La nazione arcobaleno

– di Mimmo Carratelli

Il Sudafrica ospiterà la diciannovesima edizione dei Campionati mondiali di calcio dall’11 giugno all’11 luglio. All’incrocio di due oceani è il Paese di Nelson Mandela, del cardiochirurgo Barnard, di Nadine Gordimer e della bellissima Charlize Theron. Il grande stadio di Johannesburg, a forma del tipico boccale di birra, ospiterà la finale. “Bafana Bafana” è il caratteristico incitamento ai calciatori sudafricani. Le leggende del Capo di Buona Speranza e il Capo Agulhas, la punta più meridionale del continente africano.

Valige pronte. Si va nella nazione arcobaleno, degli abitanti di tutti i colori, nel paese dei due oceani e delle due anime, il Sudafrica dei 19^ campionati del mondo di calcio, quattro volte più grande dell’Italia, ma con meno abitanti (45 milioni, tredici milioni in meno), un paesaggio ondulato di altipiani, la Groote Schuur dove Barnard trapiantò per primo un cuore umano, il paese di Nadine Gordimer Premio Nobel 1991 per la letteratura, di Nelson Mandela che ha raggiunto i 91 anni, della strepitosa attrice e fotomodella Charlize Theron. Promontori e coste a falesia, culla dell’umanità per il ritrovamento di fossili risalenti all’homo erectus, e, laggiù, la punta più meridionale del continente africano, Capo Agulhas, una spiaggia brulla e rocciosa davanti a un mare misto e tempestoso dove s’incontrano e si scontrano la corrente fredda proveniente dall’Atlantico e quella calda proveniente dall’Oceano Indiano.

I campionati inizieranno l’11 giugno per concludersi l’11 luglio nell’immenso Soccer City Stadium di Johannesburg che sta su una collina fra la città bianca e la township di Soweto, la città nera. Lo stadio, capace di 94.700 posti, con seggiolini arancione, colore simbolo del tramonto africano e dell’oro, è stato costruito a forma del kalabash, il recipiente tradizionale con cui viene bevuta la birra. La copertura con duemila luci e una serie di cupole è stata realizzata dalla Cimolai, un’industria di Pordenone. Qui, che è la sede della finale, dovrà arrivare la squadra italiana campione del mondo se supererà il capo di tante buone speranze, protesa verso il bis di quattro anni fa a Berlino. Gli azzurri debutteranno a Città del Capo, la metropoli di quattro milioni di abitanti affacciata sull’Atlantico col quartiere chic di Bo Kaap, punteggiato da moschee, la cattedrale di San Giorgio Martire, i gigli coloratissimi e i pinguini di Boulders Beach. La nazionale italiana giocherà poi a Nelspruit, una cittadina d i 200mila abitanti, nel nord-est del Sudafrica, fondata nel 1905 da tre fratelli allevatori di bestiame. Diciotto piloni reggono la copertura dello stadio a forma di giraffa, mentre il design dei seggiolini ricorda le striature delle zebre. Sono stati approntati per i campionati autentici gioielli architettonici.

Il Nelson Mandela Bay Stadium di Porth Elizabeth è stato realizzato sulle sponde di un lago naturale ed è considerato il gioiellino dei campionati. Suggestivo l’arco di 105 metri sospeso sul Moses Nabhida Stadium di Durban. Fieri avversari delle nazionali ospiti saranno i leggendari “Bafana Bafana”, i calciatori sudafricani così definiti e invocati, cioè “i nostri ragazzi” in lingua zulu, incoraggiati e spinti dall’incessante suono di trombe e trombette, un inferno sonoro in cui dovranno misurarsi messicani, uruguayani e francesi nelle prime battute del campionato.
Sudafrica, terra di boeri bianchi e di bantù neri, di undici lingue sovrastate dall’afrikaans, dell’apartheid domata nel 1990. Il Sudafrica del leggendario Capo di Buona Speranza, quaranta chilometri di costa all’incrocio tumultuoso dei due oceani dove pare si aggiri per l’eternità l’Olandese Volante, la nave fantasma del capitano Hendrik Vanderdecker.

Di qui passò Bartolomeu Dias, il navigatore portoghese che fu il primo a doppiare il Capo, e poi Vasco da Gama diretto alle Indie sfidando tempeste epiche, il soffio impetuoso dei Quaranta Ruggenti, le onde alte come case, incantandosi alla vista degli albatross che planano immobili nella loro gigantesca bellezza, uccelli di mare e di vento con ali lunghe tre metri.
Sudafrica di leoni, leopardi, elefanti, giraffe, antilopi, ippopotami là nel Kruger National Park, al confine col Mozambico, due giorni di viaggio per raggiungerlo da Johannesburg. E chissà se ci sarà tempo di percorrere la panoramicissima Garden Route fino a Knysna adagiata su una laguna d’acqua dolce, paradiso dei cavallucci marini con un esemplare unico della specie.
Fra una partita e l’altro, il Sudafrica è un paese da visitare mentre chissà come rotolerà il pallone.

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