rivelare particolari inediti e sorprendenti. “Il professore Kissi (sic!) ordinava i piatti del giorno e, mentre io cucinavo, sua moglie domandava e scriveva. Così siamo andate avanti per tanti anni e confesso che mi è pia ciuto vedere, poi, scritto sui libri quello che mi avevano insegnato mia madre e mia nonna.”
Pioppi, borgo di pescatori che tremò sotto le incursioni di Dragut Pascià, vive nel ricordo di Ancel Keys anche se Minnelea (da Minneapolis ed Elea) si è un po’ sbiadita sotto il sole cocente e la villa del professore è passata ad altri proprietari.

Giannino, il marito di Delia, fu uno dei trenta o quaranta cilentani (la memoria gli fa difetto!) che i ricercatori sottoposero per settimane a una dieta squilibrata per studiare il colesterolo che si alzava e abbassava e i trigliceridi che impazzivano. Naturalmente il loro intento era quello di raccogliere dati per irreggimentarli nei limiti della sicurezza.
“Ci facevano mangiare di tutto e di più – ha ricordato Giannino. – Bistecche, fusilli, cavatielli, pane, insaccati, dolci, vino, liquori… Io ero giovane e me la godevo. Però ci controllavano ogni giorno e intervenivano subito al minimo allarme, se qualche valore schizzava oltre la norma.
Oddio, che sbafate!”

Giannino prendeva il largo con il professore nel barcone. Pescava gamberi, calamari, polpi, ma, più di tutto, il pesce azzurro preferito dai Keys. “Il film è didattico – spiega Attilio Rossi. – L’abbiamo fatto per la scuola. E’ la vita di Ancel Keys, dai primi studi al suo arrivo a Napoli, metropoli povera dove scoprì che le malattie cardiovascolari, che uccidevano tanto negli States, erano pressoché inesistenti. Perché? Semplice, i napoletani non potevano permettersi i pranzi pantagruelici dei ricchi managers americani e, così, senza saperlo, proteggevano il loro cuore dall’insidia dei grassi. Negli Stati Uniti un americano si e uno no moriva d’infarto e il terribile dato convinse Keys a intraprendere la sua lunga crociata contro i cibi grassi. A Napoli, dopo essersi chiesto quali fossero le ragioni dell’assenza negli ospedali dei reparti per gli infartuati, studiò il territorio e le abitudini alimentari delle popolazioni meridionali e, insieme con altri pochi scienziati, partecipò a un simbolico pranzo sotto le monumentali colonne doriche dei templi di Paestum per far capire che i suoi studi si saldavano con quelli condotti dagli antichi medici omeopatici. E’ tutto documentato da immagini dell’epoca reperite attraverso il Museo di Pioppi. Questa intuizione felicissima spinse Keys a scegliere di vivere in riva al mare del Cilento, osservare meglio un territorio ricco di prodotti che corazzano l’organismo e allungano la vita e invitare al suo fianco ricercatori con i quali lavorare nell’ambiente più favorevole.

Il nostro film-documentario racconta tutto questo e va oltre. – dice Attilio Rossi. – Diamo tabelle e registriamo pareri di luminari, studiosi, esperti e nutrizionisti, i quali sono tutti concordi nel riconoscere l’olio di oliva, il pomodoro e il pesce dei nostri mari come un fondamentale scudo preventivo contro infarti, ictus e malattie tumorali. E poiché c’è la necessità di combattere la piaga dell’obesità infantile, diamo anche i dati di questo fenomeno preoccupante e prendiamo posizione contro il mare di hamburger, salsine, cremine piccanti e bibite dolci in cui annegano i nostri ragazzi. Ma non si parla solo di educazione alimentare. Keys sottolineava che la dieta mediterranea è stile di vita e, pertanto, abbiamo registrato il parere di uno degli esperti dello studio HBSC che, in quaranta Paesi, si occupa del comportamento dei ragazzi in età scolare.
Nemmeno la difesa dell’ambiente, la necessità dell’attività fisica e l’agricoltura biologica sono assenti nel nostro documentario. Siamo molto orgogliosi di questo lavoro e voglio cogliere l’occasione per ringraziare tutti gli studiosi e gli esperti che sono intervenuti per sostenere un progetto di educazione alimentare che può dare buoni frutti”.

Il documentario, che dura un’ora, offre anche sequenze di immagini di grande bellezza. Sullo sfondo di una storia così avvincente, Rossi ha giocato con le marine, le montagne, i boschi e i paesini non solo del Cilento, ma della costiera amalfitana, degli Alburni e dei Picentini, regalando itinerari e paesaggi fantastici.
Ha, così, sottolineato il mondo incontaminato in cui il professore Ancel Keys e la sua equipe, venuti da lontano, fondarono il villaggio di Minnelea per lavorare in una natura che è vicina all’Eden. Se si va a scoprirla, si capisce meglio perché è nata qui, e non altrove, la dieta mediterranea.

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