La palla di neve

– di Mino Rossi

E’ la definizione poetica data a una delle comete più luminose mai viste a occhio nudo, più lucente di Venere, che brilla nel nostro cielo invernale. Si chiama Ison, scoperta da due astronomi russi e fotografata dal telescopio orbitale Hubble. E’ fatta di ghiaccio e di detriti spaziali. Per i romantici è lo strascico di una principessa galattica, per i profeti di sventure è una maledizione. Le chiacchiere di Nostradamus e la paura di Tolstoi.

Laggiù (laggiù?), diciamo ai margini estremi del Sistema Solare, dove non arrivano a vedere neanche i più potenti e sofisticati telescopi, c’è un enorme laboratorio di comete. E’ la nebula Oort che fabbrica appunto comete. La nebula Oort c’è per modo di dire (ma c’è) perché non è stata mai “osservata” tanto è lontana e buia. E’ una nube ipotetica, ma si ritiene che sia il luogo da cui provengono le comete di lungo periodo (così dice wikipedia). Pare che sia, questa lontanissima nebula Oort, un residuo della nebulosa originale da cui, cinque miliardi di anni fa, si formarono il Sole e i pianeti (è sempre wikipedia che aiuta). Sono cose, numeri e ipotesi, che fanno girare la testa. Ma sono affascinanti.
Dalla nebula Oort è partita “una palla di neve intergalattica”, come la definiscono poeticamente gli scienziati che tra di loro, però, la chiamano più seriamente C/2012 S1 (Ison). La “palla di neve” esiste, ci mancherebbe, fotografata dal telescopio orbitale Hubble che gira attorno alla Terra a 560 chilometri di altezza. Hubble le ha fatto una serie di flash mentre sfrecciava verso il Sole e sono fotografie spettacolari. Pare che Ison sia diventata verde nelle vicinanze di Marte. E’ nel nostro cielo, da novembre a gennaio, a una distanza di 1,2 milioni di chilometri. E’ una delle comete più luminose mai viste a occhio nudo, non la più luminosa della storia, però la più visibile.
Noi, superstiti poeti del secolo scorso, immaginiamo che le comete siano strascichi di seta di principesse galattiche con brillantini e paillettes, ma gli scienziati ci hanno sempre deluso. Questa Ison, per esempio, è fatta volgarmente di detriti di roccia e minerali e di ghiaccio. E’ lunga milioni di chilometri e ha un diametro di circa cinque chilometri. Provate a immaginarla.
L’hanno scovata l’anno scorso due astronomi russi guardando nel telescopio di Kislovodsk quando Ison si trovava a 615 milioni di chilometri dal Sole mentre “passava” fra l’orbita di Giove e quella di Saturno. La sua coda è cento volte più luminosa di Venere e fa più luce della Luna.

Sapete come sono le comete.
Si portano dietro il loro sciame luminoso, ma, chissà perché, anche le peggiori profezie, ritenute a torto veicoli di disastri e distruzione. Un tipo famoso come Miquèl de Nostradama, farmacista e astrologo di un paesino francese circondato da ulivi selvatici, insomma Nostradamus, vissuto tra il 1503 e il 1566 e versato nelle previsioni di disastri planetari, figuriamoci il passaggio di una cometa, non ne ha mai azzeccata una, compresa la fine del mondo nel 1999, oltre alle chiacchiere sull’Anno Mille. Sul passaggio di una cometa come Ison Nostradamus ebbe a scrivere che “la Grande Stella nel cielo brillerà per sette notti e il Gran Mastino urlerà tutta la notte”. La graziosità delle sue profezie, espresse in quartine in rima, si porta dentro una serie di oscure e complicate preveggenze, buone per ogni interpretazione e poi regolarmente bocciate.
Ison è solo uno splendido e luminoso “velo” galattico, con una piccola testa e una grande coda, uno spettacolo visibile da tutti gli angoli della Terra, e ci riempie di meraviglia non di paura. L’astronomo Jim O’Leary del Maryland ha un solo dubbio: il Sole potrebbe distruggerla con le sue straordinarie vampate. Ma non succederà e Ison è là che illumina il nostro cielo invernale, molto meglio e più spettacolare delle comete passate che si chiamavano Halley e Hale Bopp, sulle quali abbiamo fantasticato molto. Halley, che fu avvistata la prima volta nel 1758 e passa ogni 76 anni nel nostro cielo, terrorizzò persino un tipo molto serio come Tolstoi che scrisse: “La cometa sta per catturare la Terra e annientare il mondo”.
Successe soltanto che la Terra passò attraverso la coda di Halley e non successe nulla.
Forse, però, queste comete qualche disturbo lo provocano nelle teste degli umani visti i comportamenti che si registrano sulla Terra, un pianeta di pazzoidi. Ma sarebbe ingeneroso attribuire a uno sciame di ghiaccio e detriti galattici le nostre follie.

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