La Grotta Azzurra difende i suoi segreti

– di Raffaele Rivieccio

Il passaggio che porta al cuore dell’isola non è stato perlustrato del tutto.
Gli speleologi si sono fermati. Intervista a Donatella Bianchi, conduttrice di “Linea Blu”.
Ecco quello che dice del percorso misterioso, di Capri, dei capresi e dei vip più legati al mare che ha incontrato.

Un oblò di una nave dal quale sognare l’orizzonte del mare. Un oblò, televisivo, dove l’orizzonte è una “Linea Blu” e il capitano della nave è Donatella Bianchi, nata a Genova, giornalista e conduttrice della popolare trasmissione sul mondo del mare. Dal 1994 i suoi reportage, le sue esplorazioni, le sue scoperte, le sue irruzioni nei mercati ittici, le sue incursioni piratesche e telecameresche sono l’anima di “Linea Blu”. Donatella, tra le molte mete raggiunte, ha visitato ed affrontato, in svariate puntate, Capri.
– Cosa ti è rimasto impresso di Capri, dopo tanti reportage televisivi?
“Sono stata tantissime volte a Capri, in questi anni, ma devo ammettere di averla scoperta solo dopo aver letto Axel Munthe. L’avevo letto anni fa quando, però, Capri non mi apparteneva più di tanto. Poi l’ho riletto in occasione della mia terza o quarta visita per “Linea Blu” ed ho scoperto l’isola. Ho cominciato ad osservarla con occhi diversi, andando a cercare la vera essenza della sua realtà, della sua storia, del carattere degli isolani. Munthe è stata la mia guida spirituale con cui credo di essere riuscita a scoprire ed a capire Capri. Dopo, è stata certamente la frequentazione, la conoscenza ed il rapporto con gli isolani, quelli che vivono Capri tutto l’anno, ad aiutarmi ad entrare nel clima, nello spirito dell’isola. Abbiamo affrontato quasi tutti i temi principali che Capri offre, da quelli storici a quelli culturali, a quelli di costume, a quelli naturalistici, a quelli legati alla biologia marina, fino ad una sorta di esplorazione della Grotta Azzurra a modo nostro, andando dove normalmente non si va, in un passaggio che dall’interno della Grotta inizia un percorso che porta verso il cuore dell’isola. Non è ancora stato perlustrato del tutto, potrebbe esserci anche un ulteriore prosieguo di questa grotta, un percorso sotterraneo. Per ora gli speleologi si fermano a questo primo tratto scoperto e individuato. Esistono tante leggende che collegano questa grotta alle frequentazioni degli imperatori e tutto quello che si è raccontato ha dato ancora più forza a questa nostra esplorazione. Immaginavamo di scoprire chissà che cosa, poi di fatto ci siamo dovuti fermare perché è come se l’isola stessa avesse voluto proteggere i suoi segreti.”
– Il rischio è che, se foste andati avanti in questo cunicolo sotterraneo, avreste trovato Massimo Boldi e Christian De Sica che facevano un balletto dance.
“Boldi e De Sica li abbiamo comunque trovati, ma su in piazzetta, come tanti vip, tanti personaggi. Però quelli che mi hanno colpito di più sono gli isolani, i tassisti che ormai hanno conquistato una tale sicurezza da diventare i miei interlocutori preferiti. Sono molto “scafati”, come si dice a Roma, nel senso che ormai hanno visto di tutto e, quindi, sono osservatori dell’evoluzione del costume e della società straordinari. Ricordano ancora il mito degli attori di Hollywood che arrivavano sull’isola e che rappresentavano il fascino del momento, la grande cinematografia. Ma tutto questo non esiste più e quindi anche loro sembrano un po’ delusi da questo cambiamento.”
– Ma i vip continuano a venire.
“Si, ma suscitano meno clamore. Hanno comunque un entourage più modesto rispetto a quello che era il mito della Dolce Vita che, sicuramente, a Capri ha lasciato un segno. Oggi è tutto cambiato, Capri è un isola che in molte giornate dell’anno è presa d’assalto da un turismo mordi e fuggi, fai fatica a muoverti per le strade principali dell’isola, è cambiato il volto.”
– E’ anche più democratica forse…
“E’ più democratica anche se i prezzi sono sempre poco democratici. Quello a cui mi riferisco io è veramente un turismo-lampo, una visita di ventiquattro ore che fa la massa senza poi lasciare più di tanto sull’isola se non magari per portarsi a casa qualche souvenir. Quindi non spendendo molto ma, certamente, invadendo l’isola e, in qualche maniera, cambiandone un po’ l’aspetto. E poi il ricordo più forte, come in tutti i luoghi visitati con “Linea Blu”, è quello delle coste, del mare, e quindi come non pensare ai Faraglioni, ai tramonti su Anacapri, al Faro.”
– Rispetto al “turismo” antico-romano, c’è qualche cosa di inedito uscito fuori dalle tue visite, dalle tue chiacchierate?
“Grandi scoperte non siamo riusciti a farne, anche perché è un’isola abbastanza blindata. Quello che ho potuto constatare e che, a volte, si sentiva una sorta di abbandono di certe aree archeologiche. Probabilmente servirebbe una maggior cura, quindi maggiori investimenti, per conservare un patrimonio archeologico eccezionale come quello dell’isola dove hanno costruito ville gli imperatori romani, i primi turisti ricchi della storia.”
– Secondo te, esiste una “capresità”, uno spirito caprese al di là dell’essere isolani, un valore aggiunto?
“Penso di si. La “capresità” la ritroviamo nei colori, nella musica, in un atteggiamento comune a tutti quelli che trascorrono molto tempo sull’isola, a quel legame che unisce chi ama Capri e magari si trova lontano. Sicuramente è un atteggiamento un po’ snob, ma non in senso negativo, nel senso migliore del termine, come una connaturata raffinatezza.”
– C’è un luogo, un’isola che hai visitato, nel quale hai sentito un forte, reale isolamento, forse esistenziale prima ancora che geografico?
“Direi che la gran parte delle isole minori in Italia soffrono di questo. Da Linosa a Filicudi, ad Alicudi, alla stessa Marettimo, che possiamo considerare così vicina alla costa di Trapani e invece non lo è.
Tutta la gente che vive su queste isole viene sistematicamente abbandonata durante l’inverno, nel vero senso del termine. Quelli che non hanno sorgenti devono contare le gocce d’acqua e razionarla, o magari raccogliere l’acqua piovana, qualcosa che ci riporta indietro nel tempo e che sembra quasi impossibile in un paese sviluppato ed organizzato come il nostro. Eppure esistono anche queste realtà. Talvolta non arrivano le provviste, non hanno materie prime, non hanno prodotti indispensabili per la sopravvivenza o, comunque, gli abitanti non possono dare ai figli tutto quello che vorrebbero. Magari non c’è un cinema, non ci sono giochi anche semplici, delle altalene, non c’è assolutamente nulla di quello che noi consideriamo normale avere abitando in una città. Questo isolamento c’è, esiste in tutte le isole minori, più o meno. E’ chiaro che se vai a Procida soffri del sovraffollamento per cui ti sembra quasi che sia una propaggine di Napoli. Però poi anche lì avverti che c’è quasi una sorta di abbandono, quel pezzo di mare che la separa dalla costa napoletana significa molto”.
– Che cosa si avvicina a Capri, in Italia o nel mondo?
“Capri mi fa pensare un po’ a Panarea, come stile di vita, i turisti. Panarea è il gioiellino, il salotto delle Eolie. Anche se la tradizione turistica che ha Capri non c’è altra isola in Italia e nel mondo che possa vantarla, la capacità imprenditoriale dei capresi, e poi i monumenti, la storia”.
– Come viene vissuta la mondanità caprese, che forse ha avuto negli anni ’40 e ’50 il suo apice, e la mondanità marina di oggi , Briatore, la Costa Smeralda, i locali frequentati da calciatori e veline?
“C’è stata una moltiplicazione, una crescita esponenziale del numero dei personaggi, e questo ha appiattito il livello, l’interesse nei confronti di questa mondanità. Oggi si va in Costa Smeralda per mettersi in vetrina, per farsi fotografare. Sicuramente anche perché è bella, ma è, soprattutto, un’occasione per esserci. E, l’apparire, per un personaggio che lavora nel mondo dello spettacolo è fondamentale. Prima, invece, c’era veramente il gusto della scoperta e della conquista di un’isola meravigliosa nel Mediterraneo da parte dei grandi personaggi hollywoodiani che raggiungevano Capri. Credo sia cambiato l’approccio da parte dei vip ma anche l’interesse per gli stessi da parte del grande pubblico”.
– C’è stato nei tuoi viaggi un vip che ti è rimasto più impresso?
“Io vado a cercare quelli che normalmente non si mettono in mostra che poi inevitabilmente vengono comunque scovati dai paparazzi che stanno ovunque. I ricordi più belli sono le interviste ai grandi personaggi del mondo della canzone, della musica. Ottimi subacquei come Claudio Baglioni, Lucio Dalla, meno bravo come subacqueo però anche lui grande uomo di mare, amante del mare, che ho incontrato nel suo rifugio nelle Tremiti. E poi Edoardo Bennato, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Peppino di Capri”.

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