La gondoliera di Amburgo

– di Buc Kurtsenberger

Lettera sentimentale ad Alexandra Hai, tedesca di 35 anni, che ha vinto la sua battaglia per essere la prima vogatrice di Venezia. Le lezioni di Giampaolo Vianello, pluricampione di regate, e le referenze di Fulvio Scarpa, gondoliere della Giudecca. Bella ragazza coi riccioli neri, attrazione irresistibile sulla gondola di un locandiere e richiamo piacevole per i clienti della locanda.

Ragazza d’Amburgo che voghi per il Canal Grande, col bel viso pieno e sorridente, e svolti per San Polo e sbuchi a Ca’ Foscari, e Venezia si meraviglia e sorride stupita, ragazza sportiva che hai l’audacia negli occhi e i muscoli bruni, così impeccabile con la camicia bianca e i pantaloni neri sulla tua gondola che va, frau o fraulein non so, ma molto molto simpatica, e sbarazzina con quei riccioli neri che ti ricadono sulla fronte, sul lato sinistro. T’ho visto anche d’inverno in un giubbotto e con una coppola da monella, un po’ pirata, un po’ donna Vogue.
Ho saputo il tuo nome, Alexandra Hai, e la tua qualità maggiore, sei testarda, e so che hai vissuto in America, ma ora sei qui tra calli e rii, da undici anni, veneziana per una passione magnifica, “Eine Frau darf Gondoliere sein” ha titolato “Welt-online”, la prima donna gondoliere della storia. I dogi ti avrebbero amata come t’amo io. Non so Massimo Cacciari.
Ma i gondolieri veneziani, no. I gondolieri veneziani una donna, sui gusci neri della Serenissima, non l’avrebbero voluta mai. Gli eminenti professori dell’Ente per la tutela e la conservazione della gondola ti hanno bocciata quattro volte agli esami per farti desistere.
Eri ancora maldestra. Ti incagliavi, ti piantava in mezzo al Canal Grande e altri accidenti. Non eri affidabile.
Non ti amavano, ecco. Una tedesca di 35 anni, troppo donna e troppo giovane. Troppo esuberante. All’inizio quei capelli alla maschietta e i maglioni abbondanti per nascondere le grazie strepitose perché volevi vincere solo di bravura e al diavolo le “curve”.
Gondoliere o gondoliera: nessuna delle due. Ci sono voluti gli avvocati Giorgio Orsoni e Mariagrazia Romeo per imporre i tuoi ricorsi al Tar. Puoi vogare. D’altra parte, Giampaolo Vianello, pluricampione di regate veneziane, ti teneva a lezione. Lo chiamano “Crea”, uno di quei soprannomi dei gondolieri, come “Fiaschetto”, “Cioci”, “Scuciareto”, “Magnamosche”, “Pipa”.
E si sa che come Giampaolo crea, tu conservi. Un astuto locandiere non si fa sfuggire l’occasione. Possiede una gondola per i clienti, ti accoglie e, al remo della sua gondola dola, aggiunge la tua attrazione femminile.
I clienti si moltiplicano perché sei una vogatrice brava e bella, Alexandra Hai. Senza la tensione degli esami, voghi con eleganza e sicurezza. Bene. Ora la tua vita corre felicemente sull’acqua. E io sono felice per te.
Mi sono piazzato a Ca’ Vendramin, vizioso del baccarà, col passatempo accessorio della roulette, per vederti passare. Ti consiglierei la “finale cinque” e i “vicini dello zero” se solo smettessi di vogare.
Fulvio Scarpa della Giudecca, gondoliere da quarant’anni, dice che te la cavi magnificamente e allo “stazio” di Santa Maria del Giglio parlano sempre di te.
Ci sono seicento gondole a Venezia, ma io cerco solo la tua, gondoliera dei miei sogni, vogatrice del mio cuore, testarda della mia mente. Tu sai com’è nata la gondola, Alexandra Hai? E’ stata una cosa molto romantica. Due giovani amanti cercavano un rifugio per vivere la loro felicità lontano dalla curiosità del mondo. Non lo trovarono e, allora, una falce di luna si lasciò cadere sulla laguna sacrificando il suo bagliore per diventare il guscio nero del loro amore, la loro leggera casa sull’acqua.
Sei romantica tu, Alexandra Hai? Carlo Goldoni avrebbe fatto di te una regina tra le “baruffe chiozzotte” dei gondolieri veneziani, seducente interprete di una delle sue commedie, madamina affascinante. Ti vedo deliziosamente in equilibrio manovrare il remo sulla leggera “barkéta” nera, calma e composta, con quei tuoi riccioli sbarazzini, e un giorno, con l’esperienza e gli allenamenti, ti riuscirà quel “vogar bel bello” che è il sogno di ogni gondoliere, la grazia e la perfezione dei gesti, l’armonia dell’equilibrio.
Voga, ragazza di Amburgo, e porta il mio cuore sotto il ponte di Rialto e oltre.

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