La goletta del bambino piemontese

– di Mimmo Carratelli

Una stupenda barca ad alberi gemelli costruita da Paolo Frascisco e da due suoi fratelli, carpentieri e falegnami, nel giardino della loro casa tra le colline novaresi per il piccolo Niky di nove anni che, afflitto da una grave forma di asma, deve vivere sul mare. Il varo sul Po, la discesa dell’Adriatico, la tappa a Lipari e l’arrivo a Napoli. A bordo, il bambino studia sul computer e si collega in videoconferenza con la sua scuola di Bellinzago. Sulle fiancate bianche, lunghe ventisei metri, un nome: “Walkirye”. Vele cinesi e un motore italiano. Mamma Paola segue Niky negli studi e nella terapia, in collegamento con la pediatra a terra. Una storia che ha fatto il giro del mondo.

I napoletani che, in questi ultimi quattro mesi, hanno passeggiato sul molo di Mergellina o lungo via Caracciolo sono rimasti affascinati da una goletta ad alberi gemelli, una barca assolutamente stupenda, alla fonda nel porticciolo e, ancora più suggestiva, in navigazione nel golfo. Sulle fiancate bianche della goletta, lunghe ventisei metri, un nome: “Walkirye”.
Sulla barca viaggia la storia straordinaria di un bambino di nove anni, biondo, con gli occhi azzurri, piemontese. E’ la storia di Niky Frascisco, di suo padre Paolo, di sua madre Paola Giacotto, dei suoi zii Bruno e Roberto. E’ la storia di Niky che, afflitto da una grave forma di asma, è “condannato” a vivere sul mare. Perché, sul mare, da tre anni a questa parte ha avuto solo tre attacchi d’asma. A terra, invece, nella sua casa di Bellinzago, vicino Novara, gli attacchi erano continui e il bambino veniva imbottito di cortisone, broncospasmi e adrenalina.
E’ anche la storia straordinaria di una barca costruita in giardino da una famiglia piemontese amante del mare. Perché “Walkirye” è nata nel giardino della casa dei Frascisco, tra le colline novaresi. Un ingegnere navale milanese, Aldo Gatti, dopo avere progettato la goletta, ha spedito i disegni via Internet. Su quei disegni hanno lavorato per tre anni e mezzo il papà di Niky e i suoi due zii, carpentieri in una azienda industriale novarese, costruendo in giardino la goletta. A comprarla, una barca simile sarebbe costata tre miliardi di lire, fatta in casa il costo è stato di 150mila euro. Paolo Frascisco e il fratello Bruno, carpentieri valentissimi, l’altro fratello Roberto, gran falegname, e il nonno Genio l’hanno costruita con le loro mani pezzo per pezzo. Hanno dovuto acquistare solo il motore, italiano, e le vele, cinesi.
La goletta, splendidamente realizzata, è stata varata a gennaio di tre anni fa, a Cremona, nelle acque del Po. E’ discesa per l’Adriatico, ha raggiunto le Eolie, ha fatto tappa a Lipari ed è poi arrivata a Napoli. In questi giorni pare che sia in partenza. In programma un anno di navigazione nel Mediterraneo. La collaborazione di aziende specializzate ha dotato la goletta di due antenne satellitari per il collegamento a Internet e alla rete telefonica, di una stazione di videoconferenza e di un terminale di Telespazio per la localizzazione continua della barca.
Niky Frascisco ha la sua “cameretta” a poppa, illeggiadrita da un drago di peluche, da alcune trecce di conchiglie, da un mappamondo e dalla presenza del cane Dillinger. Sulla barca Niky studia usando il computer e seguendo in videoconferenza le lezioni della sua scuola a Bellinzago, dalle 8,30 alle due del pomeriggio. Parla col maestro e coi compagni, risponde alle interrogazioni. Uno studente virtuale, intelligente e laborioso.
Sulla goletta c’è anche mamma Paola, che ha lavorato in ospedale, è in contatto con la pediatra di Niky per applicare ogni terapia e, a bordo, ha tutto il necessario, un camice sterile, l’ossigeno, il bisturi, per far fronte alle emergenze. “Walkirye” è stata adottata dal Ministero dell’istruzione e dalla Guardia di finanza che offrono grande collaborazione per la vita scolastica a bordo di Niky e per la navigazione.
Per far fronte alle spese, Paolo Frascisco ha intenzione di noleggiare la goletta per crociere, un vero charter con diciotto posti-letto. Per andare sul mare e combattere l’asma di Niky, il padre e i due zii hanno dovuto lasciare il lavoro di carpentieri. Ma Niky ora sta bene. Scende qualche volta a terra quando è bel tempo, non tira vento di terra e non fa troppo freddo.
La storia di Niky Frascisco e della goletta “Walkirye” ha fatto il giro del mondo. E’ su tutti i giornali e le televisioni. Abbiamo voluta raccontarla anche noi perché è una storia singolare di mare.

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